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lunedì 3 novembre 2014

Torre del Greco. Nuova accelerata per la costituzione dell'Ato rifiuti

Ciro Borriello
Convocati per martedì 11 i sindaci dei comuni che devono formare l'ente d'ambito

Il sindaco Ciro Borriello dà una nuova accelerata in merito alla costituzione dell'Ato rifiuti. Il primo cittadino di Torre del Greco ha infatti convocato per martedì 11 novembre i colleghi delle altre 58 città chiamate a fare parte dell'ente d'ambito che dal primo gennaio 2015 dovrà occuparsi della gestione della raccolta e dello smaltimento della spazzatura. Una convocazione che segue la lettera inviata lo scorso 13 ottobre con la quale Ciro Borriello aveva provato a fugare le residue perplessità di quegli enti che ancora non hanno provveduto a sottoscrivere la convenzione, indispensabile punto di partenza dell'Ato 3 dei rifiuti: "Bisogna rendersi conto - il concetto espresso all'epoca dal sindaco di Torre del Greco - che con la costituzione dell'Ato Napoli 3, i Comuni diventeranno finalmente protagonisti in un settore nevralgico quale è quello dei rifiuti". Per questo motivo il sindaco, all'indomani del terzo incontro svoltosi a palazzo Baronale in meno di tre mesi, aveva deciso di invitare i colleghi che ancora non l'avevano fatto, a firmare la convenzione: "Strumento propedeutico alla costituzione dell'ente d'ambito - afferma Ciro Borriello - che mette assieme 59 città che hanno mostrato una buona attenzione alla raccolta differenziata, con una media del 45% e con picchi del 65-70%". Con questa missiva, e sulla scorta di quanto emerso nel corso dell'ultimo dibattito, il primo cittadino aveva così deciso di rompere gli indugi per sbloccare la situazione legata alla convenzione (ratificata lo scorso 13 maggio da ventuno enti locali). Alla firma mancano ancora i Comuni di Agerola, Boscotrecase, Brusciano, Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Casola di Napoli, Castello di Cisterna, Cicciano, Cimitile, Lettere, Liveri, Mariglianella, Massa di Somma, Massalubrense, Meta di Sorrento, Nola, Ottaviano, Palma Campania, Piano di Sorrento, Pimonte, Pomigliano d'Arco, Pompei, Portici, Roccarainola, San Gennaro Vesuviano, San Paolo Belsito, San Vitaliano, Santa Maria la Carità, Sant'Agnello, Saviano, Scisciano, Sorrento, Terzigno, Vico Equense e Visciano:
 

mercoledì 13 agosto 2008

L’affaire acqua

E’ stata presentata al ministro dell’interno, al ministro dell’ambiente e a quello dei rapporti con le regioni un’interrogazione parlamentare dal deputato forzista Gioacchino Alfano. Oggetto dell’interrogazione, i rapporti tra ATO, Gori e cittadini: insomma l’affaire acqua. Nell’interrogazione, viene ricostruita di fatto la storia della gestione del ciclo integrato delle acque: tutto comincia il 5 gennaio 1994, quando la legge n.36 istituì gli ATO (ambiti territoriali ottimali) ai quali affidare la gestione delle risorse idriche. Il passo successivo avviene, a Palazzo Santa Lucia, con la legge regionale 14 del 21 maggio 1997: con tale strumento normativo venivano individuati, per la Regione Campania, quattro ATO ed in particolare l’area nolano-vesuviana veniva affidato all’ATO 3 Sarnese-Vesuviano. Per aderire all’ambito bisogna necessariamente approvarne lo statuto in consiglio comunale: eppure, denuncia l’interrogazione di Alfano, nell’ATO 3 molti comuni non hanno aderito in alcun modo al consorzio obbligatorio. In alcuni dei comuni che non hanno aderito, poi, la gestione delle risorse idriche è stata affidata alla GORI s.p.a. "senza - precisa il parlamentare - un legittimo affidamento ad opera del consiglio comunale organo competente ex lege". "L’interrogante- continua Alfano- con una lettera inviata al Garante per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha chiesto l’apertura di un procedimento istruttorio volto ad accertare l’eventuale inosservanza della normativa per l’affidamento del servizio idrico integrato nell’ambito dell’ATO 3 Sarnese-Vesuviano ove le Autorità d’Ambito hanno disposto lo stesso in favore di una società non completamente pubblica quale la GORI s.p.a., nonché, nell’ambito di tale procedimento istruttorio, di avviare un puntuale ed immediato accertamento circa l’eventuale inosservanza della normativa per l’affidamento del servizio idrico integrato da parte dei comuni dell’ATO 3 Sarnese-Vesuviano alla GORI s.p.a". Tale provvedimento, allo stato, è ancora aperto. Nell’interrogazione, inoltre, si fa presente che nei comuni serviti dalla GORI (il cui acronimo sta per gestione ottimale risorse idriche), i cittadini (su iniziativa dei comitati di lotta per l’acqua pubblica) hanno stilato e siglato petizioni popolari inviate al prefetto di Napoli ed alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata: l’obiettivo era richiedere immediati interventi per porre fine alle illegittimità riscontrate. "Nello specifico- spiega Alfano- nella vicenda si adombravano anche delle responsabilità penali in quanto non essendo legittimo l’affidamento dalla GORI s.p.a. non poteva, assolutamente incamerare, come invece ha fatto, le somme versate dai cittadini ignari". Sulla scorta di questo, il parlamentare forzista ha chiesto un intervento diretto dei ministeri: in particolare, al ministero dell’interno e a quello dei rapporti delle regioni di indagare sulle petizioni presentate a Prefettura e Procura; mentre il ministero dell’ambiente dovrà verificare quanti e quali comuni non hanno aderito al consorzio obbligatorio e quindi legalmente non hanno legami con GORI. (Mariangela Barretta da il Mediano.it)

