martedì 10 febbraio 2009

Ecco i fondi per salvare gli agrumeti

Piano di Sorrento - La tutela del paesaggio della costiera passa anche attraverso il recupero degli agrumeti ed il sostegno delle attività di quanti ancora oggi sono impegnati nella manutenzione dei giardini sorrentini. Nella predisposizione dei bandi di assegnazione dei fondi europei da spendere entro il 2013, infatti, l’assessorato regionale alle Attività produttive ed all’agricoltura ha previsto lo stanziamento di fondi per consentire agli agricoltori di ripristinare o sostituire i muretti a secco che sono una delle caratteristiche distintive dell’ambiente rurale locale. Nei prossimi giorni, infatti, sarà pubblicato l’apposito bando che, tra l’altro, prevede lo stanziamento massimo di 200mila euro per gli agricoltori e di 500mila euro per gli enti pubblici che intendono realizzare questa tipologia di intervento. «Entro la primavera saranno predisposte apposite misure di intervento a favore dell’agrumicoltura sorrentina con le quali gli agricoltori potranno avere fondi da impiegare nella riconversione delle colture o in interventi per allestire sistemi di irrigazione», spiega l’assessore regionale Andrea Cozzolino. A sollecitare l’intervento dell’ente di via Santa Lucia sono state le proposte formulate nel corso del convegno sul tema «Strategie e prospettive del turismo in Campania», organizzato nelle scorse settimane dall’Arec, l’associazione che riunisce ex consiglieri regionali ed ex parlamentari. E proprio nel corso delle conferenze, Raffaele Russo, già sottosegretario ed ex deputato eletto in penisola sorrentina, ha sottolineato l’esigenza di «un piano di riqualificazione». Inevitabile in questo contesto il riferimento all’agrumicoltura sorrentina, dal passato glorioso ma che oggi versa in uno stato di inesorabile declino. «Gli aranceti sorrentini sono stati quasi tutti abbandonati dagli agricoltori perché hanno costi altissimi per produrre arance che non hanno più mercato», ha spiegato Raffaele Russo. E l’importanza del tema sottolineato nel corso del convegno è testimoniata dal fatto che alla camera dei deputati è stata presentata una proposta di legge firmata da trenta parlamentari di maggioranza ed opposizione che prevede il censimento delle aree a rischio di abbandono agricolo e la concessione di un contributo tra i dieci e i quaranta euro per ciascuna pianta salvata. Tuttavia, dopo l’approvazione, per rendere operativa la norma diretta al recupero delle coltivazioni tradizionali, sarà necessario un piano regionale. In tal senso, però la regione Campania si sta già organizzando, considerato che l’assessorato alle attività produttive ha attivato un apposito tavolo tecnico. (Francesco Aiello il Mattino)

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L’Istituto polispecialistico San Paolo di Sorrento, lavorerà su una triplice destinazione: la ristrutturazione della sede (un ex convento del ’400), la creazione di un punto informazioni all’interno dell’edificio e la costruzione di una pedana corale destinata a manifestazioni e spettacoli. L’Istituto San Paolo è stato «premiato» anche per aver coinvolto i 150 studenti della scuola proprietaria del complesso, che in via sperimentale gestiranno l’infopoint.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma quale difesa degli agrumeti!
In Penisola Sorrentina c'è una sottocultura del soldo che porta a distruggere tutto pur di fare quattrini, a cominciare dagli agrumeti e dagli uliveto pur di fare garages interrati.
Fate pena, voi sorrentini e vicani del cacchio!

Anonimo ha detto...

Gli agronomi e i periti agrari vi stanno distruggendo il territorio.
Certificano il falso e nessuno prende provvedimenti, vergogna!

Anonimo ha detto...

L'ordine degli agronomi che fa?

Anonimo ha detto...

Mi sale da vomitare.

Anonimo ha detto...

solo una cosa,
ma qlc si è letto i bandi che dovrebbero finanziare gli agrumeti della penisola sorrentina?!

A naso, uno massimo due aziende potrebbero avere i requisiti per poter partecipare.

raffaele starace