Visualizzazione post con etichetta Inquinamento del mare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Inquinamento del mare. Mostra tutti i post

martedì 8 settembre 2009

Schiuma e immondizia nelle acque della Penisola: nuovo allarme

Estate nera, bagnanti infuriati e turismo in ginocchio per l’ennesimo scempio ambientale

Sorrento - La superficie marina coperta da vastissime chiazze schiumose e da rifiuti di vario genere: così ieri mattina si presentava lo specchio d’acqua antistante gli stabilimenti balneari di Marina Piccola a Sorrento. Una scena non piacevole agli occhi dei turisti, uno spettacolo indecoroso per una località turistica. Infuriati i bagnanti che avevano scelto quella zona per uno degli ultimi tuffi di stagione e che per una nuotata hanno dovuto farsi largo tra i liquami e fra la schiuma. «Quando c’è il vento di grecale può succedere che le correnti trascinino a riva immondizia proveniente da lontano», diceva un pescatore della zona, cercando di dare una spiegazione al fenomeno. C’è chi invece ipotizzava un guasto ad un impianto di depurazione o alla rete fognaria o un collegamento con un episodio simile verificatosi il giorno precedente alla Marina di Puolo. Altri puntavano l’indice contro presunti scarichi selvaggi da parte delle imbarcazioni. Nel corso della giornata, complice anche le moderate raffiche di vento che hanno allontanato la scia schiumosa e l’attivismo dei bagnini di uno stabilimento e di alcuni volontari che muniti di retino hanno raccolto numerosi secchi di rifiuti di vario tipo, la situazione è tornata lentamente alla normalità. (Giuseppe Catuogno il Giornale di Napoli)

giovedì 3 settembre 2009

Estate nera, scia di immondizia in mare

Bagnini in azione con i pedalò per rimuovere i rifiuti davanti ai lidi

Sant’Agnello - Piovono sacchetti di spazzatura sottocosta ed a farne le spese sono gli stabilimenti balneari che speravano di cominciare diversamente il periodo settembrino dopo due mesi trascorsi a lottare contro le inarrestabili vicissitudini scaturite dall’inquinamento del mare. È successo intorno alle 10 di ieri mattina quando il litorale compreso tra lo stabilimento balneare del lido Marinella e la spiaggia privata dello storico albergo Cocumella è stato invaso da una scia di rifiuti galleggianti composti da detriti legnosi, bottiglie di plastica, bicchieri ed altro che hanno impedito ai turisti di godere del dovuto relax. A scendere in mare, visto che dei famigerati spazzamare in dotazione a qualche ente non si è vista traccia da mesi, sono stati i bagnini ed il personale degli stessi stabilimenti che a bordo di un pedalò ed armati di un retino hanno cominciato una vera e propria caccia al rifiuto. Ma non è stato facile a causa del gioco delle correnti che modificava di continuo la scia della spazzatura. La situazione è tornata alla normalità solo intorno alle 13 quando la maggior parte dei rifiuti galleggianti è stata raccolta e depositata a terra. Non identificata al momento la provenienza dei sacchetti pieni di plastica e bottiglie che le correnti hanno trascinato fino ai confini degli stabilimenti balneari anche se probabilmente potrebbero essere il risultato di qualche festino notturno praticato di notte su qualche spiaggia del litorale. Uno strano odore, inoltre, acre e simile alla decomposizione dei rifiuti ha pervaso l’aria per l’intera mattinata nel tratto compreso tra Sant’Agnello, Piano di Sorrento e Meta, forse proveniente da qualche deposito di compostaggio dove la forte calura ha mandato la spazzatura in fermentazione. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

