di Alessio Gemma - La Repubblica Napoli
Castellammare di Stabia - Un Comune "privo di adeguati anticorpi rispetto al rischio di esposizione dell'azione amministrativa a pressioni esterne della criminalità organizzata nei settori più sensibili". È il quadro che emerge di Castellammare di Stabia nella relazione della commissione prefettizia che ha portato allo scioglimento dell'amministrazione di centrosinistra guidata da Luigi Vicinanza. Eletto nel 2024, giornalista del gruppo Espresso, aveva ereditato un Comune già sciolto per infiltrazioni camorristiche nel 2022. Il risultato, sentenziano i commissari Dario Annunziata, Riccardo Buonomo e Vittorio Tesoro - è che "la discontinuità non si è realizzata in termini effettivi rispetto al precedente scioglimento". In 400 pagine l'identikit dei consiglieri rieletti su cui si allungano le ombre dei clan, gli appalti e gli affidamenti degli ultimi due anni a ditte legate alla politica e alla camorra, i professionisti al servizio della cosca D'Alessandro che governano le pratiche edilizie e commerciali. In un Comune dove i capi tifoserie pregiudicati della Juve Stabia salgono sul palco delle istituzioni: e "i rappresentanti dell'ente di fatto legittimano soggetti espressione dell'ambiente criminale". Un Comune già sciolto dove "si entra negli uffici senza controllo". Dai politici ai tecnici. «Sarò il sindaco di tutti, tranne che dei camorristi», aveva detto in campagna elettorale Vicinanza. È ricordato nella relazione.
Per poi affondare il colpo: "Il lavoro di questa commissione, invece, dimostra che le intenzioni professate in campagna elettorale non siano state mantenute, ed, infatti, è stato ampiamente acclarato che numerosi esponenti della politica locale, tra consiglieri comunali, candidati non eletti, presentatori di lista e persino scrutinatori di nomina consiliare, sono risultati segnati da gravi controindicazioni, che ne avrebbero imposto senz'altro l'esclusione dalla candidatura per motivi di opportunità e di coerenza politica". Persino gli scrutatori alle elezioni avevano legami di parentela con i clan. Le indagini su due consiglieri comunali, Gennaro Oscurato e Nino Di Maio - il primo per i rapporti con il cassiere dei D'Alessandro, il secondo padre dell'autista del clan - hanno portato alla crisi della maggioranza. E alla richiesta di dimissioni politiche respinte da Vicinanza. Allora si è insediata la commissione mandata dal prefetto e ha smascherato "l'assenza di un effettivo salto di qualità nei meccanismi di prevenzione interna e la permanenza di un ambiente amministrativo vulnerabile a interlocuzioni informali, ricorrenze soggettive e canali di accesso relazionale non adeguatamente governati". È il caso del geometra, a disposizione del clan, "sospeso a marzo dal 2024 dall'albo professionale che continuava a presentare e sottoscrivere pratiche presso il Comune". E, "dato più allarmante", che "continuava a permanere nel circuito procedimentale dell'ente anche dopo l'arresto". Succede di tutto. L'indagine interna sulla restituzione della patente di guida a un esponente dei D'Alessandro fa "emergere il silenzio assordante degli amministratori comunali". Appalti e criminalità. La distribuzione dei sacchetti della raccolta differenziata a un paio di ditte "riconducibili a una famiglia gravata da frequentazioni con esponenti correlati e del clan dei Casalesi". Lo sgombero dei rifiuti presso una scuola in via Savorito, quartiere sotto l'egemonia del gruppo criminale alleato dei Cesarano, affidato "a una ditta nell'orbita di soggetti contigui allo stesso clan che configura un cortocircuito di inaudita gravità". E poi il servizio funebre "a una società oggetto di tentativi di condizionamento della criminalità". Ci sono i parenti di esponenti dei D'Alessandro al lavoro per la refezione scolastica. Appalti e conflitti di interesse: affidamenti a "una azienda il cui legale rappresentante è suocero del consigliere comunale Antonio Cimmino". Ancora: lavori alla ditta che ha tra i soci una donna "in affari con il presidente del Consiglio comunale Roberto Elefante" del Pd. Merita un capitolo della relazione, Elefante. Commercialista, con un socio ai domiciliari, Elefante risulta "immerso in una fitta e sistematica rete di relazioni che vede la sua attività professionale e imprenditoriale sovrapporsi a soggetti e interessi direttamente riconducibili alla criminalità organizzata". Altra figura nel mirino dei commissari è il capo dei vigili urbani, scelto con decreto dal sindaco: Francesco Del Gaudio, "lo zio dell'ex moglie prestanome dei Cesarano" e "l'attuale convivente ancora coniugata con il figlio di Alfonso Cascone, precedenti per associazione di tipo mafioso, omicidio volontario, detenzione di armi". Per i commissari sono "legami che definiscono un quadro di potenziale permeabilità ambientale che non può essere trascurato". Sorprende i commissari la decisione iniziale di Vicinanza di "non confermare i sovraordinati", funzionari che hanno supportato la precedente commissione prefettizia "passando al setaccio tutte le determine". A proposito di Juve Stabia, la squadra in amministrazione giudiziaria per l'influenza del clan: si giudica "imbarazzante" l'incontro tra Vicinanza e il "nuovo presidente, senza coinvolgere gli amministratori giudiziari". Sugli sgomberi degli immobili occupati abusivamente, un dirigente - a marzo scorso - rivela ai commissari che "dopo le operazioni del Savorito e l'avvio di quelle su via Brin, le note vicende politiche hanno un po' rallentato tutto e il sindaco ha fermato un pochettino la situazione in ragione della crisi di maggioranza". All'ufficio tecnico imperversa la "squadra" di dirigenti e funzionari che hanno firmato affidamenti diretti per 18 milioni. «È come a casa propria: se una ditta lavora bene, richiamo sempre quella perché mi fido», replica ai commissari il dirigente che era stato individuato proprio da Vicinanza. La commissione lo fredda così: «Non è casa sua, sono soldi pubblici». Le ragioni dello scioglimento in 400 pagine: ombre su appalti e affidamenti, la festa per la Juve Stabia, le parentele sospette Nella foto a sinistra il Comune di Castellammare di Stabia.

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