Vertice sulla sicurezza Eav, raid e degrado ora treni sotto scorta
Fonte: Francesco Gravetti da Il Mattino
Sono passate da poco le 14 quando il presidente dell'Eav lascia la questura di Napoli dopo il summit con polizia, carabinieri e finanza sulla sicurezza nei treni della Circumvesuviana, ma anche della Sepsa e di Metrocampania. De Gregorio parla subito di «incontro proficuo», ma evidenzia anche tutte le difficoltà che vive l'azienda nell'arginare i continui episodi di violenza senza avere ne fondi, ne personale. E infatti tre ore dopo, intorno alle 17, i carabinieri sono costretti ad intervenire a Saviano, lungo la linea Napoli - Nola - Baiano, per fermare un malintenzionato che voleva picchiare il capotreno. Motivo: al terminal di porta Nolana gli aveva chiesto di far entrare la sua bicicletta da una porta meno affollata, mentre a Marigliano lo stesso capotreno non aveva battuto ciglio quando in due erano saliti sul treno con la bici. Parole grosse e qualche spintone, poi l'arrivo delle forze dell'ordine, che hanno identificato l'uomo e fermato la sua assurda violenza. L'episodio ingrossa la lunghissima lista delle aggressioni che avvengono sui treni e nelle stazioni dell'Eav ed in particolare della Circumvesuviana: una al giorno, secondo una statistica fornita dalla stessa azienda.
Colpiti i dipendenti e i passeggeri, nel mirino di ladri, scippatori ma anche di balordi e attaccabrighe. Casi limite, come quel capotreno che fu preso a sprangate da un gruppo di minorenni alla stazione di Baiano e finì in ospedale, e quotidiane prevaricazioni, come quelle di chi vuole a tutti i costì fumare nei vagoni, benché sia vietato. Per tentare di arginare il fenomeno, il questore di Napoli Guido Marino ha convocato i vertici dell'Eav e li ha fatto discutere con quelli dell'Arma dei Carabinieri e i rappresentanti della Guardia di Finanza. Forze dell'ordine e dirigenti hanno fatto il punto della situazione. Carabinieri, poliziotti e finanzieri hanno ribadito la loro disponibilità e De Gregorio ha rilanciato la sua richiesta: presenza delle forze dell'ordine su alcun treni particolari, nelle ore serali, in tratte particolarmente difficili. Ne è uscito un elenco di interventi possibili, che dovrebbero partire già dalle prossime ore: verifiche a campione nelle stazioni interessate dalle tratte a rischio, anche nelle ore serali; maggiori controlli alle stazioni; particolare attenzione nelle stazioni di San Giovanni, Barra, piazza Garibaldi; maggiore presidio nel piazzale di Porta Nolana nella fascia oraria mattutina (dalle alle 10,30) e serale; unità cinofile in azione; maggiore coordinamento tra servizi di vigilanza interni e forze dell'ordine. Insomma, è emersa la volontà di invertire la rotta, prima che la fuga dai treni da parte dei cittadini aumenti ancora di più, per paura e scarsa fiducia. Umberto DeGregorio, impegnato dal suo insediamento a risanare i conti dell'azienda, ne fa anche una questione economica: «Abbiamo evidenziato come i servizi di vigilanza interni dell'Eav si sono ridotti di circa il 70 per cento negli ultimi quattro anni, a causa della nota crisi finanziaria che investe la società, soggetta ad un piano governativo di efficientamento. I fenomeni di criminalità, parallelamente, sono cresciuti in modo esponenziale, in particolare nel 2015 ed anche nei primi mesi del 2016». L'Eav, da sola, non ce la fa: allo stato attuale dispone di circa 3500 ore mensili per i servizi di vigilanza, per Ã80 per cento destinati a difesa del patrimonio aziendale nelle ore notturne (officine, depositi, stazioni). Spesso a controllare i treni c'è una sola guardia giurata, alle prese con 6 linee e più di 90 stazioni soltanto in Circumvesuviana. Un aiuto sarebbe provvidenziale, ma anche le forze dell'ordine fanno notare che la loro coperta è corta: «Le forze dell'ordine non possono sopperire a tutto e non sempre la violenza parte da una scarsa sorveglianza dei luoghi», dice Giulio Catuogno del sindacato di polizia Coisp. E anche lui sottolinea il continuo slittamento della firma del protocollo d'intesa che avrebbe consentito ai militari di viaggiare gratis a patto che salissero sui treni in uniforme: «Considerata la cronica carenza di parcheggi, le forze dell'ordine sarebbero ben liete di poter fruire dei mezzi pubblici ed essere, contemporaneamente, un deterrente per la piccola delinquenza».

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