Raggiunta con non poche difficoltà la villa marittima romana sulla spiaggia di Seiano a Vico Equense, minacciata dal mare e ancor di più da degrado e abbandono
Fonte: Marco Molino da Il Corriere del Mezzogiorno
Vico Equense - Ci sono voluti due millenni di mareggiate e fenomeni piroclastici per corrodere la pietra, ma sono bastati pochi anni di mondezza per distruggerne la dignità. Tra poco resterà soltanto il ricordo, o neanche quello, della villa marittima romana sulla spiaggia del Pezzolo a Seiano (Vico Equese), preziosa testimonianza dell’evoluzione naturale e storica della penisola sorrentina. Si sono perse le tracce del piano di recupero che nel 2011 il Comune aveva annunciato per il sito archeologico nascosto tra la parete calcarea e le onde che lo lambiscono. Intanto, su quel fazzoletto di sabbia alcuni cittadini sostano solo per depositare i residui di frettolose colazioni allestite al riparo dell’antica struttura.
All’interno del tunnel usato nel II secolo dopo Cristo per collegare la villa patrizia alla spiaggia, abbiamo trovato bicchieri e bottiglie di plastica, un panino mezzo mangiato, involti di merendine e fazzolettini unti. Sacchetti neri emergono tra la sabbia e i resti di un probabile ninfeo. Nessun rispetto per la domus già presente sulla costa in età tardo repubblicana-augusea e poi sepolta da uno spesso strato di pomici nel 79 d. C., durante l’eruzione che distrusse Pompei ed Ercolano. Da un approfondito studio geoarcheologico condotto da Aldo Cinque a Mario Russo, emerge che la residenza fu ricostruita e ampliata più volte nelle epoche successive.
Un interessante esempio di stratificazione che è però difficile da esplorare. Strutture abusive, una discarica improvvisata e una rete metallica aggrovigliata sul bagnasciuga impediscono quasi il passaggio. Fin lì ci arrivano solamente curiosi e malintenzionati. Più che dai flutti, la villa marittima di Seiano sembra inghiottita dall’oblio.

Nessun commento:
Posta un commento