venerdì 14 novembre 2014

Ato 3 e Gori, riunione dei Comuni della penisola sorrentina

Sorrento - Si è svolta stamani presso il Comune di Sorrento, una riunione tra i rappresentanti dei Comuni della penisola sorrentina, per discutere delle problematiche relative alla Gori e all’Ato 3 Campania. All’incontro hanno preso parte Liberato Staiano per Massa Lubrense, Giuseppe Gargiulo per Sant’Agnello, Salvatore Cappiello per Piano di Sorrento e Raffaele Russo per Meta, oltre al sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo. Nel corso dell’incontro è stato stabilito di proseguire sulla strada della soluzione del nodo delle bollette Gori - riguardanti i conguagli tariffari precedenti l’anno 2012 - in occasione del prossimo incontro che si terrà con il commissario straordinario dell’Ato 3, Carlo Sarro. “In quella sede - spiega Cuomo - in qualità di delegato delle amministrazioni comunali dell’area, verificherò la possibilità di individuare ogni soluzione favorevole per i nostri cittadini. Sul fronte dell’Ato rifiuti, attenderemo invece l’esito dei lavori del tavolo tecnico in corso a Portici, ma precisiamo che, laddove non venissero recepite le proposte di modifica allo schema di convenzione proposto per la costituzione della stessa Ato, la posizione comune sarà quella di totale intransigenza. Anche se questa dovesse comportare eventuali provvedimenti di commissariamento”. In prospettiva futura, i delegati dei Comuni hanno preso l’impegno a verificare la disponibilità di aree, sui territori di rispettiva competenza, dove realizzare un impianto comprensoriale.

lunedì 8 ottobre 2007

Emergenza rifiuti


ATO (ambiente territoriale ottimale), uno degli ultimi regali del governo Berlusconi. Alle Regioni è affidata la disciplina delle autorità d’ambito per la gestione rifiuti: ogni Provincia dovrà avere un suo ATO per l’organizzazione della raccolta. In questo momento sono presenti nella provincia di Napoli ben 18 consorzi con 2316 dipendenti. Decisamente troppi. Come avverrà questo passaggio agli Ato? Quanti crearne? Uno, due, mille? I Sindaci del centrodestra ne vorrebbero almeno 4, anche perché in questo modo ci sarebbero molte più poltrone da spartire. Il centrosinistra invece punta a costituirne uno solo. Del resto a norma di statuto ogni Sindaco ha un voto all’interno del consorzio e ogni Comune ha un voto in più ogni 10.000 abitanti. In questo modo il Comune di Napoli avrebbe il totale controllo della macchina organizzativa. Ci sono però situazioni ancor più complesse come quella del Comune di Torre del Greco in cui l’insolita maggioranza fatta di destra, sinistra e centro ovviamente ha non pochi problemi a raggiungere un accordo già sulle linee da seguire. Questi dunque i presupposti per il vertice tenutosi il 4 ottobre a Santa Maria la Nova fra tutti i Sindaci della provincia di Napoli. Dopo accese discussioni è prevalso il punto fermo di Dino Di Palma: l’ATO sarà uno solo e la città di Napoli ne sarà alla guida senza creare né ospitare impianti, per un giro di circa 600 milioni di euro l’anno. Sarà una struttura enorme che assorbirà tutti i precedenti consorzi e relativi lavoratori - circa 65 milioni di euro l’anno. I costi sembrano il problema più grave: le previsioni più disastrose parlano di un aumento della TARSU da una media 1,5 ad una di 4 euro al metro quadro. C’è da dire però che la scelta di un’unica struttura rappresenta un buon segnale verso la riduzione delle spese; del resto secondo la VII commissione regionale il numero degli ATO si basa sulla suddivisione in province. Intanto si aspetta che tutti gli impianti siano pronti, primo fra tutti l’inceneritore di Acerra in consegna entro il 2008. Quanti altri articoli si scriveranno sul tema rifiuti prima che si arrivi a una soluzione concreta?

