Scampia - In occasione dell’83° anniversario della caduta del fascismo, ANPI Napoli e la Rete Mediterraneo Antirazzista promuovono il tradizionale appuntamento nel ricordo della festa popolare organizzata dalla famiglia Cervi del 25 luglio 1943.
Sabato 25 luglio 2026 dalle 19.00 presso Chikù (Largo della Cittadinanza Attiva, Scampia) si celebra l’83° anniversario della caduta del fascismo con la Pastasciutta Antifascista a Scampia nel ricordo della storica festa popolare organizzata dalla Famiglia Cervi a Campegine (Reggio Emilia) il 25 luglio del 1943. ANPI Napoli e la Rete del Mediterraneo Antirazzista di Scampia promuovono l’iniziativa (che si svolgerà in centinaia di luoghi in Italia e all’estero) e organizzano, da Chikù, una serata ricca di contributi e testimonianze. Francesca Albanese, presenterà il suo ultimo libro dal titolo La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà (Rizzoli Editore). Ad arricchire la serata l’accompagnamento musicale di numerosi artisti tra i quali Daniele Sepe, Andrea Tartaglia, Massimo Mollo, Daniele Sanzone e Enzo Cangiano (A67), Francesca Mignogna, Frente Murguero Campano. Grande protagonista sarà la pastasciutta da mangiare insieme proprio come fecero i Fratelli Cervi con tutta la cittadinanza di Campegine 83 anni fa. Il ricavato della serata sarà devoluto a sostegno di Gaza.
Per gli organizzatori è un’occasione importante per stare insieme all’insegna del confronto e della riflessione su antifascismo, libertà, inclusione, uguaglianza e giustizia.
“Crediamo che in questo momento storico sia fondamentale riunirci intorno ad eventi come questo per contrastare una cultura della violenza, della guerra, del genocidio e della disumanizzazione che sta dilagando senza tregua, e che anche sui nostri territori colpisce minoranze, comunità rom, migranti, giovani. Costruiamo insieme e manteniamo vivi e attivi presidi di lotta, resistenza e riappropriazione dei diritti umani e di cittadinanza”, dicono da chi rom e…chi no. Per ANPI Napoli è anche l’occasione per “riflettere sulla Costituzione ancora non pienamente attuata e da tempo sotto attacco, attraverso tentativi manipolatori e stravolgenti. Oggi la questione più urgente è la nuova legge elettorale di dubbia costituzionalità e che, se approvata, determinerebbe conseguenze pesantissime per il futuro della democrazia italiana”.
Il libro di Francesca Albanese – Dopo la visita dello scorso gennaio, Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui diritti umani violati nel territorio palestinese occupato, torna a Scampia per parlare di Palestina e resistenza aprendo in modo evocativo la serata dedicata alla Pastasciutta Antifascista. Albanese presenterà il suo libro dal titolo "La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà" (Rizzoli Editore). E proprio nel volume racconta anche le persone e le storie che ha incontrato a Scampia tra cui l’associazione Chi rom e…chi no, il MOSS – Ecomuseo diffuso di Scampia e Mirella Pignataro, storica co-fondatrice del GRIDAS – Gruppo Risveglio dal Sonno. Per Francesca Albanese – voce capace di unire con autorevolezza la competenza giuridica e una rara passione umana – in questo tempo in cui il mondo sembra tragicamente diretto verso la disumanizzazione del più fragile e il dominio esclusivo del più forte, immaginarne il futuro “significa rifiutare che sia l’orrore ad avere l’ultima parola, e far sì che la civiltà sia un compito che ciascuno di noi può scegliere di fare proprio”. È da queste riflessioni che sono nati i verbi ai quali Albanese si appoggia in questo libro che ha lo slancio di un manifesto e il sentimento di un’opera d’amore: la Palestina offre al mondo uno spiraglio di luce che invita ad aprire gli occhi e agire.
Sognare, criticare, emanciparsi, resistere, nutrire, piangere, curare, danzare, ritornare diventano forme di una stessa pratica collettiva: azioni che tutti noi possiamo compiere per vivere nel presente secondo giustizia. Ogni verbo dà l’occasione per raccontare le persone straordinarie che lo hanno ispirato e per portarne i riverberi nel nostro quotidiano.
La Pastasciutta Antifascista - Il 25 luglio 1943 i Fratelli Cervi, partigiani e antifascisti, per festeggiare la destituzione e l’arresto di Benito Mussolini a seguito della riunione del Gran Consiglio del Fascismo, organizzarono una festa per la comunità di Campegine (Reggio Emilia). Un momento di pace dopo 21 anni di dittatura. Si procurarono la farina, presero a credito burro e formaggio dal caseificio e prepararono chili e chili di pasta. La caricarono su un carro e la portarono in piazza per distribuirla alla gente del paese. Ma la guerra non era certo finita e il nemico non era ancora stato sconfitto. Solo pochi mesi più tardi, il 28 dicembre 1943, i Sette Fratelli insieme a Quarto Camurri vennero catturati e fucilati dai fascisti a Reggio Emilia. Ma, pur consapevoli dei rischi che stavano correndo, quel giorno decisero comunque di festeggiare insieme ai propri concittadini, uniti nella speranza di un mondo libero e democratico. Ecco perché questa tradizione continua ancora oggi, e i fratelli Cervi sono diventati simbolo di antifascismo, pace e convivialità contro ogni ingiustizia.

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