Vico Equense - Dopo le preoccupanti notizie circolate sui social network riguardo al decesso di due cani recuperati sul Monte Faito, l'Associazione "I cuccioli di Patrizia Veniero" ha avviato una verifica diretta per fare chiarezza sulla vicenda. Abbiamo intervistato il rappresentante dell'associazione, Antonio Parlato (foto), per comprendere i fatti reali dietro l'allarmismo mediatico. Avvocato Parlato, la vostra associazione è intervenuta tempestivamente dopo le voci circolate sui social riguardo alla morte di due cani provenienti dal Monte Faito. Qual è stato il vostro primo passo per verificare la situazione e contrastare l'allarmismo? «Abbiamo voluto verificare i fatti direttamente alla fonte. Per questo ci siamo rivolti alla direzione del canile convenzionato con il Comune di Vico Equense. Era fondamentale ottenere dati certi e consultare le schede cliniche ufficiali per capire cosa fosse realmente accaduto, superando il tam-tam mediatico dei social network.» I decessi riguardano due cani di tipo pastore maremmano, registrati in modo diverso: uno a nome del Sindaco e uno a nome di un privato cittadino nel frattempo deceduto. Ci spiega brevemente la storia di questi due animali? «Il primo cane è stato accalappiato sul Monte Faito e intestato al Sindaco di Vico Equense, come prevede la norma per i cani randagi del territorio. È deceduto il 24 giugno per un'insufficienza renale cronica per la quale era già in cura. Il secondo, morto il 15 luglio, apparteneva a un privato purtroppo scomparso da oltre un anno. Anche questo animale vagava sul Faito ed è stato recuperato, ma è deceduto a causa di una torsione gastrica, una patologia acuta e purtroppo frequente nei cani di taglia grande.» Dalla vostra analisi delle cartelle cliniche emerge quindi che non ci sono responsabilità da parte della struttura o traumi legati alla cattura. Possiamo rassicurare i cittadini su questo punto?
«Assolutamente sì. Le schede cliniche parlano chiaro: si è trattato di cause naturali e patologiche che possono colpire qualsiasi animale. Non ci sono elementi che colleghino i decessi alla detenzione in canile o allo stress dell'accalappiamento. Il personale sanitario ha fatto tutto il possibile per salvarli.» Avete avuto modo di verificare anche le condizioni degli altri cani di Vico Equense ospitati nella struttura? Qual è lo stato di salute generale del gruppo? «Gli altri cani di proprietà del Sindaco presenti nella struttura sono in buono stato psico-fisico. C'è solo un esemplare con problemi pregressi: soffre di disturbi alle articolazioni posteriori e di una dermatite che presentava già al momento del suo ingresso. Lo staff del canile lo sta trattando con terapie mediche mirate e ha provveduto alla tosatura del pelo per agevolare le cure.» Il Monte Faito resta un'area complessa per la gestione del randagismo e degli animali vaganti. Qual è l'appello della vostra associazione alle istituzioni e alla cittadinanza per il futuro? «Il monitoraggio deve rimanere altissimo. È cruciale che le istituzioni continuino a collaborare con le associazioni e che i cittadini segnalino la presenza di animali vaganti in modo costruttivo. La trasparenza, come dimostra questo caso, è l'unica arma efficace per tutelare gli animali e informare correttamente l'opinione pubblica. Proprio per questo, il nostro obiettivo futuro è intensificare ancora di più l'impegno per far adottare, nel pieno rispetto delle norme vigenti, tutti i cani attualmente in custodia presso il canile. Lavoreremo in stretta e costante sinergia con il Sindaco e la Polizia Locale per dare a ognuno di questi animali la possibilità di trovare una famiglia.» Vedi meno

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