Il "Provolone del Monaco" ha conquistato per l’Italia una nuova indicazione geografica protetta (Igp) contro imitazioni e falsi in Europa. Bruxelles infatti, secondo quanto appreso dall’ANSA, ha dato oggi il via libera definitivo all’iscrizione nel registro europeo delle Denominazione e Indicazione geografiche protette (Dop e Igp) ad un formaggio per molti aspetti unico per fragranza, consistenza e profumo. Non solo. La tutela del ”Provolone del Monaco” permette la salvaguardia e la valorizzazione di aziende che nella provincia di Napoli allevano l’antica razza bovina agerolese di cui esistono ancora poche centinaia di capi, che e’ quindi ancora a rischio estinzione. L’origine del nome viene probabilmente dalla grande mantella che i pastori agerolesi indossavano per ripararsi dal freddo e dall’umidita’ allorche’ da Agerola, via Seiano e poi in barca, o a dorso di mulo, raggiungevano Napoli per vendere i loro prodotti. La zona di produzione è limitata alla provincia di Napoli ed in particolare comprende i territorio dei comuni di Agerola, Casola di Napoli, Castellamare di Stabia, Gragnano, Lettere, Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant’Agnello, Sorrento, Santa Maria La Carità, Vico Equense. Ora il ”Provolone del Monaco” e’ ufficialmente nella lista dei prodotti di eccellenza dell’agroalimentare europeo in cui l’Italia e’ leader.
mercoledì 10 febbraio 2010
Provolone del Monaco, nuova Igp italiana
Il "Provolone del Monaco" ha conquistato per l’Italia una nuova indicazione geografica protetta (Igp) contro imitazioni e falsi in Europa. Bruxelles infatti, secondo quanto appreso dall’ANSA, ha dato oggi il via libera definitivo all’iscrizione nel registro europeo delle Denominazione e Indicazione geografiche protette (Dop e Igp) ad un formaggio per molti aspetti unico per fragranza, consistenza e profumo. Non solo. La tutela del ”Provolone del Monaco” permette la salvaguardia e la valorizzazione di aziende che nella provincia di Napoli allevano l’antica razza bovina agerolese di cui esistono ancora poche centinaia di capi, che e’ quindi ancora a rischio estinzione. L’origine del nome viene probabilmente dalla grande mantella che i pastori agerolesi indossavano per ripararsi dal freddo e dall’umidita’ allorche’ da Agerola, via Seiano e poi in barca, o a dorso di mulo, raggiungevano Napoli per vendere i loro prodotti. La zona di produzione è limitata alla provincia di Napoli ed in particolare comprende i territorio dei comuni di Agerola, Casola di Napoli, Castellamare di Stabia, Gragnano, Lettere, Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant’Agnello, Sorrento, Santa Maria La Carità, Vico Equense. Ora il ”Provolone del Monaco” e’ ufficialmente nella lista dei prodotti di eccellenza dell’agroalimentare europeo in cui l’Italia e’ leader.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
Anche voi continuate a dare notizie false sul provolone del monaco. Gli agerolesi non c'entrano niente, si tratta di vicani che con il mantello si imbarcavano, gli agerolesi andavano a piedi e producevano altre cose.
Poi è giusto ribadire he i provoloni doc non sono i migliori, basta farsi un giro per i caseifici di vico non-doc e constatare con l'assaggio.
Posta un commento