Vico Equense - Dopo Marco Travaglio, sulla terrazza delle “Axidie” venerdì 11 luglio alle 21 tocca ad Oliviero La Stella. Editorialista del Messaggero, per il quale si occupa di società e cultura. Presenterà il suo ultimo romanzo dal titolo Mira. Si tratta del secondo lavoro di questo autore che aveva già pubblicato sempre con Fazi, Lo spiaggiatore vincitore del Premio Berto nel 2003. Questa volta La Stella affronta il tema quanto mai attuale della prostituzione legata agli affari che stanno dietro il ben più caldo fenomeno dell’immigrazione clandestina. Ma non si tratta dell’ennesimo pseudo saggio sociologico che pretende di fornire analisi pronte per l’uso, bensì di un romanzo che sfrutta i toni del realismo, inevitabili per la formazione giornalistica dell’autore, per raccontare la storia di esistenze comuni che si consumano nella routine delle piccole tragedie quotidiane. Mira è una ragazza albanese, arrivata in Italia con la promessa di un futuro migliore lontano dalla povertà della sua terra. Ma come tante ragazze finisce per strada, costretta a prostituirsi e affrontando la vita con la durezza alla quale la sua stessa sorte la costringe. Il suo destino si incrocerà con quello di Auro Baciocchi, imprenditore del mobile e proprietario del megastore Mobil Land nella periferia romana. Anche Baciocchi vive la sua personale tragedia quotidiana, diviso tra gli affari che non vanno bene e un matrimonio algido e senz’amore con il quale giustifica i suoi continui tradimenti. Due esistenze in crisi che servono a La Stella per narrare i dolori e le frustrazioni che segnano il quotidiano quanti si trascinano in una realtà dura e spesso soffocante. Il tutto è affrontato senza la pretesa dello scavo psicologico o della ricerca delle ragioni intime dei personaggi, ma con il linguaggio rappresentativo di chi è abituato a vedere i fatti e a raccontarli così come appaiono. Questo romanzo dunque, nonostante sia il frutto di numerosi viaggi in Albania, non ha l’intento di offrire spiegazioni o analisi di un fenomeno fastidioso come quello della prostituzione ma è soprattutto un tentativo di vincere i numerosi pregiudizi, il perbenismo e l’ipocrisia del nostro modo di guardare gli altri.
mercoledì 9 luglio 2008
“Libri sotto le stelle”
Vico Equense - Dopo Marco Travaglio, sulla terrazza delle “Axidie” venerdì 11 luglio alle 21 tocca ad Oliviero La Stella. Editorialista del Messaggero, per il quale si occupa di società e cultura. Presenterà il suo ultimo romanzo dal titolo Mira. Si tratta del secondo lavoro di questo autore che aveva già pubblicato sempre con Fazi, Lo spiaggiatore vincitore del Premio Berto nel 2003. Questa volta La Stella affronta il tema quanto mai attuale della prostituzione legata agli affari che stanno dietro il ben più caldo fenomeno dell’immigrazione clandestina. Ma non si tratta dell’ennesimo pseudo saggio sociologico che pretende di fornire analisi pronte per l’uso, bensì di un romanzo che sfrutta i toni del realismo, inevitabili per la formazione giornalistica dell’autore, per raccontare la storia di esistenze comuni che si consumano nella routine delle piccole tragedie quotidiane. Mira è una ragazza albanese, arrivata in Italia con la promessa di un futuro migliore lontano dalla povertà della sua terra. Ma come tante ragazze finisce per strada, costretta a prostituirsi e affrontando la vita con la durezza alla quale la sua stessa sorte la costringe. Il suo destino si incrocerà con quello di Auro Baciocchi, imprenditore del mobile e proprietario del megastore Mobil Land nella periferia romana. Anche Baciocchi vive la sua personale tragedia quotidiana, diviso tra gli affari che non vanno bene e un matrimonio algido e senz’amore con il quale giustifica i suoi continui tradimenti. Due esistenze in crisi che servono a La Stella per narrare i dolori e le frustrazioni che segnano il quotidiano quanti si trascinano in una realtà dura e spesso soffocante. Il tutto è affrontato senza la pretesa dello scavo psicologico o della ricerca delle ragioni intime dei personaggi, ma con il linguaggio rappresentativo di chi è abituato a vedere i fatti e a raccontarli così come appaiono. Questo romanzo dunque, nonostante sia il frutto di numerosi viaggi in Albania, non ha l’intento di offrire spiegazioni o analisi di un fenomeno fastidioso come quello della prostituzione ma è soprattutto un tentativo di vincere i numerosi pregiudizi, il perbenismo e l’ipocrisia del nostro modo di guardare gli altri.
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