Vico Equense - La sanità negata, i ritardi della politica e la battaglia per una città che non lasci indietro nessuno. Questa mattina, tra i banchi del pubblico del Consiglio Comunale di Vico Equense, c'era anche il cittadino e attivista Salvatore Buonocore (foto). Un'attesa solitaria in un'aula partita con un'ora di ritardo, per assistere a una seduta che ha visto il rinvio a settembre del dibattito sul futuro dell'Ospedale e del Pronto Soccorso, e che si è accesa sul tema della disabilità e delle spiagge inclusive dopo la denuncia di un caso sollevato dalla minoranza. Deluso dalle ripicche della politica locale ma fermo nei suoi valori, Buonocore lancia un appello forte e deciso che richiama tutti al dovere della legalità e della solidarietà, ispirandosi al cammino degli ultimi di Don Oreste Benzi. Lo abbiamo intervistato. Questa mattina lei ha partecipato al Consiglio Comunale tra i banchi del pubblico. Che segnale dà una politica che va in vacanza rinviando a settembre l'emergenza Ospedale e Pronto Soccorso? «Voglio lanciare un messaggio di forte richiamo alla responsabilità. Aspettavo che qualcuno rispondesse al mio appello per indire un consiglio comunale tematico su una questione gravissima come quella della sanità locale, ma ho trovato il vuoto. Questa mattina mi sono recato sul posto per le 9:30, ma i lavori sono iniziati solo alle 10:30. Ho salutato le istituzioni e per molto tempo sono rimasto da solo, tanto da chiedermi se non avessi sbagliato luogo. Successivamente la consigliera di minoranza Esposito mi ha spiegato che l’argomento sanità verrà ripreso a settembre, sia per la pausa estiva sia per rivedere i vecchi atti burocratici su questa grave vicenda. Mentre la politica locale si perde in ripicche continue, che mostrano solo la fragilità dell'attuale scenario, io ribadisco un concetto chiaro: su temi così vitali non si va in vacanza.»
Durante la seduta, il consigliere di minoranza Maurizio Cinque ha denunciato l’episodio di un disabile a cui è stato chiesto di esibire i documenti della Legge 104 in spiaggia. Lei è intervenuto con forza: perché ritiene che ridurre il dibattito a un singolo, seppur grave, episodio sia riduttivo per Vico Equense? «Sono intervenuto in maniera forte e decisa perché un singolo fatto, per quanto spiacevole, non descrive l'intera gravità della situazione che avevo già sollevato nel mio appello per una spiaggia più inclusiva. Ridurre questo argomento a semplici "quisquilie" o a un caso isolato non serve a nessuno. A Vico Equense ci sono tantissime famiglie con figli disabili, insieme a molti anziani che affollano le nostre coste, che aspettano risposte concrete e strutturali. Non parliamo di favori, ma di diritti e di rispetto delle regole: è arrivato il momento per tutti di fare i conti con la legalità e di garantire un accesso dignitoso e universale al nostro mare.» Per sintetizzare la sua azione e la sua presenza oggi tra i banchi del pubblico, lei ha citato Don Oreste Benzi e il suo storico insegnamento: "Bisogna stare al passo degli ultimi". Chi sono gli ultimi, oggi, a Vico Equense e quale sarà il suo prossimo passo? «L'insegnamento del "prete dalla tonaca sporca" è la mia bussola. In questo preciso momento storico, gli "ultimi" a Vico Equense sono l'ospedale smantellato, il pronto soccorso negato, i disabili che chiedono una spiaggia davvero inclusiva e una città che deve abbattere una volta per tutte le sue barriere architettoniche. Essere stato questa mattina tra i banchi del pubblico, a seguire i lavori del consiglio, è la dimostrazione che i cittadini non intendono voltarsi dall'altra parte. La nostra comunità merita una politica che cammini al passo di chi ha più bisogno, e io continuerò a vigilare e a far sentire la mia voce affinché queste priorità non vengano dimenticate sotto l'ombrellone.»

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