Gragnano

martedì 14 ottobre 2014

Borriello: Lettera ai sindaci dell’Ato rifiuti: “Occorre completare l’adesione alla convenzione”

Ciro Borriello e Gennaro Cinque
I Comuni della Penisola Sorrentina non hanno firmato

“Bisogna rendersi conto che con la costituzione dell’Ato Napoli 3, i Comuni diventano finalmente protagonisti in un settore nevralgico quale è quello dei rifiuti. Per questo ho deciso di invitare i miei colleghi che ancora non l’hanno fatto, a firmare la convenzione, strumento propedeutico alla costituzione dell’ente d’ambito che mette assieme 59 città che hanno mostrato una buona attenzione alla raccolta differenziata, con una media del 45% e con picchi del 65-70%”. E’ il concetto alla base della missiva inviata nei giorni scorsi dal sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, ente capofila del costituendo organismo che mette assieme diversi comuni della provincia di Napoli che a partire dal primo gennaio 2015 dovranno avere una propria autonomia gestionale nello smaltimento dei rifiuti prodotti. Dopo la riunione svoltasi giovedì scorso a palazzo Baronale, il primo cittadino – sulla scorta di quanto emerso nel corso del dibattito – ha deciso di rompere gli indugi e invitare quei Comuni che ancora non hanno firmato la convenzione (ratificata lo scorso 13 maggio da ventuno enti locali) a “sottoscriverla quanto prima, quale indispensabile passaggio propedeutico alla costituzione dell’Ambito”. La lettera è stata inviata ai sindaci di Agerola, Boscotrecase, Brusciano, Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Casola di Napoli, Castello di Cisterna, Cicciano, Cimitile, Lettere, Liveri, Mariglianella, Massa di Somma, Massalubrense, Meta di Sorrento, Nola, Ottaviano, Palma Campania, Piano di Sorrento, Pimonte, Pomigliano d’Arco, Pompei, Portici, Roccarainola, San Gennaro Vesuviano, San Paolo Belsito, San Vitaliano, Santa Maria la Carità, Sant’Agnello, Saviano, Scisciano, Sorrento, Terzigno, Vico Equense e Visciano: “Nel corso dell’ultimo incontro – è scritto – si è convenuto di procedere con speditezza alla effettiva costituzione dell’Ambito per l’esercizio in forma associata delle funzioni di organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti”. Il sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque, non ha sottoscritto, la convenzione.
 

venerdì 19 ottobre 2007

Sorrento dice no all'ATO

Sorrento - Fronte unico del consiglio comunale che, ieri pomeriggio, ha votato all’unanimità il dissenso per l’adesione all’Ato (Ambito territoriale ottimale) per la gestione dei rifiuti ed il sostegno alla realizzazione del piano di ristrutturazione del campo Italia. Sull’Ato per la gestione dei rifiuti a Napoli e provincia, oltre al Comune di Sorrento, anche gli altri centri della costiera, da Vico Equense a Massa Lubrense, si preparano ad approvare un documento unitario per bocciare gli schemi di statuto e le convenzioni proposte dalla Provincia di Napoli. «Possiamo ipotizzare – ha spiegato il sindaco Marco Fiorentino – che l’Ato possa gestire le strutture come discariche e termovalorizzatori, ma non accettiamo che possa coordinare anche raccolta e spazzamento, attività che sul nostro territorio sono su standard qualitativi di primo livello».

