lunedì 20 luglio 2026

Vico Equense, l’incuria che non passa: parcometri nel degrado davanti alla SS. Trinità e Paradiso

Vico Equense - Proprio oggi alcune persone sono tornate a evidenziarci con forza il problema: a distanza di sei mesi dalla nostra prima denuncia (CLICCA QUI), l'incuria urbana a Vico Equense è rimasta esattamente al punto di partenza. Tra le varie testimonianze raccolte, una in particolare fotografa l'assurdità della situazione: un cittadino ci ha raccontato che, pur di non sporcarsi le mani toccando la tastiera incrostata, è stato costretto a usare un bastone per pigiare i tasti e fare il biglietto. A metà gennaio avevamo sollevato il caso delle colonnine per il pagamento della sosta, descrivendo dispositivi abbandonati all'incuria e letteralmente ricoperti di guano. Si tratta di un biglietto da visita del tutto inaccettabile per una città che fa dell’accoglienza turistica il proprio orgoglio e il proprio motore economico. Oggi la situazione non è cambiata di una virgola e a segnalarlo sono, ancora una volta, i cittadini e i visitatori esasperati. Il caso più emblematico si registra proprio nel cuore del centro cittadino, in Corso Filangieri, precisamente davanti allo storico Complesso Monumentale della Santissima Trinità e Paradiso. In questo punto, a due passi da un luogo di cultura che ospita anche il Museo Mineralogico Campano, utenti e turisti sono costretti a ingegnarsi con rimedi di fortuna pur di regolarizzare il proprio parcheggio senza entrare in contatto con superfici insalubri. Mentre i tavoli tecnici e i programmi amministrativi si riempiono di parole d'ordine come Smart City, digitalizzazione dei servizi e mobilità sostenibile, la realtà materiale con cui si scontrano gli utenti è fatta di sporcizia, batteri e corrosione da agenti acidi. Dover ricorrere a un pezzo di legno per interagire con una tastiera "intelligente" nel 2026 è l'esatta antitesi della modernità tanto sbandierata. Il guano di piccione e i residui accumulati sul dispositivo non rappresentano soltanto un problema estetico visibile a occhio nudo, ma sono veicolo di potenziali infezioni e accelerano il deterioramento delle stesse componenti metalliche e plastiche della colonnina. Il contrasto salta all'occhio in maniera quasi paradossale: da un lato vengono richieste tariffe puntuali e obbligatorie, dall'altro si offre un servizio che non riesce a garantire nemmeno i requisiti minimi di igiene pubblica in uno dei punti di maggiore passaggio della città. La domanda che ponevamo a gennaio resta tuttora priva di una risposta concreta su chi debba effettivamente prendere in mano spugna e disinfettante. Se la gestione materiale e tecnologica degli stalli è in carico alla società concessionaria del servizio, il capitolato d'appalto dovrebbe prevedere una manutenzione ordinaria e una pulizia periodica dei terminali.

 

Se invece l'azienda latita, spetta inevitabilmente al Comune di Vico Equense esercitare il proprio ruolo di controllo e sanzione, a tutela della salute pubblica e dell'immagine del territorio. Vedere che a distanza di un intero semestre, in piena stagione estiva, nessuno sia intervenuto su un parcometro così centrale, dimostra una preoccupante tolleranza verso il degrado strisciante. Una città che ambisce a essere il "salotto" della Penisola Sorrentina non può permettersi di cadere sui dettagli. La bellezza di Vico Equense non si misura soltanto attraverso la maestosità del suo paesaggio a picco sul mare o la storicità dei suoi monumenti, ma passa inevitabilmente dalla cura delle piccole infrastrutture quotidiane. I cittadini hanno fatto la loro parte segnalando il problema per la seconda volta ed evidenziando situazioni al limite del grottesco. Ora la palla passa a chi di dovere, con l'auspicio che non debbano trascorrere altri sei mesi prima di vedere un normale intervento di sanificazione davanti alla SS. Trinità e Paradiso.

Nessun commento: