Vico Equense - Un attimo di distrazione, il contatto fresco dell’acqua marina e quel brivido gelido che non ha nulla a che fare con la temperatura del Golfo: la fede nuziale che scivola dal dito e scompare tra i flutti. Quello che è iniziato come un normale pomeriggio di relax in una delle suggestive conche di Vico Equense si è trasformato, per un bagnante di nome Francesco, in un incubo che ogni coniuge teme. La storia, avvenuta la scorsa settimana, sembrava destinata ad allungare l'elenco dei piccoli drammi estivi senza lieto fine. Subito dopo lo smarrimento e lo sconforto iniziale, Francesco ha tentato il tutto per tutto, coinvolgendo alcuni appassionati della zona dotati di metal detector, che hanno setacciato il fondale per ore. Il risultato è stato però un buco nell'acqua e l'oro sembrava ormai inghiottito per sempre dalla sabbia e dalle correnti del mare campano. A riaccendere la speranza è stato il prezioso passaparola di un amico napoletano che, venuto a conoscenza dell'accaduto, ha raccontato a Francesco un precedente quasi identico. L’estate scorsa, nelle acque di Castellabate, lo stesso amico aveva perso ben tre anelli, tutti felicemente recuperati e restituiti grazie all'intervento di due specialisti del settore: Francesco Colucci e Felice Colucci, fondatori del team "SOS Metal Detector". Forte di questa testimonianza e incoraggiato dal successo della precedente operazione nel Cilento, il bagnante non ha esitato e ha deciso di affidarsi alla loro esperienza, maturata in oltre sei anni di attività sul campo. I due professionisti sono arrivati a Vico Equense e hanno iniziato una ricerca metodica, scientifica e approfondita del fondale. Laddove i tentativi amatoriali avevano fallito, la tecnica e la profonda conoscenza dell'ambiente marino hanno fatto la differenza: dopo un'attenta perlustrazione della conca, il metallo prezioso è stato individuato e riportato in superficie, tra lo stupore e la commozione di Francesco. Con questo incredibile ritrovamento, il bilancio di Francesco e Felice Colucci supera le 100 fedi nuziali salvate dall'acqua e riconsegnate in tutta la regione, ciascuna documentata da foto e recensioni dei proprietari. L'episodio dimostra che anche le missioni apparentemente disperate possono risolversi se affidate a mani esperte, perché recuperare un oggetto simile non significa semplicemente ritrovare dell'oro, ma restituire un simbolo intatto, un ricordo prezioso e un pezzo di vita che il mare aveva provato a trattenere.

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