giovedì 11 febbraio 2016

I capitreni: no straordinari. Ed è caos Circum

Ritardi superiori a 30 minuti, 26 corse cancellate, disagi nel servizio sostitutivo bus 

Fonte: Francesco Gravetti da Il Mattino 

Ben 26 corse cancellate, ritardi superiori ai 30 minuti, caos in strada causato dal servizio bus che ha sostituto quello dei treni: la decisione dei capitreno della Circumvesuviana di rifiutare lo straordinario ha generato un giornata di ordinaria follia, con i pendolari della provincia costretti ad arrangiarsi e a subire numerosi disagi. E le prossime ore non promettono nulla di buono, nonostante l'azienda e la Cisal, il sindacato che ha organizzato la protesta, abbiano avviato un tavolo di confronto. Dice il presidente dell'Eav Umberto De Gregorio: «Siamo dinanzi a una forma di ricatto». Mentre Luciano Graziano della Cisal ribatte: «Chiediamo garanzie sul controllo dei biglietti, sulla sicurezza del personale e degli utenti e la qualità del servizio». Le parti si sono aggiornate, ma intanto ieri si è scatenato l'inferno. In Circum ci sono, infatti, 105 capitreno, ma per coprire tutti i turni bisogna arrivare a 129 unità. Ne mancano, insomma, 24 e per questo ogni giorno si ricorre allo straordinario. Ma un lavoratore può rifiutarsi di fare la straordinario. Ed è proprio tale rifiuto che ha mandato in tilt la giornata: in mattinata i treni soppressi erano già decine, alla fine della giornata si e arrivati a 26 corse cancellate. Ma anche quando partivano, i treni accumulavano un notevole ritardo, fino a 30 minuti (ogni corsa della Circum dura circa un'ora). Non è andata meglio col servizio sostitutivo su gomma, attivato per sopperire ai disagi: i bus hanno dovuto fare i conti con il traffico dei Comuni della provincia e non sono riusciti a rispettare gli orari prestabiliti.
 
Sono arrivate telefonate di protesta m Eav da Somma Vesuviana, Sant'Anastasia, Torre del Greco, Sorrento. L'agitazione dei capitreno è stata decisa dopo un'assemblea della Cisal, che da tempo sta portando avanti una protesta per il servizio di controlleria, per la quale l'Eav ha creato una struttura a parte: «Riteniamo che si tratti soltanto di uno spreco di risorse e denaro, la controlleria non aveva bisogno di un settore tutto per sé», dice Luciano Graziano. Ma i sindacalisti sottolineano anche i problemi legati alla sicurezza: «I capitreno sono esposti alla violenza di vandali e teppisti tutti i giorni, chiediamo tutele», spiega ancora Graziano della Cisal. L'Aventino dei capitreno, però, non è piaciuto per niente al presidente Eav Umberto De Gregorio, che ci va giù duro: «Sono sempre a difesa della categoria dei lavoratori, dei capitreno come dei macchinisti, in ogni situazione. Disponibile al dialogo con tutti. Ma ritengo inaccettabile questo tipo di protesta. La Direzione aziendale ha fatto della controlleria una funzione strategica. Dal 2016 la società non incasserà più 15 milioni di euro all'anno dalla Regione (voce straordinaria del piano Voci). Dobbiamo quindi incrementare i ricavi da biglietteria, pena la sopravvivenza stessa dell'azienda. Chi aderisce a questa forma di protesta si assume la responsabilità delle proprie azioni, di compromettere un servizio già in grave difficoltà e di mettere a rischio l'esistenza dell'azienda». Venti di guerra, dunque, solo in parte attenuati dall'apertura di un tavolo di confronto: oggi è previsto un nuovo incontro, in attesa di quello ufficiale, davanti al Prefetto di Napoli (propedeutico alla proclamazione di un possibile sciopero, così come dettato dalla legge). Peraltro, a protestare contro il nuovo servizio di controlleria c'è anche l'Orsa, l'altro sindacato autonomo che ha tra le sua fila molti macchinisti.

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