martedì 21 luglio 2026

Pd-destra, scontro sulla legalità da Castellammare a Ercolano

di Alessio Gemma - La Repubblica Napoli

La sfida della legalità. Da ribalta nazionale, antipasto dello scontro alle elezioni Politiche in Campania. Il centrodestra targato Fratelli d'Italia giovedì sarà in piazza a Castellammare di Stabia per denunciare le infiltrazioni della camorra nei Comuni di centrosinistra. A distanza di poche ore, forse proprio giovedì, a Ercolano si presenterà lo staff anticamorra che supporterà la sindaca Pd Antonietta Garzia dopo il video delle elezioni di maggio, acquisito dalla Dda, che ha immortalato in pizzeria a festeggiare la vittoria il segretario del Pd ercolanese, due consiglieri comunali con un pluripregiudicato vicino ai clan. Saranno l'ex sindaco Nino Daniele, l'eurodeputato Sandro Ruotolo, l'ex deputato Paolo Siani, l'ex questore Antonio Borrelli, gli esperti in legalità che devono blindare la giunta Garzia a Ercolano. A Castellammare invece si è dato appuntamento giovedì lo stato maggiore del partito della premier Meloni: in piazza Municipio i capigruppo di Camera e Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, il responsabile organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli, il capo dell'opposizione in Regione Gennaro Sangiuliano, il capogruppo in Regione Raffaele Pisacane, i coordinatori regionale e provinciale Antonio Iannone a Marta Schifone. "Mafia sinistra", il titolo del sit-in con cui la destra accende i riflettori sui Comuni guidati al centrosinistra sciolti di recente per infiltrazioni: Castellammare, Torre Annunziata. E non ultimo il video di Ercolano. «La questione morale del Pd l'ha creata De Luca e il deluchismo», attacca Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri, coordinatore della direzione nazionale di Fdi e già candidato alla Regione per il centrodestra:

 

«Facciamo una manifestazione a Castellammare perché è una città simbolo della storia della camorra ma non certo perché sono accadute lì le cose più gravi in questo periodo. Molte ambiguità e opacità del Pd si sono create in epoca De Luca. Oggi dopo tutti gli scioglimenti dei Comuni non solo nel napoletano e casertano ma anche nel salernitano, la vicenda è divenuta conclamata e il Pd non può più nasconderlo. Sono convinto che il neo presidente Fico e il nuovo Pd sapranno prendere le distanze». Tra i dem però brucia una riflessione politica che rischia di aprire uno psicodramma interno: le presunte infiltrazioni che hanno coinvolto esponenti sostenuti dal Pd, si sono verificate dopo anni di commissariamento del partito in cui si sarebbe dovuto fare piazza pulita. È un fatto. Un commissariamento voluto dalla segretaria Elly Schlein. Con il commissario Antonio Misiani accusato in quel periodo di una linea troppo morbida dagli stessi fedelissimi in regione di Schlein. «Trasformare i territori in un palcoscenico contro la sinistra o il Pd - attacca la senatrice Valeria Valente del Pd, membro della commissione antimafia - non aiuta né la Campania né la lotta alla mafia: la criminalità non guarda il colore politico, si infiltra dove trova un sistema permeabile. Se vogliamo parlare di ombre giudiziarie, un sottosegretario alla Giustizia di questo governo si è dimesso per quote societarie condivise con la figlia di un uomo vicino a un clan di Roma, e un big di Forza Italia in Campania è indagato dalla magistratura europea. Non ne concludo che la destra è mafia, così come Castellammare e Torre Annunziata non dimostrano che lo sia la sinistra. Servono una battaglia comune e strumenti concreti per rendere le amministrazioni impermeabili: intervenire anche sul livello burocratico». C'è una proposta di legge ancora da depositare, a firma Marco Sarracino del Pd, che punta nei Comuni a "sospendere o destinare ad altro ufficio" dipendenti e dirigenti "collegati con la criminalità".

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