lunedì 10 agosto 2009

La Costiera in ginocchio ecco i manifesti anti-psicosi

Meta - Ottanta per cento di presenze in meno rispetto al 2008 e metà degli addetti alle spiagge che rischiano di finire con un mese di anticipo la stagione turistica. Queste le cifre della crisi che investe l’economia turistica di quest’angolo di Costiera. Motivi? «Una vera e propria psicosi che si sta diffondendo sul presunto inquinamento delle acque del mare», è il coro unanime dei titolari degli stabilimenti della marina di Meta. Nonostante i dati diffusi dall’Arpac, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, non segnalino infatti la presenza di agenti inquinanti, le notizie relative al cattivo funzionamento degli impianti di depurazione del litorale flegreo, stanno mettendo in ginocchio il turismo anche sull’altro versante del Golfo. Per non parlare, poi, della leggenda metropolitana di bagnanti ricoverati con strane malattie alla pelle o addirittura la presenza di vermi. Tutti episodi smentiti dalle autorità sanitarie ma che stanno alimentando una vera e propria fobia per il mare. Ecco spiegata, allora, l’iniziativa dell’assessorato comunale all’ambiente che da ieri mattina ha fatto affiggere in tutta la costiera una serie di manifesti con i dati ufficiali dell’Arpac, in cui si esortano residenti e turisti a «Vivere il mare di Meta perché l’acqua è balneabile». E le migliaia di locandine affisse nelle stazioni della Circumvesuviana di tutta la provincia e nei luoghi di ritrovo. «Non possiamo assistere passivamente alla crisi ingiustificata che sta investendo un settore tanto importante per l’economia del nostro comune, peraltro alimentata da notizie del tutto infondate che non hanno alcun supporto nei dati ufficiali», spiega l’assessore all’ambiente Giuseppe Tito. «Ormai le persone vengono da noi per informarsi sullo stato delle acque e per avere chiarimenti ma alla fine il timore prevale e decidono di non fermarsi», raccontano i titolari degli stabilimenti intorno al porto, preoccupati che dopo un luglio disastroso, siano a rischio anche le presenza della settimana di Ferragosto. Scene analoghe alla marina di Alimuri, dove si trovano alcuni tra gli stabilimenti più antichi dell’intera provincia di Napoli. «L’allarmismo sta investendo tutti ed a poco servono le nostre rassicurazioni», dice Antonio Cafiero del lido la Conca. (Francesco Aiello il Mattino)

Sorrentina, la rabbia dei sindaci: basta con gli interventi tampone

lunedì 27 luglio 2009

Il mare è pulito, lo conferma l’Arpac

La città di Vico Equense ha anche ricevuto due vele da Legambiente e Touring club

Vico Equense - Il mare che bagna la costa di Vico Equense non è inquinato. A testimoniarlo sono i rilievi che l’Arpac periodicamente effettua nella zona. I dati parlano chiaro. Presso la località Bikini il 20 luglio i risultati venuti fuori dalle analisi sono i seguenti: coliformi totali 5 (secondo il Decreto del Presidente della Repubblica numero 470 del 19982 il valore limite è 2000), coliformi fecali 2 (limite 100), streptococchi fecali 2 (limite 100), ph 7,99 (valori limite 6-9), trasparenza 1, oli minerali 0, sostanze tensioattive 0, fenoli 0, ossigeno 93,2 (valori limite 70-120). Presso località Scrajo, stesso giorno, i risultati sono: coliformi totali 5, coliformi fecali 2, streptococchi fecali 1, ph 7,90, trasparenza 1, oli minerali 0, sostanze tensioattive 0, fenoli 0, ossigeno 92,6. Presso marina di Vico: coliformi totali 10, coliformi fecali 3, streptococchi fecali 4, ph 7,96, trasparenza 1, oli minerali 0, sostanze tensioattive 0, fenoli 0, ossigeno 89,8. Presso località Axidie: coliformi totali 3, coliformi fecali 2, streptococchi fecali 3, ph 7,98, trasparenza 1, oli minerali 0, sostanze tensioattive 0, fenoli 0, ossigeno 93,6. Presso Punta Germano: coliformi totali 4, coliformi fecali 2, streptococchi fecali 1, ph 8,06, trasparenza 13, oli minerali 0, sostanze tensioattive 0, fenoli 0, ossigeno 96,3. “Il nostro mare è pulito – afferma Francesco Coppola, assessore all’ambiente – e gli utenti che scelgono le nostre spiagge per i loro bagni possono stare tranquilli. A dirlo è l’Agenzia regionale protezione ambiente Campania che sta effettuando continui controlli per verificare la balneabilità della costa. Un’ulteriore conferma arriva da Legambiente e Touring club che hanno attribuito due vele a Vico Equense nella Guida blu 2009”. La città di Vico Equense ha, infatti, ricevuto tre stelle per la qualità ambientale, ossia per il paesaggio naturale, costiero e urbano, qualità del costruito, vivibilità e tre petali per la qualità dell’accoglienza, ossia capacità ricettiva, servizi turistici, mobilità, ciclo dei rifiuti, ciclo delle acque. “Si tratta del quarto riconoscimento ricevuto in questo mese in termini ambientali – continua l’assessore Coppola – Il Comune di Vico Equense ha infatti ottenuto, ultimamente, la bandiera ‘Bosco sicuro’, è stato premiato come Comune ‘riciclone’ e come primo Comune del sud Italia per la raccolta differenziata della plastica”. (Ufficio Stampa Città di Vico Equense)

