Il sindaco Falco e la consigliera Ruocco replicano al direttore dell'Amp di Punta Campanella
di Gimmo Cuomo - Il Corriere del Mezzogiorno
Da Capri, puntuale, parte la risposta ai dirimpettai della terraferma. E porta la firma del primo cittadino Paolo Falco e della consigliera delegata all'Ambiente Vanessa Ruocco. «Una realtà ormai avviata, due Aree marine protette autonome per tutelare meglio il territorio». La replica è diretta soprattutto al direttore dell'Amp di Punta Campanella Pierlugi Capone che, in un'intervista pubblicata sabato su questo giornale, aveva definito un «errore dal punto di vista ambientale» l'istituzione ormai prossima di un'altra riserva intorno all'Isola azzurra, perché entrambe le Amp rientrano «nella medesima Zona speciale di conservazione», specificando poi che il suo era «solo un giudizio tecnico». La risposta arriva dalla politica. Sull'isola le due amministrazioni, quella di Capri e quella di Anacapri, puntano molto sull'istituzione di un'Amp su misura che possa contemperare l'interesse primario della tutela ambientale con quello delle attività economiche legate alla risorsa mare. Per questo motivo, il rilievo, ancorché tecnico, del direttore Capone, ha provocato l'immediata replica del sindaco Falco. «Appare francamente anacronistico e fuori luogo - osserva - il commento del direttore.
L'Amp dell'Isola di Capri è ormai una realtà, frutto di un percorso istituzionale chiaro e condiviso. Riteniamo inoltre che non sia opportuno che il direttore di un ente con il quale siamo chiamati a collaborare intervenga su decisioni che spettano esclusivamente agli organi istituzionali competenti e al Governo». Ma al di là delle considerazioni sull'opportunità dell'intervento del manager romano, Falco entra nel merito della questione e difende il percorso che, salvo clamorose sorprese, dovrebbe condurre presto all'istituzione del nuovo parco marino. «Siamo convinti - sottolinea il sindaco - che la scelta migliore sia avere due Amp distinte, autonome e gestite dai rispettivi territori, nel pieno rispetto delle loro peculiarità. Su questo punto non accettiamo lezioni da nessuno e continueremo a lavorare con determinazione nell'interesse esclusivo di Capri e della tutela del suo patrimonio ambientale». A rincarare la dose contribuisce la consigliera Ruocco, di professione avvocato. «La costituzione dell'Area marina protetta dell'Isola di Capri, distinta e autonoma rispetto a quella di Punta Campanella, rappresenta una priorità assoluta per la nostra amministrazione e uno strumento indispensabile per garantire una tutela efficace del mare, degli habitat marini e delle nostre coste. Capri possiede un'identità profondamente diversa, esigenze di tutela specifiche ed equilibri ambientali che non condividono nulla con quelli di Punta Campanella». E si spinge anche oltre. «Le principali criticità nella tutela della nostra isola - sottolinea - derivano proprio dall'impatto sulle coste e sui fondali esercitato dalla pressione commerciale proveniente dalla Penisola e dalle aree limitrofe. Non condividiamo le preoccupazioni espresse dal direttore in merito a una presunta frammentazione o al rischio di un caos normativo. Restiamo, tuttavia, pienamente disponibili affinché nel prossimo futuro le due Aree marine protette possano dialogare e collaborare, conservando ciascuna la propria autonomia e la propria precisa identità». Non vi è dubbio che le parole di Capone abbiano, se non altro, aperto un dibattito di non poco conto tra due vicini di casa, pur separati da appena tre miglia nautiche, tanta la distanza minima tra l'Isola azzurra e la Penisola sorrentina. Con le sue parole il direttore dell'Amp di Punta Campanella ha ricordato un dato di fatto. Attualmente, l'estremo lembo della Penisola e l'isola sono accomunati all'interno della stessa Zona speciale di conservazione. E infatti, proprio per arrivare all'istituzione della nuova riserva è necessario separare i due ambiti. Questo iter è già stato avviato e al Senato la separazione è già stata deliberata all'unanimità. Occorre ora anche una pronuncia della Camera, prevista entro questo mese. Poi la palla passerà al Governo che dovrà provvedere all'istituzione della nuova Amp. Se i tempi saranno rispettati, è possibile ipotizzare l'avvio dell'operatività entro la prossima estate. Tutta la partita si giocherà sull'individuazione delle zone di tutela all'interno del perimetro. Benché ci siano già varie ipotesi in campo, la soluzione definitiva è per il momento rimandata. Se non altro per una questione scaramantica.

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