martedì 13 luglio 2010

Gestione delle acque, il senatore Sarro eletto presidente dell'Ato3

Provincia di Napoli - Il Senatore Carlo Sarro (Pdl) è il nuovo Presidente dell’Ato (Ambito Territoriale Ottimale) 3 “Sarnese-Vesuviano”, l’Ente d’Ambito che gestisce i servizi idrici nelle Province di Napoli e Salerno. L’importante riconoscimento è stato conferito al Senatore Sarro dai neo componenti del Consiglio d’Amministrazione dell’Ato 3 eletti, al termine dell’assemblea svoltasi presso l’Hotel Holiday Inn di Napoli, da una larghissima maggioranza di sindaci del napoletano e del salernitano. Subito dopo l’elezione dei consiglieri d’amministrazione, tra cui lo stesso Senatore Sarro, si è riunito il nuovo CdA che ha all’unanimità nominato il parlamentare campano alla presidenza dell’Ente d’Ambito. L’Ato 3 è deputato alla tutela della risorsa e della gestione dei servizi idrici, serve oltre 1.700.000 utenti e comprende circa 80 comuni dell’agro sarnese-nocerino, della penisola sorrentina, dell’area del Vesuvio (interno e costiero) e dei Monti Lattari, del bacino idrografico del fiume Sarno e l’isola di Capri. Il braccio operativo è la Società Gori S.p.A. (Gestione Ottimale Risorse Idriche) che gestisce il Servizio Idrico Integrato (captazione, adduzione e distribuzione agli utenti della risorsa idrica, collettamento e raccolta delle acque reflue, depurazione) nei comuni dell’Ente d’Ambito e che fa dell’Ato 3 l’unico nell’Italia del Sud ad avere una società di gestione che, tra l’altro, è partecipata dall’Acea, la municipalizzata per il servizio idrico di Roma, con socio il Sindaco della Capitale Gianni Alemanno.

mercoledì 25 giugno 2008

Comune contro Gori

Vico Equense - A giorni il consiglio comunale valuterà la proposta di rottura con la gestione privatistica della Gori Spa. La condizione indispensabile per promuovere gli investimenti privati e per avviare anche in Italia l'industrializzazione del settore idrico risiede nel superamento della frammentazione delle gestioni del servizio. A questo scopo essa prevede l'estensione della gestione del servizio idrico ad ambiti di dimensioni tali da massimizzarne l'efficienza (ambito territoriali ottimali), ed inoltre l'accentramento della gestione dell'intero ciclo dell'acqua all'interno dell'ambito, dalla captazione alla depurazione, in un unico soggetto gestore (servizio idrico integrato). Così a partire dal 2002, la Gori, società in cui sono nominati i rappresentanti dei comuni presenti nell’ATO, ha assunto le funzioni che spettavano all’Arips, e di tutte le aziende che gestivano il ciclo delle acque, prima della legge Galli. L’obiettivo di alcuni Sindaci tra cui quello di Vico Equense è uscire dall’Ato. “Le promesse che erano state fatte ai cittadini sono state disattese – dice Gennaro Cinque – si pensava che, sulla base dell’assunta delle economie di scala, affidando la gestione all’Ato, sarebbero aumentati i servizi a fronte di una diminuzione dei costi. Niente di tutto ciò si è verificato, per cui io ed altri sindaci dell’ambito territoriale vogliamo uscirne. Con la gestione da parte dell’Arips, infatti, i cittadini si sentivano più garantiti, grazie ad un’interfaccia efficace e vicina”. Intanto, nel consiglio comunale di inizio luglio sarà istituita una commissione di studio sull’Ato, che sarà presieduta da un consigliere di minoranza. Il candidato più accreditato è Armando De Rosa. “Dobbiamo guardare a fondo in una società che presenta molti aspetti da chiarire. Sono due anni che faccio questa battaglia. Ed ogni volta che presento interrogazioni o chiedo per iscritto riposte, mi arrivano pressioni politiche che mi invitano a stare buono, mi dicono: chi comanda in Gori è a tua disposizione, per qualsiasi evenienza”.

martedì 9 dicembre 2014

Bollette pazze, è rivolta: "Non le pagheremo": chiesti 122 milioni per consumi idrici del 2006