domenica 26 luglio 2009

Mare inquinato, la Gori dovrà risarcire

Sorrento - Negli ultimi giorni, sulle questioni del mare inquinato, dei depuratori non funzionanti, dei bagnanti in fuga dalle spiagge, e del possibile disastro ambientale, si è teso a sdrammatizzare, quasi a voler mettere in secondo piano le chiazze nerastre che viaggiavano in mare lo scorso fine settimana. Tutto ciò anche a causa dei dati rassicuranti forniti dall'Arpac, l'Agenzia Regionale per l'Ambiente, che subito dopo l'ondata di allarmismo, ha effettuato dei prelievi, giudicando il mare "balneabile" e l'inquinamento "transitorio". Eppure, sempre pochi giorni fa, è stata resa nota una sentenza pubblica del giudice di pace di Sorrento, Eliseo Desiderio, che fa letteralmente a pugni con quanto decretato dall'Arpac. Infatti, in base al fatto che il mare sarebbe inquinato in penisola sorrentina a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, il giudice Desiderio ha ritenuto di riconoscere al cittadino un danno economico, in quanto sarebbe stato leso il proprio diritto alla salute. La sentenza è giunta a chiare lettere dopo che diverse associazioni presenti sul territorio tra penisola sorrentina e Castellammare di Stabia, hanno presentato una considerevole mole di documentazione sia per ciò che riguarda le analisi delle acque, sia per i depuratori non funzionanti. Si attendono ora, com'è ovvio, ulteriori indagini e analisi sullo stato dei luoghi e degli impianti, ma se le cose dovessero restare così come segnalato dalle associazioni, i cittadini potrebbero avvalersi contro chi gestisce i depuratori, ovvero la Gori spa. Ciò che è sicuro, è che dall'evidente conflitto tra i dati Arpac e la sentenza del giudice di pace di Sorrento, sta nascendo un'enorme confusione: in pratica, da un lato c'è il riconoscimento in termini di legge sul fatto che il mare è inquinato e che i bagnanti possono chiedere i risarcimenti per lesione del diritto alla salute; dall'altro le istituzioni che rassicurano e sdrammatizzano impugnando i datti dell'Agenzia Regionale. Bisogna sottolineare, inoltre, che quanto dichiarato dal giudice Desiderio è precedente alla pubblicazione dei dati Arpac, di appena qualche giorno. Cosa sta succedendo, quindi, di fronte alle nostre coste? Gli abitanti della penisola sorrentina subiscono oppure no gli effetti del mare inquinato? Chi, nel week-end, dopo un tuffo nelle acque di Sorrento, Vico Equense, Castellammare di Stabia, Capri o Ischia, ha dovuto poi recarsi dai medici, è pronto a dire di si, ma le istituzioni, la Regione ed i Comuni non sono proprio d'accordo. Certo è che bisogna prendere provvedimenti, per il bene dei gestori dei lidi, che incolpevoli si stanno ritrovando tra le mani una patata troppo bollente, e per quello dei bagnanti, affinché si possano riappropriare del mare. Come già accennato, si attendono ora ulteriori analisi che sia Legambiente che Arpac hanno detto di voler effettuare nelle prossime ore. Una conferma, non così improbabile, della non balneabilità delle acque, potrebbe comportare azioni legali per risarcimenti collettivi senza precedenti: responsabili saranno ritenuti chi ha costruito e chi detiene in gestione gli impianti di depurazione della penisola sorrentina. (Francesco Ferrigno il Roma)

Una perizia per il depuratore

giovedì 23 luglio 2009

I bagnanti delusi «Il mare è tremendo»

