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| Gennaro Cinque |
Vico Equense - “Le idi di marzo vicane”. Chi vuole tradire e assassinare (politicamente, s’intende)
Gennaro Cinque? Chi ordisce in queste ore una congiura? Le metafore sui quotidiani locali si sprecano, vista la coincidenza cronologica e i rumors delle ultime ore. Si avvicina il 15 marzo, la data che la storia ha assegnato al cesaricidio, la congiura contro Giulio Cesare che lo portò alla feroce morte, per mano anche del suo amato Bruto. Una data simbolica pure a Vico Equense, dove il clima politico in maggioranza sembra quello della congiura contro il “Cesare” più che della alleanza verso le amministrative. Cesare è Gennaro Cinque, il leader incontrastato del centrodestra locale, che alle scorse elezioni regionali ha incassato 4.120 preferenze nella sua città (6.730 su tutto il territorio regionale), un record clamoroso: 4 vicani su dieci hanno scelto di votare per l’ex sindaco. Eppure si affilano i coltelli, e c’è chi ordisce la congiura per defenestrare il leader. “Quoque tu, Brute, fili mi”, sibilava morente Giulio Cesare trafitto dalla lama del fidato Bruto. E chi, a Vico Equense, riveste il ruolo di accoltellatore?
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