Sorrento - Una turista tedesca, un pensionato e, prima ancora, un ciclista: tre vittime in pochi giorni che allungano la scia di sangue sull'asfalto e riaccendono il confronto sulla sicurezza stradale a Sorrento. «Bisogna intervenire al più presto, altrimenti sarà un'ecatombe», tuonano i residenti. «Non c'è rimedio all'incoscienza di certi motociclisti», ribattono dal Comune mentre i tour operator internazionali mettono in guardia i turisti dai rischi legati a un soggiorno in Costiera. Ne sanno qualcosa i familiari di Annette Geb Wieching, la 60enne tedesca morta nelle ultime ore nell'ospedale «Umberto I» di Nocera dov'era ricoverata. È il 2 aprile quando la donna, in vacanza insieme al marito, viene travolta da un 23enne alla guida di uno scooter in via Nastro Verde. Le sue condizioni appaiono subito gravi: i medici del pronto soccorso di Sorrento le diagnosticano una frattura della calotta cranica e la trasferiscono all'ospedale di Nocera, dove la donna muore dopo una settimana di agonia. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Sorrento: al vaglio c'è la posizione del 23enne che ha travolto Wieching. Gli investigatori stanno visionando i filmati delle telecamere di sorveglianza e tentando di ricostruire la velocità dello scooter al momento dell'impatto, in attesa dell'autopsia sul cadavere.
Se dovessero accertare gravi infrazioni, per il giovane scatterebbe l'accusa di omicidio stradale. Stessa prospettiva per il 23enne che, il primo aprile, ha investito l'87enne Michele Gargiulo in via degli Aranci. L'anziano sta attraversando la strada sulle strisce pedonali quando uno scooter lo centra in pieno sbalzandolo a quattro metri dal punto dell'impatto. L'anziano riporta la frattura di una clavicola, un trauma cranico e un'emorragia cui si aggiunge un polmone perforato da una costola. Le sue condizioni spingono i medici di Sorrento a trasferirlo al «Cardarelli» dove Gargiulo muore venerdì sera. «Via degli Aranci sembra una pista di Formula 1: bisogna fare qualcosa per scongiurare altre tragedie», osserva Carmine Gargiulo, figlio di Michele, per il quale l'incidente è un triste deja-vu. Tre anni fa, infatti, a essere investita nello stesso tratto di strada fu la madre; la donna rimase ferita, ma poi riuscì a superare le conseguenze dello scontro. Durissimo il commento di Francesco Gargiulo, coordinatore del movimento civico «Conta anche tu»: «Sono anni che chiediamo strade più illuminate, curate e dotate di semafori e dissuasori di velocità. Il Comune intervenga al più presto». In prima linea anche il tour operator Paolo Durante che ricorda come, già nel 2010, l'agenzia Tui-Thomson denunciò i pericoli per i turisti che attraversano le strade della Costiera; «Per i nostri ospiti la vacanza a Sorrento è fantastica se si riesce a non essere investiti da uno scooter. La scarsa sicurezza sta compromettendo la nostra immagine a livello internazionale». A stretto giro la risposta del comandante della polizia municipale Antonio Marcia: «Contro l'incoscienza non abbiamo armi. Allo studio, comunque, ci sono diverse soluzioni: troveremo quella più idonea a garantire sicurezza».

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