Il sindaco punterebbe al terzo mandato se dovesse cadere entro metà consiliatura. I «dissidenti» non vogliono offrire la chance al primo cittadino e prendono tempo Fonte: Salvatore Dare da Metropolis
Vico Equense - La sfiducia può attendere. Almeno fino a novembre quando si arriverà a metà del mandato-bis. Un termine che, per Gennaro Cinque, rappresenta una tappa decisamente importante. Perché qualora nel bel mezzo della crisi amministrativa la maggioranza dei consiglieri comunali dovesse decidere all’improvviso di staccare la spina all’amministrazione entro i prossimi sei mesi, il sindaco - così come prevede la normativa - potrebbe senza alcun tipo di problema ricandidarsi per la terza volta consecutiva alla guida del Comune di Vico Equense. Un «disegno» politico a dir poco accattivante. Un progetto che potrebbe assumere contorni molto più precisi già nel corso delle prossime ore. E che, indubbiamente, potrebbe «congelare» lo stato dell’arte almeno per un po’. Il plotone «anti-Cinque» potrebbe proseguire ad opporsi al meglio al sindaco senza però tentare di racimolare immediatamente i voti necessari per spedirlo a casa. Ribaltone che, stando alle premesse, può essere messo in scena già a breve: ciò però consentirebbe a Cinque di tentare la scalata al Comune per il «tris» e ciò, per chi non si riconosce nella squadra del primo cittadino, potrebbe diventare un gioco che non vale affatto la candela.
Sul fronte opposto, il sindaco si è messo al lavoro per ricomporre i cocci di una corazzata partita con il vento in poppa e che si è spezzata clamorosamente nel momento decisivo. E chissà che non stia guardando con attenzione alle mosse della minoranza consiliare: di certo, l’eventuale caduta della sua amministrazione entro novembre - con dimissioni di 9 consiglieri (ovvero la maggioranza) - lo potrebbe decisamente proiettare verso il terzo mandato. Un rischio che potrebbe anche bloccare l’operato di chi, a Cinque, lo contrasta senza esitazioni. Finora, il sindaco non ci pensa affatto: rimane in silenzio dopo il consiglio comunale in cui si è consumata la beffa politica clamorosa con l’elezione a nuovo presidente dell’assise di Maurizio Cinque, eletto inizialmente nella squadra del primo cittadino ma epurato dalla maggioranza a dicembre a margine del delicato dibattito sull’antenna di telefonia mobile installata al campo sportivo della frazione collinare di Massaquano. Ora deve valutare sul tavolo tutte le ipotesi percorribili e capire quali sono gli eventuali margini di manovra. Dopo le dimissioni di tutti gli assessori, Cinque ha fretta per varare un nuovo esecutivo figlio di larghe intese. Perché solo «aprendo» al resto della truppa, magari al gruppo dissidente, il primo cittadino potrebbe ritrovare vigore e sostegno per terminare al meglio l’avventura alla guida dell’amministrazione comunale di Vico Equense. «Ci auguriamo - dichiara Natale Maresca, consigliere di minoranza del gruppo “In Movimento per Vico” - che ci sia un netto cambio di passo e si smaltisca in fretta questa fase di dissesto democratico in cui il consiglio, più volte, è stato offeso dal deprecabile atteggiamento politico della maggioranza».
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