Vico Equense - La scaramanzia di Giosuè De Simone è tipicamente partenopea anche se la soddisfazione per il riconoscimento europeo, frutto di un impegno pluriennale partito nel 2002, traspare chiaramente dal suo volto. De Simone nel 2002 guidò il comitato promotore per il riconoscimento del marchio dop, ottenuto nel gennaio 2005 livello nazionale, e due mesi fa è stato rieletto presidente del Consorzio del Provolone del monaco Dop, organismo la cui nuova sede di Seiano sta diventando del tutto operativa: «Aspettiamo che il decreto sia pubblicato sulla gazzetta della Comunità europea, dovrebbe essere questione di pochissimi giorni. Certo vedere tutelato a livello comunitario il nostro prodotto sarebbe un sogno che si realizza». Usa ancora il condizionale il presidente del Consorzio che abbraccia tredici comuni della costiera e dei Monti Lattari e di cui fanno parte quattordici caseifici ed un’ottantina di allevatori. «Tra poco perfezioneremo l’adesione di un caseificio di Pimonte che segue a non molta distanza quelle di altre ditta di Vico Equense e di Sorrento. Così saremo presenti nella fase di trasformazione del latte in sette dei comuni che ricadono nell’area di tutela». A De Simone si deve l’organizzazione del Gran Gala del Provolone del monaco Dop che a dicembre per la sua terza edizione ha assunto la formula della manifestazione itinerante, dopo essersi svolta per le prima volta a Vico Equense. «La città equana produce gran parte dei nostri formaggi marchiati, anche se si sta affermando una mentalità comprensoriale che deve unire – continua De Simone – non solo le diverse realtà locali, ma anche le varie branchie della filiera produttiva a salvaguardia della qualità del prodotto e di una commercializzazione garantita e tutelata dalla legge». (um. ce. il Mattino)
giovedì 11 febbraio 2010
"A breve sette comuni nel Consorzio"
Vico Equense - La scaramanzia di Giosuè De Simone è tipicamente partenopea anche se la soddisfazione per il riconoscimento europeo, frutto di un impegno pluriennale partito nel 2002, traspare chiaramente dal suo volto. De Simone nel 2002 guidò il comitato promotore per il riconoscimento del marchio dop, ottenuto nel gennaio 2005 livello nazionale, e due mesi fa è stato rieletto presidente del Consorzio del Provolone del monaco Dop, organismo la cui nuova sede di Seiano sta diventando del tutto operativa: «Aspettiamo che il decreto sia pubblicato sulla gazzetta della Comunità europea, dovrebbe essere questione di pochissimi giorni. Certo vedere tutelato a livello comunitario il nostro prodotto sarebbe un sogno che si realizza». Usa ancora il condizionale il presidente del Consorzio che abbraccia tredici comuni della costiera e dei Monti Lattari e di cui fanno parte quattordici caseifici ed un’ottantina di allevatori. «Tra poco perfezioneremo l’adesione di un caseificio di Pimonte che segue a non molta distanza quelle di altre ditta di Vico Equense e di Sorrento. Così saremo presenti nella fase di trasformazione del latte in sette dei comuni che ricadono nell’area di tutela». A De Simone si deve l’organizzazione del Gran Gala del Provolone del monaco Dop che a dicembre per la sua terza edizione ha assunto la formula della manifestazione itinerante, dopo essersi svolta per le prima volta a Vico Equense. «La città equana produce gran parte dei nostri formaggi marchiati, anche se si sta affermando una mentalità comprensoriale che deve unire – continua De Simone – non solo le diverse realtà locali, ma anche le varie branchie della filiera produttiva a salvaguardia della qualità del prodotto e di una commercializzazione garantita e tutelata dalla legge». (um. ce. il Mattino)
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