Fuga da Castellammare a Sorrento. La difesa: colpa delle correnti

Sorrento - Il pullman turistico fa sosta in piazza Tasso. Sorride il gruppo di stranieri: sono in Costiera, vanno al mare. Ma li attende una chiazza informe e irregolare. Serpente insidioso, che compare e scompare da un paio di mesi sulla superficie dell'acqua dinanzi la costa. Si scende dalla villa comunale ed ecco gli stabilimenti balneari: cinque a San Francesco, tre a Marina grande. Alessandro è con la fidanzata, hanno zainetti pronti e si avvicinano al loro motorino: «Torniamo indietro, il mare è qualcosa di tremendo. Penso che andremo a Positano». Sui pontili degli stabilimenti, molti ombrelloni sono chiusi. Ai «Bagni Delfino», gruppi di affezionati, vacanzieri di sempre della costiera. Dicono: «Il bagno? Si può anche non farlo, attendendo che la schiuma passi. Ci sono giorni in cui il mare qui è cristallino. Colpa delle correnti». E intanto gli ombrelloni a strisce bianche e blu restano inutilizzati. Mistero di una costa che dallo scorso anno ha ottenuto la Bandiera blu, dopo i buoni risultati del parco marino a Punta Campanella. Anche l'Arpac parla con entusiasmo delle acque di Massa Lubrense. Raccontano che domenica scorsa scendere per via Vespucci verso la spiaggia delle Sirene era un'impresa. La gente del fine settimana si era riversata tutta qui, dopo le voci allarmanti sui vermi e l'inquinamento nell'area flegrea. Al «Conca azzurra» un abbonamento costa 220 euro, con discesa per un mese e lettino. Prezzi in calo, per affrontare crisi e detrattori del mare. Al lido «Cala di Puolo» difendono a spada tratta parco marino e costa. «Colpa delle correnti», dicono. Enrico Gargiulo, sub esperto che di questo territorio sa tutto o quasi, spiega: «Il mare è trasparente, ma spesso sono i fondali che hanno assunto colorazione scura per anni e anni di spurgo selvaggio, scempi di condotte di scolo senza controlli». Quasi all'inizio della costiera, tra i lidi di Pozzano si piange. Al «Bagno Elena» solo 15 ombrelloni aperti. Un'emorragia che va avanti da diversi giorni. Luglio maledetto. Dice Manuela Vanacore, la titolare: «Si è diffusa una psicosi infondata. C'è chi addirittura mette in giro la voce che noi siamo chiusi. Bisogna far chiarezza su Cuma e sulle nostre coste. Guardi il mare, non è diverso dagli altri anni. Ci controllano di continuo con prelievi, se ci fossero sostanze inquinanti ci chiuderebbero». E torna a leggere il suo libro, nel vuoto di clienti in arrivo. Eppure, i prezzi sono buoni: 10 euro l'ingresso. Ma l'allarme inquinamento, la leggenda delle bolle sulla pelle hanno fatto strage di clientela. Da sempre, in questa zona il lido «Bikini» è un punto di riferimento. Selezione di clientela nei prezzi alti, posizione incantevole. Riccardo Scarselli ne è il titolare, oltre ad essere presidente onorario dell'Associazione balneatori. Dice: «Si è registrato anche in costiera un notevole calo di presenze. Ogni anno, non so perché, vengono diffuse voci sul mare inquinato, nonostante i prelievi e le rassicurazioni delle analisi dell'Arpac. Dico che non c'è alcun timore, né problemi per la salute». In costiera, il calo è del 38 per cento. Anche al «Bikini», molti ombrelloni restano chiusi. Negli 54 stabilimenti balneari tra Castellammare e Sorrento, si è diffusa la rabbia di una crisi indotta da psicosi-mare che si è inserita in una già difficile crisi economica. Al lido «La Perla» di Massa, una signora annuncia: «Voglio scattare delle foto quotidiane del mare. Pensa servirà a qualcosa?». C'è chi tira in ballo la mareggiata di domenica scorsa, che ha smosso schiuma e fondali. Eppure, 5 chilometri e mezzo di spiagge sono dichiarate balneabili. Giù alle «Axidie» di Seiano, Dino, studente universitario, ha le sue certezze: «Qui si viene a prendere il sole, il bagno è un optional. Sono le barche che lasciano olio, benzina e sporcizia». Tre depuratori e ci si dibatte tra schiume e chiazze marroni. Magra consolazione resta osservare lo stato degli undici lidi tra Portici, Torre del Greco e Torre Annunziata, solo ricordi di antichi splendori. Ma quelle sono altre storie. Di chi da tempo ha rinunciato al turismo. E si consola con qualche bagnante della domenica. (Gigi Di Fiore il Mattino)

martedì 21 luglio 2009

Mare inquinato. Buoni i dati Arpac

Il Sindaco “Tuteleremo l’immagine della città in ogni sede”