Fonte: Antonio Ferrara e Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli 

È il regalo di fine anno. Si presenta sotto forma di "recupero partite pregresse ante 2012", una formula burocratica che accompagna migliaia di bollette inviate nelle ultime settimane dalla Gori, il soggetto gestore del servizio idrico integrato nell'ambito territoriale ottimale sarnese- vesuviano. Importi notevoli, dai 200 ai 500 euro e più, per coprire i 122 milioni che la Gori ha quantificato come credito da recuperare entro il 2017, di cui 61 nel 2014. Una doccia fredda per i 500 mila utenti dei 76 Comuni, serviti dalla Gori, che ricadono nell'Ato 3, da Casalnuovo all'area nolana fino a Mercato San Severino, alla penisola sorrentina e alla costa vesuviana. Bollette "pazze", nelle quali si chiede il recupero di soldi relativi agli anni 2006-2011, che «si sono accumulati — scrive la Gori — nel corso del tempo a causa dell'inadeguatezza delle tariffe deliberate dall'assemblea dell'ente d'ambito». In pratica, quelle tariffe deliberate dall'assemblea dei sindaci dei 76 Comuni, per la Gori «in quegli anni non assicuravano la copertura dei costi di gestione, con la conseguenza che l'azienda ha maturato un significativo credito». Ma da Marigliano a Castellammare, da Nocera Superiore a Portici è scoppiata la rivolta dei consumatori. Su Facebook è nata anche una comunità «Cittadini contro recupero partite pregresse ante 2012 di Gori», dove vengono proposti moduli per inviare reclami alla società e chiedere l’annullamento delle fatture. Associazioni come Codacons e Federconsumatori stanno organizzando capillarmente la protesta dei cittadini, curando la loro richiesta di annullamento del provvedimento in autotutela. Un primo passo, che si basa per l’immediato sulla insufficienza dei dati riportati in bolletta. Come sancito anche dal ministero dell’Ambiente in replica a un’interrogazione parlamentare del Pd Massimiliano Manfredi, il quadro normativo prevede «espressamente che i conguagli richiesti devono essere espressi in unità di consumo, devono essere evidenziati in bolletta separatamente dalle tariffe approvate per l’anno in corso, e deve essere specificato il periodo di riferimento ».
 

venerdì 30 gennaio 2015

Rifiuti. Spunta l’idea del mini-Ato. Dopo Piano di Sorrento anche gli altri enti firmano la convenzione

Penisola sorrentina - Alla fine i Comuni hanno perso la loro battaglia. Non volevano aderire al nuovo ambito dei rifiuti, hanno provato a mediare. Ma il verdetto, tanto temuto, è arrivato. Tutti gli enti sono stati costretti dal governatore Stefano Caldoro ad accettare il patto per l’igiene urbana con il commissario ad acta designato dalla Regione Campania, ovvero il sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello, che ha disposto – d’accordo con le segreterie degli enti municipali – la firma, immediata, dello schema di convenzione. Due giorni fa fu inizialmente l’amministrazione di Piano di Sorrento a dover soccombere incassando il verdetto che i sindaci hanno provato a evitare dialogando a lungo anche con gli stessi vertici della Regione. Poi, ieri, la stangata per gli altri enti: Massa Lubrense, Sorrento, Sant’Agnello, Meta e Vico Equense. Il nodo della questione è noto: i Comuni auspicavano la modifica dell’accordo Ato prevedendo in tal senso il lancio di un piano industriale circa gli impianti di smaltimento sul territorio. Solamente dopo questo passaggio, sarebbe dovuto entrare in gioco un programma sulla raccolta della spazzatura. Ora, però, la convenzione prevede l’esatto contrario. Quindi si baderà prima allo spazzamento per poi valutare l’attuale impiantistica attiva nel bacino dell’Ato e capire se le strutture oggi in funzione siano sufficienti a garantire il corretto smaltimento dell’immondizia. In ogni caso, i sindaci già stanno pensando alla possibilità – conclamata nei patti sottoscritti per l’Ato – per ambire in tempi brevi alla costituzione di un sub-ambito della penisola.(Fonte: Salvatore Dare da Metropolis)

martedì 26 febbraio 2019

Vico Equense. Sub-ambito della penisola sorrentina per la gestione dei rifiuti

Gennaro Cinque
L’Assessore all’ambiente Gennaro Cinque: “È necessario avere una stima dei costi dell’operazione e soprattutto conoscere quali sono i vantaggi concreti per i cittadini” 

