venerdì 24 luglio 2026

Arturo Scotto «Allarmi sottovalutati ora chiediamo scusa»

di Adolfo Pappalardo - Il Mattino

Castellammare di Stabia - «Anzitutto abbiamo il dovere di chiedere scusa ai cittadini di Castellammare», premette subito Arturo Scotto, parlamentare del Pd e appena nominato commissario del partito della cittadina stabiese. Il commissariamento è stato un colpo durissimo. «La città è stata ancora una volta ferita, umiliata dall'onta di uno scioglimento per infiltrazione camorristica. Andava assolutamente evitato. Non siamo stati all'altezza, nonostante qualcuno avesse da tempo lanciato l'allarme». Gli allarmi sono stati lanciati ma sono rimasti inascoltati. «Quando Sandro Ruotolo aveva promosso lo studio dell'osservatorio sulla camorra non andava liquidato quel lavoro come se fosse la semplice fissazione di un "giustizialista". Andavano presi sul serio quegli allarmi, andava fatta una analisi sullo stato della democrazia in città. Dire "siamo persone perbene" non basta, se poi teniamo i pugni in tasca». Ce l'ha con Vicinanza? Che colpe ha? «Metto la mano sul fuoco sulla sua onestà. E gli chiederò un confronto. Dopodiché è lui purtroppo il sindaco dello scioglimento. Se non è riuscito a fare argine, qualche domanda se la deve porre. E' una questione di responsabilità verso la comunità che lo ha eletto». Il Pd non ne esce bene ma il problema sono anche le civiche. «Mi occupo del Pd e nel Pd va operato un cambiamento profondissimo. Nella relazione prefettizia anche due consiglieri del Pd sono citati tra le cause dello scioglimento. Lo dico chiaro: sono fuori dal Pd, si sta nelle istituzioni con disciplina e onore. Già mesi fa i segretari Dinacci e De Luca avevano dichiarato finita questa esperienza. Non furono ascoltati da tre su quattro in consiglio. Grave, non siamo il partito degli eletti. Io dico ai tanti che sono fuori e ci guardano con disincanto: entrate e cambiateci, non abbiamo rendite di posizione da difendere».

E sulle civiche? «Una cosa è il civismo di chi costruisce ogni giorno solidarietà e occasioni di partecipazione, altra cosa sono le liste civiche che nascono poche settimane prima delle elezioni, altre ancora sono le liste personali, che spesso sono la proiezione di filiere che partono dal parlamento, passano per la regione e finiscono in consiglio comunale». Ha letto le carte dello scioglimento? «Emerge in maniera evidente una permeabilità del tessuto amministrativo che ci portiamo da anni a Castellammare, come dimostrava la relazione di scioglimento anche del 2021. C'è un passaggio della relazione prefettizia che mi ha colpito: "l'immagine di un ente privo di adeguati anticorpi procedimentali rispetto al rischio di opacizzazione delle procedure e di esposizione dell'azione amministrativa a pressioni esterne della criminalità organizzata"». Intanto Fdi organizza una manifestazione a Castellammare. «La destra su Castellammare è meglio che stia zitta: ha eletto consiglieri comunali che non brillano per trasparenza e basta leggere le carte e risalire ai loro rapporti di parentela. Anche la destra ha un pezzo rilevante di responsabilità nello scioglimento del Comune di oggi, come l'avevano nel 2021. Non accettiamo lezioni da nessuno. Tantomeno da Donzelli e Bignami che votano contro l'uso delle chat dell'ex sottosegretario Delmastro che aveva quote in un ristorante gestito da affiliati».

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