Vico Equense - Grande preoccupazione tra cittadini, operatori balneari e amministratori comunali per i continui allarmi sull’ inquinamento marino. A destare dubbi il colore dell’acqua che in taluni tratti perde il caratteristico blu intenso e presenta schiuma in superficie. I dati forniti dall’Arpac – l’agenzia regionale preposta al controllo ambientale - sembrano rassicuranti: non ci sono fenomeni inquinanti ed è stata riscontrata l’assenza di qualsiasi anomalia in mare. Il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque segue con grande attenzione la vicenda e mantiene i più stretti contatti con gli uffici competenti. “Prendiamo atto dei dati e delle rassicurazioni fornite dall’Apac – ha detto il primo cittadino di Vico Equense – ma al tempo stesso siamo pronti a costituirci parte civile, nel caso fossero accertate eventuali responsabilità a riguardo da parte dell’autorità giudiziaria che, come è giusto, si sta interessando del problema. Inoltre – ha continuato il sindaco – voglio esprimere la solidarietà mia personale e quella dell’intera amministrazione comunale ai titolari di strutture per la balneazione che in questi giorni hanno subito danni ingenti per la situazione che si è venuta a creare.” Sulla vicenda interviene anche l’assessore al Turismo, Matteo De Simone, che invita a non farsi contagiare dal panico collettivo. “Credo che questa vicenda abbia bisogno di ulteriori approfondimenti – commenta l’amministratore -. Invito i cittadini a mantenere la calma e a non disertare i lidi, che continuano a offrire servizi e svaghi. I dati non negano la possibilità di balneazione e, dunque, l’allarmismo che si sta diffondendo non solo impedisce di godersi bagni sicuri, ma genera anche una spirale negativa che penalizzerà il settore turistico e il commercio”. (Francesco Di Maio Portavoce del Sindaco)

A Sorrento acque pulite

Schiuma al “Purgatorio”

Sorrento - Nuove analisi effettuate dall’Arpac confermano che il mare di Sorrento è pulito. Le ultime situazioni allarmistiche scaturiscono dalle particolari correnti meteo-marine di levante che proprio in questo periodo rendono torbido il mare, un fenomeno che non può essere considerato alla stregua di alcuna forma di inquinamento. L’arrivo delle correnti di ponente determina il ritorno del mare a condizioni assolutamente ideali, dimostrando l’espirazione di manifestazioni allarmistiche. Torna il sorriso anche sui volti degli operatori, soddisfatti per l’intervento delle amministrazioni della costiera e per il ritorno in mare dello spazzamare del parco marino che sistematicamente elimina qualunque traccia di rifiuto galleggiante. Inoltre, nei giorni scorsi, il sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino, ha effettuato personalmente una visita all’impianto di depurazione nei pressi di Marina Grande accompagnato dal dg della Gori spa Giovanni Paolo Marati, dal presidente dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, Mario Sorrentino e dall’amministratore delegato dell’ “Acea Gori Servizi”, Francesco Rodriguez. Nel sopralluogo è stato confermato un rendimento del depuratore del 98% in uscita. Attualmente l’impianto di Marina Grande tratta circa 200 metri cubi di acqua e registra valori che rispettano i parametri legislativi. Ancora qualche problema, invece, per la “Spiaggia del Purgatorio” a Meta di Sorrento dove ieri mattina, ancora una volta e come sistematicamente accade da settimane, una grossa chiazza schiumosa ed oleosa nelle immediate vicinanze della foce del rivo Lavinola ha costretto i bagnanti a disertare la spiaggia. Gli ultimi controlli non hanno evidenziato l’esistenza di scarichi abusivi. (Vincenzo Maresca il Roma)

venerdì 17 luglio 2009

Allarme schiuma in Costiera, fuga dal mare

Gli esperti: effetto delle correnti. Il Wwf attacca: è inquinamento. Spazzamare pronto a entrare in azione

