martedì 24 gennaio 2023

Penisola sorrentina. B&B: risorsa o sciagura

Michele Guglielmo
di Michele Guglielmo, Aria Nuova Penisola Sorrentina

Penisola sorrentina - L ‘istituzione dei B&B si è sviluppata in tutti i paesi europei e quindi anche in Italia. Essa nasce dalla possibilità di offrire alle famiglie, che dispongono di una, due o tre camere lasciate libere dai figli adulti o da altri parenti, l’opportunità di ottenere un guadagno extra, utile per il bilancio familiare. Si è dunque rivelato, nella sua fase iniziale, un fenomeno sociale interessante, perché praticato da una clientela desiderosa di vivere l’esperienza dei luoghi visitati, cercando il contatto diretto con gli abitanti del posto, con la loro cultura, con le loro tradizioni culinarie. Nel tempo però le cose sono cambiate e il fenomeno è diventato prevalentemente speculativo. Siamo nell’anno 2000, a Roma si celebra il Giubileo proclamato da Papa Giovanni Paolo Secondo, e per l’occasione si celebra in concomitanza anche la Giornata Mondiale della Gioventù, che porta nella Capitale ben due milioni di giovani provenienti da tutto il mondo. La loro sistemazione diventa un problema, perché gli alberghi e i convitti sono tutti al completo. L’Amministrazione Comunale di Roma, per risolvere il problema, pensa di ricorrere a quelle famiglie che hanno camere disponibili per ospitare questi giovani per il periodo in cui si svolge l’evento. Si applicheranno tariffe regolamentate. Il Sindaco Rutelli si rivolge all’Amministrazione Regionale perché disponga un provvedimento “ad hoc”, che abiliti queste famiglie ad ospitare persone estranee. Cosa che avviene e il problema è risolto con successo. Il provvedimento assunto dalla Regione Lazio viene subito recepito dalle altre Regioni e si entra di fatto nel mondo del business. Nelle città d’arte e nelle località turistiche italiane la corsa ai B&B diventa una specie di Far West, dove a farne le spese non sono i poveri pellerossa ma quella parte della popolazione che non dispone di un’abitazione propria.


 

Infatti, per fare affari, i fitti di locazione in scadenza non vengono rinnovati e gli appartamenti vengono trasformati in B&B. Nei primi tempi i proprietari hanno cercato di gestirli direttamente, ma poi, visto l’impegno che la gestione diretta richiedeva, hanno incominciato a cederli in gestione. Nascono così delle società che garantendo maggiori guadagni ai proprietari di immobili si mettono alla ricerca di appartamenti da prendere in gestione. Con il motto di vespasiana memoria “ pecunia non olet” che giustifica qualsiasi nefandezza, purché abbia una parvenza legale, tutti gli appartamenti precedentemente dati in fitto a privati cittadini vengono liberati e messi sul mercato dell’accoglienza turistica. Espressione che apre il cuore e le braccia all’amicizia e alla fratellanza, ma in questo caso genera dolore e disperazione. Sono infatti colpite quelle persone che quasi sempre rappresentano la parte più fragile della popolazione, che sono genuinamente attaccate alla storia e alle tradizioni del paese. Esse vengono espulse dal luogo dove sono nate e sono costrette a spostarsi in località distanti dal luogo di origine e di lavoro, dove possono trovare abitazioni compatibili col loro bilancio familiare. Questa realtà comporta lo spopolamento dei centri storici, l’indebolimento dei legami familiari, la scomparsa dei negozi di prossimità e dei laboratori artigiani che spesso vengono trasformati in bar e ristoranti di livello modesto o in negozi di cineserie. Inoltre i paesi vengono privati della disponibilità di persone che si adattino ai lavori più semplici. I giovani che cercano un alloggio per iniziare una loro vita autonoma sono costretti anch’essi a lasciare il paese d’origine. Le parrocchie perdono le loro comunità. Cala il numero dei battesimi, aumenta in proporzione quello dei funerali: alcuni parroci hanno detto che in un mese in ragione di un battesimo celebrano anche dodici funerali. Le località perdono la loro identità, viene a mancare quello “stile di vita italiano” che è tanto ammirato dai turisti stranieri. Con il tempo le località sono destinate a perdere il loro appeal e a non richiamare più un turismo di qualità. Basta pensare che già si è perso il significato originario dell’accoglienza in casa di un turista che vorrebbe conoscere la località ospitante attraverso il contatto con le persone ed il cibo del posto. Infatti qualsiasi incontro è totalmente abolito: il cliente in arrivo - che ha prepagato - chiama il gestore che gli trasmette la combinazione con cui aprire l’appartamento e magari gli indica dove poter ritirare la chiave del portone dello stabile. In camera troverà una busta contenente i buoni da usare in un bar prestabilito per consumare la piccola colazione: un cornetto, una bevanda calda, un succo di frutta. Ogni mattina una persona si occuperà di rigovernare la camera. Dicono che questo tipo di turismo porta soldi. Ai proprietari e ai gestori di appartamenti senz’altro. Ai negozi di vicinanza senz’altro no! Tanto è vero che nei quartieri dove aumenta il numero di B&B questo tipo di negozio sparisce. Il personale che rigoverna le camere viene retribuito con una paga che, si dice, varia da sette a dieci euro all’ora, spesso senza contributi assicurativi, senza mensilità aggiuntive, senza ferie, senza maggiorazioni festive, senza indennità di fine rapporto. Inoltre il lavoro non è continuo, ma a chiamata, secondo necessità. Guadagnano forse qualcosa in più le lavanderie a gettone, le pizzerie, i mezzi di trasporto pubblico e i distributori automatici di bevande. Quali altri effetti producono sulla comunità locale lo possiamo immaginare considerando alcuni casi: 1) presenza di più esercizi B&B nello stesso stabile; 2) aumento di camere da letto in un appartamento; 3) acquisti di appartamenti da parte di persone non residenti allo scopo di destinarli a B&B; 4) aumento degli esercizi di somministrazione di livello medio-basso. 1) Più esercizi nello stesso stabile costituiscono un pericolo per gli inquilini dello stabile. Le stanze di un albergo sono concepite con criteri di sicurezza per chi occupa la stanza e per gli altri ospiti dell’albergo. Ad esempio il mobilio, le tende, le sedute devono avere una ben definita resistenza al fuoco, la porta di ingresso, oltre ad avere la resistenza al fuoco, deve essere provvista di serratura antipanico e aprire verso l’esterno, la camera deve essere provvista di un sistema di segnalazione antincendio, per mettere in guardia sia l’ospite della stanza che il personale dell’albergo e gli altri ospiti. Gli alberghi legati a catene internazionali si proteggono anche con un sistema antincendio che in caso di fuoco interviene con un getto d’acqua continuo, sistema utile non solo per fermare il fuoco ma anche per proteggere il solaio della camera superiore. I bagni degli alberghi sono forniti di sistemi di allarme indispensabili in caso di malore dell’ospite. Tutte queste precauzioni è molto difficile che vengano adottate nei B&B, dove i clienti sono ugualmente esposti al rischio incendio e ad eventuale malore. Ora se questo dovesse succedere in albergo - a me è capitato più volte di assistervi - i pericoli che incontrerebbero gli ospiti sarebbero minimi, perché il personale alberghiero è preparato e addestrato ad intervenire con professionalità, anche se dovesse capitare di notte. La stessa cosa non si potrebbe dire se capitasse in un B&B che è completamente sprovvisto di personale e di un’organizzazione tecnica strutturale di prevenzione. Si conterebbero i morti e i danni, così come capitò nel 1983 a Torino, quando si incendiò il cinema Statuto e gli spettatori si trovarono intrappolati. Morirono più di 60 persone. Per evitare il ripetersi di disgrazie simili furono varate delle leggi, tuttora vigenti, in materia di prevenzione per cinema, teatri, discoteche, etc. Ci auguriamo che, prima che si ripeta una simile sciagura, il legislatore intervenga anche per i B&B, così come è stato fatto per gli alberghi. Sarà necessaria particolare attenzione per le strutture che si trovano nei condomini . 2) E’ diventata prassi comune negli appartamenti destinati esclusivamente all’uso di B&B di aumentare il numero di camere da letto. Si contano casi di appartamenti in cui si ricavano il doppio delle camere da letto preesistenti, tutte con bagno privato. Viene da chiedersi dove scaricano i bagni, se nelle acque bianche o nere, e ancora se gli scarichi realizzati molti anni fa sono in condizione di recepire la maggiore quantità di acqua . Se invece, come in alcuni casi è avvenuto, è stato alzato il pavimento per convogliare le reti di scarico nelle rispettive fogne, si è aumentato il peso sul solaio dell’appartamento sottostante. C’è da sperare che qualcuno abbia controllato tutto questo. 3) Il prezzo degli appartamenti in penisola è rincarato grazie all’ aumento delle richieste di chi vuole acquistare per realizzare B&B. In alcuni casi sono stati acquisiti dalla stessa persona più appartamenti nello stesso stabile dove, con licenze separate, sono stati organizzati dei B&B. 4) L’aumento - temporaneo - della popolazione non residente ha fatto sì che si incrementasse il numero di esercizi di somministrazione a discapito degli esercizi di vicinanza, dei laboratori artigianali o di negozi di qualità. Non è difficile scoprire che in molti di questi esercizi la qualità del cibo è molto scadente, e non potrebbe essere altrimenti, visto che, nella maggior parte dei casi, sono sprovvisti di idonei locali di servizio. La Città di Sorrento ha un numero di circa mille B&B. E’ praticamente satura. Allora le arpie assetate di danaro si stanno dando da fare per cercare appartamenti disponibili da proporre sul mercato negli altri comuni della Penisola. Questi comuni ancora vantano una forte identità e solide tradizioni, perché sono ancora privi di quei guasti che sono stati procurati nel tessuto sociale di altre realtà. La speranza che queste arpie vengano allontanate in malo modo è molto tenue. Bisognerebbe che le Amministrazioni Comunali chiedessero alla Regione dei provvedimenti per bloccare il fenomeno - come potrebbe essere la tanto invocata Legge Quadro sul Turismo - dove si preveda anche la regolamentazione degli esercizi extra-alberghieri e una loro classificazione, come avviene per gli alberghi, e sia regolamentata la quantità distribuita sul territorio comunale. 

2 commenti:

Franco Paturzo ha detto...

Quanta verità in questo scritto , vivere in un condominio con 12 appartamenti e vedere che sei diventano b&b gestiti da albergatori o persone politicamente impegnati è triste e dire che avevo segnalato all'Autorità le difficoltà che nascevano in un condominio con 60 anni di vita con ascensore dell'epoca ,risultato zero. Avevo segnalato il tutto a chi poi diventava Sindaco.

Ulderico ha detto...

Sante parole Michele. Concordo in tutto quello che dici