Vico Equense - Con l'arrivo della stagione balneare, c'è un termine che torna a dominare le cronache e le discussioni sotto l'ombrellone: battigia. Spesso confusa genericamente con la spiaggia o il bagnasciuga, questa specifica porzione di costa è al centro di normative rigorose che regolano la convivenza tra stabilimenti balneari e liberi bagnanti. Capire cos'è, come si calcola e quali sono i propri diritti è fondamentale per evitare spiacevoli malintesi durante le vacanze, specialmente in territori complessi dal punto di vista morfologico. Dal punto di vista rigorosamente geografico e giuridico, la battigia è la striscia di sabbia o roccia su cui le onde si infrangono continuamente. Si tratta, in sostanza, della linea di confine mobile tra la terraferma e il mare, costantemente bagnata dal moto ondoso. Secondo l'ordinamento giuridico italiano, la battigia fa parte del demanio pubblico. Questo significa che appartiene allo Stato e, di conseguenza, a tutti i cittadini, con il risultato che nessuno stabilimento balneare privato può recintarla, occuparla stabilmente o vietarne l'accesso. A livello nazionale, la legge stabilisce una fascia di sicurezza standard di cinque metri dalla battigia totalmente libera da ombrelloni o lettini. Tuttavia, le singole amministrazioni locali possono adattare questo criterio in base alla reale conformazione delle proprie spiagge. Il Comune di Vico Equense, con la sua ordinanza sulla disciplina delle attività balneari, introduce un calcolo geometrico flessibile basato sulla profondità dell'arenile per tutelare il libero transito. La regola generale del territorio prevede l'obbligo di lasciare liberi tre metri dalla battigia qualora la profondità complessiva dell'arenile sia superiore a venti metri.
Lo spazio libero si riduce invece a due metri dalla battigia nelle spiagge in cui la profondità totale dell'arenile è compresa tra i dieci e i venti metri. Infine, per i litorali particolarmente stretti, tipici di molte calette della Costiera dove la profondità dell'arenile è inferiore a dieci metri, la zona di rispetto è fissata a un solo metro dalla battigia. Questa fascia di transito dinamica è destinata esclusivamente al passaggio, con l'assoluta esclusione dei mezzi nautici, fatti salvi quelli di soccorso.L'ordinanza di Vico Equense descrive chiaramente cosa è consentito all'interno di questo spazio pubblico e quali sono i divieti rigidi per garantire l'incolumità e l'ordine. All'interno della fascia di transito determinata è tassativamente vietato sostare, posizionare ombrelloni, lettini, sdraio o imbarcazioni, nonché depositare effetti personali, indumenti o borse. L'area deve restare completamente sgombra per permettere il passaggio delle persone e dei mezzi di vigilanza o salvataggio. Al contempo, è sempre garantito e protetto il diritto dei cittadini di raggiungere liberamente e gratuitamente la battigia attraverso gli stabilimenti per fare il bagno o passeggiare. I gestori dei lidi privati hanno l'obbligo di consentire questo transito e non possono imporre barriere fisiche o gabelle di ingresso. I controlli congiunti della Guardia Costiera e della Polizia Locale monitorano costantemente il litorale di Vico Equense per sanzionare gli stabilimenti che tentano di limitare l'accesso alla battigia o che occupano con le proprie attrezzature commerciali la fascia protetta riservata alla collettività.

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