lunedì 8 febbraio 2010

Vico Equense - Un cittadino scrive alla redazione del settimanale Agorà

"Sindaco, è ora di cambiare. Contrasti all’interno della maggioranza, rapporti con gli ex assessori e la politica del “fare"

Gentile Direttore
Avendo in passato espresso giudizi lusinghieri sul Sindaco e su questa amministrazione, sento la necessità di esprimere le mie considerazioni su quanto sta accadendo al centrodestra vicano. Caro Sindaco e cari Assessori e Consiglieri: I cittadini che vi diedero il proprio consenso, erano convinti che per Vico si aprisse una fase nuova. Confermarono queste speranze la partenza determinata, il coraggio di agire: poche parole e molti fatti. Dopo aver fatto tante cose egregie, tanti progetti positivi in cantiere, proprio adesso che stiamo sopportando tanti disagi nella speranza e convinzione di un domani più vivibile per Vico Equense, proprio ora che la barca è in mezzo al mare, si registra il rischio dell’ammutinamento? Non ci avete pensato neppure un momento, di avere un po’ riguardo per i cittadini tutti e non solo per quelli che vi hanno votato, prima di formalizzare i vostri contrasti? Le cose, a sentire la vox populi, che un detto popolare asserisce essere, quasi sempre, voce di Dio, stanno pressappoco così. Al Sindaco viene contestato il Suo modo di agire troppo impulsivo, avanza come un bulldozer, passando sopra tutti quelli che contrastano o solo rallentano le Sue iniziative, decide tutto in un ambito molto ristretto. Non se ne frega della discussione e del confronto, spesso non si fa vedere in Consiglio Comunale. Questo modo di agire, dopo contrasti e rimpasti ha portato ad una Giunta poco rappresentativa mortificando le indicazioni dei cittadini e i consiglieri da essi votati. Agli assessori succedutisi si imputa un impegno non sempre costante e puntuale, essendo essi stessi un freno alle proposte ed ai programmi di questa amministrazione, al punto di non consentire di portare a compimento gli impegni presi con i cittadini in campagna elettorale. Si dice che i contrasti con il sindaco siano generati da meri calcoli di bottega, che nessuno vuole cedere un pezzettino del suo orticello, che ognuno pensa prima agli interessi locali invece che a quelli generali. Caro sindaco sono tanti i cittadini che la reputano una persona concreta, un lavoratore e un trascinatore instancabile che ha messo in cantiere molte opere, che ha dato una scossa ad una macchina comunale obsoleta. Deve però capire che a volte c’è bisogno di un attimo di riflessione, non avere sempre la “capa” tosta. Non sempre e non necessariamente sono nemici quelli che la invitano ad andare soltanto più cauto. E’ ancora convinto che persone come Dilengite, Peppe Cioffi , Ferdinando Astarita , meritavano essere messi fuori in modo così drastico? Caro Gennaro, pensava forse essere cosa facile fare il Sindaco? E’ troppo navigato per non sapere che la politica è ascolto e mediazione. Non posso udire, nemmeno per scherzo, che dopo aver scassato le spiagge, le scuole, la s.s. R. Bosco, sta scassando anche il centrodestra vicano Cari ex assessori è possibile che persone serie e preparate, stimate nel proprio ambito professionale, non riescano a trovare una forma di coesione tale da porsi al servizio del bene comune? Mi fa male sentire che i contrasti possono essere stati generati da meri interessi di bottega! Ricordo che, in ogni “Frazione” del nostro Comune, in campagna elettorale, avete firmato un patto con gli elettori. Un patto è come una cambiale e alla scadenza o si onora o si va in mora. Nella fattispecie: si va a casa! Il sindaco è fatto così e si deve fare il possibile, l’impossibile e qualche volta pure i miracoli per potenziare la sua volontà di fare. Ognuno si deve assumere la responsabilità delle sue decisioni. In un malcostume politico ove è prassi consolidata il tirare a campare, dove ognuno si accredita le cose fatte bene e addebita agli altri quelle fatte male o non fatte, Gennaro Cinque, pur nella sua impulsività ha il coraggio di metterci sempre la propria faccia. E non è poco! Caro sindaco; assessori e consiglieri insieme; comprendete che una spaccatura del genere impedisce la normale attività legislativa, pregiudica l’efficacia dei progetti futuri, vanifica le cose buone fin qui fatte! Vi rendete conto che l’elettore non ideologicamente inquadrato, messo di fronte ad una scelta così traumatica, alla prossima tornata elettorale, può anche decidere di non scegliere nessuno dei due! Allora forza! Non è il momento di nuove elezioni! Tocca al sindaco fare il primo passo, agli altri quelli successivi. Azzerare tutto. Mettersi attorno ad un tavolo, dirsele e darsele di santa ragione e trovare pochi punti per continuare insieme. Alla fine, come ripeto da sempre, saranno i cittadini, possibilmente alla fine naturale della legislatura, a giudicare il vostro operato. Distinti saluti Salvatore Guida

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