Sostenuti dai consiglieri di minoranza, gli imprenditori all’attacco
«In inverno non produciamo rifiuti quindi non dovremmo pagare» Fonte: Salvatore Dare da Metropolis
Vico Equense - Un sos accorato, rivolto all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gennaro Cinque. Perché la Tarsu - la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani - ha raggiunto livelli alti e nell’ambito di quest’annosa crisi del settore turistico c’è bisogno di un provvedimento che dia respiro alle casse degli operatori. Da qui, nasce la proposta di diversi albergatori di Vico Equense che hanno richiesto ufficialmente al sindaco di rivedere al ribasso la tariffa. Magari con una riduzione del 50 percento. Una battaglia, quella dei protagonisti del settore, condivisa al meglio dai consiglieri comunali di opposizione che, in un comunicato stampa, hanno sfruttato l’occasione per riaprire l’argomento Tarsu: «La più alta nella penisola sorrentina» puntualizzano dalle colonne del sito ufficiale del gruppo «In Movimento per Vico». «Il calcolo della Tarsu per le nostre strutture è sproporzionato rispetto all’effettivo uso delle strutture che nel nostro Comune sono limitate a sei mesi all’anno - si legge nella lettera trasmessa dai firmatari ai vertici dell’amministrazione comunale -, inoltre, anche la loro occupazione è ben lontana da quella piena dei sei mesi sulla quale andrebbe calcolata la tassa. Risulta quindi impensabile eseguire una semplice moltiplicazione come per tutti gli altri immobili il cui uso è prolungato e continuo». Questo è il punto su cui scommettono gli albergatori. Un particolare che potrebbe dunque fare la differenza nell’ottica di rivedere al ribasso l’impatto della Tarsu sugli incassi ottenuti durante la stagione turistica.
I consiglieri comunali di minoranza - Aldo Starace, Natale Maresca e Claudia Scaramellino - intendono sostenere al meglio la battaglia degli operatori turistici e con un comunicato stampa fanno piena chiarezza sui prossimi passi da fare anche in chiave politica. «Alle problemi derivanti dalla crisi si aggiungono quelli provocati da una pressione fiscale e eccessiva - si legge in premessa nel documento dei consiglieri di minoranza -. Queste difficoltà mettono a rischio decine di posti di lavoro e la prosecuzione dell’attività ricettiva esercitata in maniera brillante e professionale dalla aziende di Vico Equense nel solco di una tradizione di eccellenza. Ad esempio, la Tarsu a carico delle aziende del settore a Vico Equense sono più alte di quelle degli altri Comuni della penisola sorrentina. Eppure, quando si è dovuta imporre la tassa di soggiorno la nostra amministrazione comunale concordò le tariffe con gli altri Comuni della penisola sorrentina in nome di una solidarietà territoriale e, in conseguenza di ciò, le tariffe di quella tassa imposta a Vico Equense furono più elevate di quanto si sarebbe potuto. Ciò non è accaduto per la Tarsu che, come abbiamo detto più volte, a causa delle scelte scellerate di questa amministrazione comunale a Vico Equense in pochi anni è salita vertiginosamente anche per le famiglie». Una premessa che apre poi all’argomento sostenuto dagli albergatori: «In questi giorni gli operatori alberghieri hanno presentato un’istanza per la riduzione della Tarsu tenendo conto della parziale occupazione delle strutture che, per la maggior parte, hanno una attività di tipo stagionale. In sostanza a loro viene chiesto di pagare la tassa dei rifiuti anche in quei mesi in cui non producono rifiuti perché le strutture sono chiuse o perché sono occupate solo parzialmente. E’ una richiesta sacrosanta per la quale ci sono risorse disponibili. Infatti, la legge impone al Comune di chiedere ai propri cittadini, attraverso la Tarsu, il 100% dei costi della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Il nostro Comune invece ha imposto una tassa che copre il 104% dei costi. Quelle risorse aggiuntive possono essere destinate a venire incontro alle giuste richieste degli operatori del settore turistico, dando una maggiore tranquillità agli imprenditori ed ai loro dipendenti» Adesso la parola dovrebbe passare al sindaco Gennaro Cinque. Chissà che la questione possa a breve sbarcare anche in consiglio comunale
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