Sorrento - Il mare in Costiera? «Non è limpido, non è cristallino», raffiche di segnalazioni che partono dai bagnati alimentano un’onda lunga di polemiche. «Mare sporco, probabilmente inquinato», per il Wwf. «La purezza delle nostre acque è stata certificata e premiata», la replica tenace di Lello Staiano, assessore al Turismo di Massa Lubrense, l’unico Comune della provincia di Napoli autorizzato ad esporre la Bandiera blu, l’ambito riconoscimento assegnato dal Fee–Foundation for Enviromental Education. Una difesa d’ufficio sostenuta anche dai risultati delle analisi eseguite dell’Arpac: non c’è inquinamento. L’ondata di patina schiumosa, che prima compare e poi si dissolve, sarebbe dovuta al gioco delle correnti marine. E, per il momento, non è stata individuata la sua provenienza. Nel «mare delle polemiche», l’intervento dei vertici della Riserva marina protetta di Punta Campanella: non c’è alcun pericolo d’inquinamento, ma dal prossimo weekend vara lo spazzamare. A far scattare le proteste dei bagnanti è una patina schiumosa, spesso accompagnata anche da rifiuti ben visibili sulla superficie dell’acqua, nel tratto di mare che va dal versante del golfo di Salerno, nel cuore della Riserva marina di Punta Campanella, orgogliosa di vantare la Bandiera blu conferita a Massa Lubrense, fino a Vico Equense. Accade lì dove, tra l’altro, gli interventi di restyling degli impianti hanno migliorato le prestazioni dei depuratori, gli ultimi esempi a Marina del Cantone e a Marina Grande. Lo confermano i vertici della Gori, l’azienda che gestisce il ciclo delle acque in penisola sorrentina e nell’isola di Capri, dopo un incontro tra il presidente dell’Ente d’ambito Sarnese-vesuviano Mario Sorrentino, con il direttore generale dell’azienda, Giovanni Paolo Marati ed il responsabile delle strutture di depurazione Giovanni De Simone. Su questo fronte, la Gori ha fornito ampie assicurazioni sul corretto funzionamento degli impianti. E per garantire una più efficace tutela della risorsa mare, l’ente sta per avviare un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti istituzionali interessati. «Con queste iniziative – spiega Mario Sorrentino – vogliamo confermare come prioritaria la scelta della tutela del mare e, più specificamente, della penisola sorrentina e dell’isola di Capri, come patrimonio di tutti e che tutti siamo impegnati a conservare». Un primo passo in tale direzione sarà costituito dalla redazione di un vademecum di tutela dell’ambiente, attraverso una diffusa sensibilizzazione e partecipazione delle popolazioni interessate. Una situazione inspiegabile, quindi, che alimenta lo sconforto dei bagnanti e dei titolari degli stabilimenti balneari, costretti a fronteggiare proteste continue e variegate. «A chi ci chiede spiegazioni, soprattutto a mamme preoccupate – spiega Andrea Scala, titolare dello stabilimento dello Scrajo - facciamo leggere i dati ufficiali dell’Arpac relativi ai prelievi del primo luglio. Spieghiamo anche che non ci sono comunicazioni ufficiali in merito e che dopo il caso del depuratore di Cuma si sta assistendo ad un crescente tam-tam allarmistico». Lo Scrajo è il lido preferito di tante famiglie per il continuo ricambio di acqua attraverso le sorgenti termali che sgorgano a mare, ma la crisi non lo risparmia. «Anche noi registriamo un calo del 30 per cento del numero degli ingressi – aggiunge Andrea Scala – L’allarme in atto non favorisce una ripresa dell’affluenza». (Antonino Siniscalchi il Mattino)

L’oceanografo che controlla il golfo: «Oggi pericoloso fare il bagno a Napoli»

Il professor Giancarlo Spezie: «In questo momento meglio evitare. Un prelievo non basta a stabilire la balneabilità»

«In questo momento è consi­gliabile evitare il bagno nel Golfo di Napo­li». La dichiarazione che l’oceanografo Giancarlo SpezieCorriere del Mezzogiorno - ha timore di fare, ma che è dovuta per onestà scientifica, è destinata a fare scalpore e manderà in bestia gli ope­ratori del turismo balneare già alle prese con una stagione difficile da raddrizzare e destabilizzata dalla recessione (…) “Il discorso per la costa sorrentina, esposta alle correnti di ponente-maestro che non facilitano il ricambio, è più com­plesso perché agli scarichi del Sarno biso­gna aggiungere quelli di Scutolo che conti­nua a vomitare liquami senza alcuna depu­razione. Questo carico inquinante, simile ad una mina vagante, compromette, natu­ralmente, l’immagine e la qualità del mare di Vico Equense — risparmiando miracolo­samente solo la riserva del Banco di Santa Croce che è molto distante dalla linea di costa — Sorrento, Massa Lubrense e Capri con conseguenze inevitabili sul turismo. Lo scenario comincia a cambiare da Nera­no e i miglioramenti diventano sempre più apprezzabili nel tratto da Positano ad Amalfi”.

