lunedì 9 febbraio 2009

Nello Formisano: «non si va con il Pd»

Provincia di Napoli - Mentre il coordinatore regionale di Italia dei Valori, Nello Formisano, detta le condizioni per le provinciali di giugno dicendo che non vede attualmente le condizioni perchè il partito si coalizzi con il Pd, almeno al primo turno, l’assessore a Palazzo Matteotti, Aniello Lauri, ricorda ai suoi ex compagni di partito che hanno deciso di mollare Dino Di Palma, presidente uscente, violando non solo il patto con gli elettori ma dopo aver «esercitato forti pressioni sul Pd e sul presidente Di Palma per avere un assessorato». Per cinque mesi, ha ricordato Lauri Idv mise in atto una campagna a tappeto e ramificata per ottenere uno scranno decisionale, «mentre oggi decide di rompere con lo stesso Pd solo per una questione di interessi di bottega. Non basta avere il certificato penale pulito: per essere un buon amministratore occorre che i propri comportamenti siano sempre virtuosi. Ma, evidentemente, non in Campania» ha concluso Lauri. Accuse poco velate non raccolte da Formisano che ieri, invece, ha ribadito quanto deciso in un vertice del 6 febbraio scorso, durante il quale è stato esaminato lo stato del percorso politico che deve portare alla presentazione della mozione di sfiducia alla Iervolino e a Bassolino. «Ringrazio tutti gli uomini e le donne di IdV che hanno lasciato i posti di responsabilità, di governo e gli assessorati che ricoprivano a Napoli in Comune, Provincia e Regione - ha detto Formisano - ribadendo l'esclusione dal partito di tutte le persone che non si siano ritrovate con quanto indicato dall'esecutivo regionale e nazionale». Insomma la questione morale come perno. Un argomento anche per Lauri di primaria importanza. «La questione morale dell'Italia dei Valori in Campania è grande come un macigno, ma il partito ha ritenuto di non dover spiegare ai cittadini i comportamenti opachi di alcuni suoi rappresentanti. Alla luce di questa irresponsabilità politica, sono io per primo a voler prendere le distanze da un partito che in Campania ha subito una profonda mutazione genetica». (Valeria Belloccio il Roma)

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