mercoledì 10 marzo 2021

Faito/2. Via Quisisana: Tra due anni sarà percorribile

Castellammare di Stabia - Per dicembre del 2023, se non ci sono intoppi, la cima al monte Faito potrà essere raggiunta utilizzando anche via Quisisana. Il vecchio camminamento, che parte da Castellammare di Stabia, sarà recuperato e messo in sicurezza. Una strada di 7 km chiusa al transito e devastata da decenni di incuria e abbandono. Adesso, però, ci sono delle novità. E’ stato, infatti, sbloccato un finanziamento di oltre 10 milioni di euro. Nei giorni scorsi il Comune di Castellammare di Stabia ha aggiudicato la gara per le indagini geognostiche, geofisiche e i rilievi topografici, che sono propedeutiche alla definizione del progetto esecutivo finalizzato ad eliminare il rischio idrogeologico. Antonio Malafronte, direttore dell’Ente Parco dei monti Lattari, è il responsabile unico del procedimento. “Devo ringraziare il presidente dell'Ente Parco Tristano Dello Joio e il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino che hanno lavorato in sinergia per riprendere in mano questo progetto che ha trovato tanti ostacoli negli ultimi vent'anni - racconta Malafronte al quotidiano Metropolis -. Capisco che fin quando non si vedono le opere realizzate si fatica a crederci, ma superare la parte burocratica è forse la cosa più complicata e per questo possiamo parlare di un passo avanti decisivo. Adesso è solo una questione tecnica, bisogna progettare e far partire la gara per i lavori. Entro fine anno sarà pubblicato il bando.”

 

Con l’intervento finanziato verranno risolte le problematiche correlate alla particolare situazione idrogeologica dalla strada in località Madonna della Libera e di quella borbonica Quisisana-Faito, che attraversa tutto il versante dalla zona pedemontana. Lungo questa strada, realizzata anch’essa in epoca borbonica, sono presenti numerosi attraversamenti degli alvei con opere idrauliche non mantenute, la cui occlusione provoca ruscellamenti selvaggi delle acque meteoriche, che contribuiscono a generare fenomeni franosi diffusi della coltre detritica presente lungo i versanti del Faito. Nell'ambito del progetto, tra l'altro, si prevedono interventi di manutenzione ordinaria sui tratti tombati, atti a migliorare l'esercizio idraulico degli stessi, che risulta attualmente compromesso dallo stato di ostruzione. Con l'eliminazione del rischio idrogeologico si potrà riaprire anche la strada che da Castellammare consente di raggiungere il Faito. “Per la progettazione occorreranno tre mesi e saranno definiti anche i termini di realizzazione dell'intervento, che presumibilmente dovrebbero essere di 12-16 mesi” conclude Malafronte.

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