sabato 6 febbraio 2010

“Più donne per la Campania”

Vico Equense - Entusiasmi tiepidi e i timori di chi avverte di percorrere un sentiero in salita, alla kermesse degli Stati generali delle Pari opportunità nella sala del Centro Congressi Federico II, a via Partenope. Al tavolo dei relatori la Presidente della Commissione Pari Opportunità Fiorella Girace e le vicepresidenti Rosellina Russo e Marianna Pirozzi, l’assessore alle Pari Opportunità Alfonsina De Felice e la consigliera regionale Antonella Cammardella, Fulvio Pastore, docente di Diritto Costituzionale dell’Università di Cassino. Modera Maria Chiara Aulisio del Mattino. In sala Benedetta Castelli Vicepresidente ANDE, Donatina Persichetti Coordinatrice nazionale Conferenza Pari opportunità e molte donne campane impegnate a vari livelli in diversi partiti tra cui Angela Cortese e Maria Grazia Pagano e nel volontariato. Numeroso il gruppo della penisola Sorrentina. La Presidente Girace, nella sua relazione introduttiva ai lavori e conclusiva di un lungo percorso che ha permesso alla regione Campania di avere una legge elettorale che stabilisce il 35% di donne in tutte le liste per l’elezione del Consiglio regionale, esprime soddisfazione, quando afferma: - Abbiamo sempre pensato di renderci utili, aldilà delle nostre persone, perché sentivamo il dovere di lasciare alle donne della nostra regione cose concrete. Abbiamo seminato nelle scuole, con i corsi di formazione politica per le donne, nella sanità, nell’agricoltura, con lavoratrici e disoccupate. Abbiamo stabilito contatti e scambi di opinioni con le donne della Spagna. La volontà di essere unite tra donne ci ha fatto lavorare insieme oltre le differenze dei nostri partiti alla ricerca della soluzione più giusta, perché le riforme camminano sulle gambe degli uomini e delle donne. Ora chiediamo ai candidati presidenti della regione di consentire che, nelle prossime elezioni, vengano elette almeno otto donne, soglia al di sotto della quale non è possibile scendere. Le altre regioni guardano alla Campania, che è un “laboratorio per le donne”-. Interessante il passaggio della Pirozzi “ le Pari opportunità sono superate solo quando certi gap sono realmente superati”, e della Russo che ha evidenziato che le difficoltà interne degli inizi sono svanite quando è stato chiaro a tutte che la cooperazione tra donne era condizione necessaria. L’assessore Alfonsina De Felice ha ribadito che la scarsa rappresentanza femminile in Campania era ed è sotto gli occhi di tutti. La Campania avrebbe potuto fare come la Toscana dove, previe elezioni primarie, si presentano liste bloccate per favorire la presenza femminile in consiglio regionale. Ma qui si è scelta la doppia preferenza, cosa che la Corte Costituzionale ha enfatizzato nel suo giudizio motivato sulla costituzionalità della legge. La De Felice esprime anche il timore che le donne possano “essere a carico” di uomini in abbinamenti imposti all’elettore, che deve essere attento nella scelta della candidata da votare. Valga un criterio equo, meritocratico, non dinastico nelle liste. Il costituzionalista Fulvio Pastore, che ha seguito i lavori della Commissione, afferma che la legge regionale premia la meritocrazia, perché c’è il voto di preferenza. La consigliera Cammardella sottolinea l’importanza della doppia preferenza uomo/donna e della divisione al 50% degli spazi pubblicitari contenuta nel dispositivo. Dagli interventi di tutti è emerso che il successo della legge dipende dalla convinzione delle donne di votare le donne e dalla consapevolezza, forse in molti contesti politici non ancora diffusa, che in lista vadano persone capaci, meno mogli e figlie, meno segretarie e veline o anche ministre come la Carfagna (Ma non è alle Pari Opportunita?!) che si prestano a farsi votare in regioni dove semmai lasceranno il posto in consiglio a un altro. Anche queste considerazioni tra le opinioni della sala. (di Claudia Scaramellino delegata all'assemblea nazionale del Pd)

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