martedì 26 agosto 2008

Mare, inquinamento alle stelle

Meta - Contaminazione ad altissimo rischio di infezione, presenza di coliformi fecali con percentuali ben 6 volte superiori alla norma, addirittura alle stelle la concentrazione degli enterococchi fecali con un tasso decine di volte più ammassato rispetto ai limiti. Ulteriori indagini da parte dei militari dell´Arma potrebbero portare allo scoperto anche l´esistenza di sostanze altamente inquinanti come mercurio e cadmio. Una vera e propria bomba batteriologica riscontrata dalle analisi scientifiche evidenziate dagli inquirenti nello specchio d´acqua della “Spiaggia del Purgatorio”, già interdetta ai bagnanti da due settimane, in seguito agli accertamenti sulle sostanze inquinanti provenienti dal rivo Lavinola e scaricate in mare attraverso il vallone Lavinola che abbraccia i territori di Meta e Piano di Sorrento, oltre la zona collinare delle frazioni di Vico Equense. Prosegue senza soste l´operato dei carabinieri della compagnia di Sorrento coordinata dal capitano Federico Scarabello, della stazione dei militari dell´Arma di Piano di Sorrento diretta dal maresciallo Daniele De Marini, dei medici dell´azienda sanitaria e del presidente del wwf Claudio d´Esposito, tutti impegnati da oltre un mese in una indagine che sta per fare emergere la verità sulla qualità delle acque della penisola sorrentina, in particolare del litorale metese. Il pericolo di infezioni è altissimo ed ha superato il livello di guardia senza che gli organi competenti prendessero anticipatamente gli opportuni provvedimenti. Sotto accusa la fonte principale di inquinamento che sembrerebbe essere rappresentata dall´area sequestrata nei giorni scorsi dai carabinieri al di sotto del Ponte Orazio dove sono state rinvenute stalle abusive per il ricovero di mucche e pollame i cui rifiuti organici venivano sversati nel rivo Lavinola fino a raggiungere il mare. Nell´occasione i militari dell´Arma avevano messo i sigilli anche ad una superficie di 1500 metri quadrati adibita a discarica di carcasse di auto, rifiuti speciali e pericolosi il cui contenuto è stato trovato compatibile con le analisi effettuate. Per mesi gli ignari bagnanti che affollano la spiaggia al di sotto del ristorante Giosuè a Mare si sono immersi in uno specchio d´acqua ricco di batteri a rischio infezione per tratto urinario, batteriemia, endocarditi batteriche, diverticoliti. (Vincenzo Maresca – Positano News)

venerdì 8 agosto 2008

Costiera e inquinamento un mare di polemiche

Sorrento - Raccontano che nelle vasche del vecchio depuratore di Torca il proprietario qualche anno fa coltivava melanzane e zucchine. E che di notte spegneva le pale perché col rumore non riusciva a dormire. Leggende metropolitane? Può darsi, ma anche simili aneddoti rinfocolano la polemica che divampa in questi giorni sulla qualità del mare qui in Costiera sorrentina affollata più che mai. A ridar fuoco alle polveri ha provveduto la scoperta di uno scarico abusivo nel rivolo di Vallone dei Mulini, che ha indotto l’Arpac (l’agenzia regionale per le acque) a imporre il divieto di balneazione nel mare antistante Marina Piccola a Sorrento, lungo il tratto della spiaggia di san Francesco. Il sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino, ha immediatamente fatto sigillare lo scarico abusivo, chiedendo agli esperti che siano accelerati i nuovi prelievi perché sia al più presto possibile dichiarare ufficialmente la zona di nuovo balneabile come è già di fatto. Ma nel frattempo, è polemica. La locale sezione del Wwf ha diffuso un dossier in cui, pur senza allarmismi, mette in guardia dai pericoli che incombono sulla buona salute del mare sorrentino e che si chiamano - secondo il Wwf - «valloni non bonificati» e depuratori «che rischiano di scoppiare perché piccoli rispetto al moltiplicarsi della popolazione estiva». Da Vico Equense a Punta della Campanella, fino a sfociare nel golfo di Salerno con Massa Lubrense e Nerano. «I valloni non bonificati - ricordano gli esponenti Wwf - si trovano tra Vico e Seiano, tra Meta e Piano di Sorrento, tra Piano e Sant’Agnello». Trattasi di ferite profonde, scavate nella montagna. Che grazie alle piogge diventano torrenti dentro cui ignoti irresponsabili sversano illegalmente di tutto. Una visita è illuminante: lì si ritrova di tutto, dai residui chimici ai liquami di ogni sorta e perfino vecchi frigoriferi, materassi, galline morte, topi e anche di peggio. Tutto ciò finisce in mare, a mezzo passo dalle spiaggette dove adulti e bambini sguazzano beati. Visitare i valloni è difficile: ci vuole pazienza. E gambali alti, oltre che stomaco di ferro. Rivo d’Arco, rivo Lavinola, rivo san Giuseppe, rivo del Pecuriello, Vallone dei Mulini: il viaggio inquieta, sballottati tra nomi da favola con gli orchi e angoli da ecosistema unico al mondo. Eccoci alla spiaggia di Seiano, poi a quella del Purgatorio a Meta, poi ancora a quella di Caterina e a quella di Marinella a Sant’Agnello: le conseguenze di quel che accade lassù nei valloni ridotti a discarica sono qui evidenti. E innegabili. Schiume e schiumette, residui anomali di ogni risma. Ci spiegano che queste «scaglie rigide color marrone come da torta millefoglie significano invece....». Secondo il Wwf «poco rassicurante» appare anche il comportamento dei depuratori (uno è a Marina Grande a Sorrento, tre a Massa Lubrense e poi c’è il collettore fognario di Punta Gradelle). «C’è il rischio che d’estate collassino. E che all’improvviso debbano fermarsi». Il sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino, non nega la complessità della gestione-mare in un’area così complessa, però rassicura: «I depuratori li stiamo ancora potenziando. Qui succedono gravissime irregolarità ambientali, che combattiamo senza remore. Ma sia chiaro che il nostro mare non è mai stato così pulito. Come ha sancito di recente anche Goletta verde». (Enzo Ciaccio il Mattino)

mercoledì 16 luglio 2008

Psicosi da inquinamento

Vico Equense - Estate. Tempo di vacanza, tempo di mare. Ma nel nostro Comune si sta diffondendo la psicosi da inquinamento marino. Si può andare a mare? Non c'è nessun pericolo e nessun caso di salmonella? Si è nuovamente rotta la condotta sottomarina? Queste in breve le domande dei cittadini, molte delle quali ci sono arrivate via mail. Intanto nell´area della Penisola sorrentina sono previsti dei prelievi da Goletta Verde. Siamo in attesa degli esiti delle analisi al fine di verificare la balneabilità del tratto marino. Non abbiamo elementi per rispondere alle vostre domande, possiamo dirvi che i militari dell’Arma questa mattina sono scesi alla Marina d’Equa, e sollecitati da alcuni cittadini, hanno detto che non c’è nessun allarme.

Rapporto 2008 sulle acque di balneazione, pulito più del 96% delle coste
"La qualità delle acque di balneazione italiane è tra le migliori in Europa. Lo dimostrano i dati del Rapporto sulle acque di balneazione 2008. I dati evidenziano non soltanto che la conformità delle nostre acque ai parametri microbiologici indicati nella Direttiva europea vigente è ben del 93% , ma anche che il numero dei punti di balneazione monitorati nel nostro Paese è pari ad 1/3 di tutti quelli europei. Tale dato è ancora più significativo se consideriamo la forte antropizzazione del nostro territorio. I dati mostrano dunque la qualità eccellente delle nostre acque e l’alto livello di tutela sanitaria garantita ai bagnanti". Lo ha detto il Sottosegretario alla salute Francesca Martini, in occasione della Conferenza stampa di presentazione del Rapporto sulle acque di balneazione 2008. "Altro aspetto qualificante - ha continuato il sottosegretario - è il rilievo che abbiamo voluto dare alla diffusione di una informazione trasparente ai cittadini attraverso la realizzazione di un Portale ad hoc sulle acque di balneazione in cui potranno essere consultati i dati relativi ai monitoraggi e le relative cartografie". I risultati del rapporto sulle acque di balneazione , illustrati dal Capo Dipartimento della prevenzione e comunicazione Donato Greco, evidenziano che dei 5170 chilometri di costa sottoposti a controllo, sui 7375 chilometri di costa italiana, ben 4970 sono balneabili, pari ad una percentuale del 96,2%. I restanti 2205 chilometri non sono balneabili in quanto non accessibili al monitoraggio o perché porti o foci di fiumi. Vale a dire 26 chilometri di costa balneabile in più rispetto allo scorso anno e 195 chilometri interdetti alla balneazione perché inquinati. La distribuzione della balneabilità per province evidenzia che nella metà delle province costiere controllate il 100% della costa è balneabile e che in ben 40 province la balneabilità è superiore alla media nazionale (96,2%). Soltanto in 5 province la media è inferiore al 90%, pari a circa 94 chilometri di costa inquinata; di questi 28,7% sono in provincia di Caserta. (Redazione Ministerosalute.it - 2 luglio 2008)

Caro-spiaggia: Forte dei Marmi e Positano le più care