Vico Equense - A Massa Lubrense, nei giorni scorsi, si è svolto un incontro di approfondimento sul tema della gestione dei rifiuti. A organizzare il summit al quale hanno partecipato i rappresentanti dei comuni di Sorrento, Massa Lubrense, Sant’Agnello, Meta e Vico Equense, assente Piano di Sorrento, il consigliere dell’Ato 3 rifiuti Sonia Bernardo. Sul tavolo di lavoro la normativa regionale che trasferisce agli Ato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. La norma regionale offre due possibilità: trasferire il servizio di raccolta e smaltimento all’Ato 3 o creare un sub ambito della penisola sorrentina. Di fronte a questi scenari si è proposto la soluzione del sub-ambito, che è più aderente per la nostra realtà territoriale. Il sub-ambito della costiera includerebbe anche le isole di Capri e Ischia. Su questo punto il presidente dell’Ato 3 Andrea Manzi, sindaco di Casamarciano, si è impegnato per una modifica del regolamento regionale per cui le isole siano a parte, avendo analoghe problematiche per la gestione dei rifiuti, legate soprattutto al trasporto. L’Assessore all’ambiente del Comune di Vico Equense Gennaro Cinque ha evidenziato che in questa fase creare il sub-ambito significa avviare un percorso. “Ciò – precisa Cinque – non significa, dall’inizio, avere un unico soggetto gestore”.


sabato 12 giugno 2010

Ato 3, aumento tariffe acqua

Vozza: la Gori lasci

Castellammare di Stabia - “Dell'aumento delle tariffe non ne sapevo nulla. Se non firmano ancora quell'accordo datato 2009 forse temono le polemiche, non c'è altra soluzione che ridare la gestione idrica al pubblico”. E' il parere dell'ex sindaco di Castellammare di Stabia Salvatore Vozza, circa il possibile rincaro delle tariffe idriche contenuto in un accordo sottoscritto nel novembre 2009 dall'Ato 3 “Sarnese-Vesuviano” e la Gori spa, ma mai ratificato dall'assemblea dei sindaci presieduta dall'ex consigliere regionale Pasquale Marrazzo. Era a conoscenza di quest'accordo? Si, sapevo che prevedeva riduzione dei costi e ridimensionamento della società. Negli anni infatti la Gori ha avuto un eccessivo carico di costi, anche per le numerose assunzioni. Sono state contabilizzate entrate su cui sono anche state pagate le tasse, solo per portare bilanci in pareggio e ora tutto questo rischia di riversarsi sui cittadini. E non sapeva che nell'accordo c'erano anche i rincari delle tariffe idriche? No, mi sarei opposto perché inaccettabile. Non è che i sindaci sapevano ma evitarono di rendere pubblica la notizia che avrebbe provocato malumori e proteste a pochi mesi dalle elezioni? Noi avemmo informazione sulla riduzione per la fasce sociali, sugli aumenti no, ripeto, mi sarei apposto. Da sindaco di Castellammare cosa fece all'epoca? Informai Bassolino con una lettera. Oggi comunque la Regione Campania ha nelle sue mani la possibilità di trasformare il debito di Gori in acquisto del pacchetto azionario per liquidare il privato dall'Ato. Perché non si ratifica ancora l'accordo tra Ato 3 e Gori? Non lo so ma non va firmato è bene risedersi attorno al tavolo e ridiscutere di tutto. E' troppo l'esposizione della Gori per poter parlare solo di tariffe. Bisogna restituire l'acqua al pubblico. (Il Velino Campania)

venerdì 19 ottobre 2007

Cosa pensa il Pd degli ATO?

Vico Equense – 1100 cittadini che in una giornata di sole fanno la fila per votare alle primarie di un partito sono un fatto politico. Danno il senso, di un paese perbene che guarda alla politica con attenzione. Oggi quello che spaventa un po’, sinceramente, è l'idea che questo movimento popolare, venga usato per comporre i soliti comitati oligarchici, staff, e cose del genere. Intimorisce l'idea di limitare la "partecipazione", mentre affascina l'idea di una grande forza popolare che sappia, sui grandi temi, nazionali e locali, coinvolgere nelle decisioni e non semplicemente consultare i cittadini e i militanti. Questa mattina in consiglio comunale si è discusso di ATO e rifiuti. Alcuni sindaci dei comuni costieri, pensano che sia possibile fare un proprio ATO, autonomo, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Un ragionamento che non può prescindere dalla Legge nazionale che istituisce l'ATO e dalle competenze regionali, che al momento non risulta abbia delegato alle comunità locali tale prospettiva. Ma la posizione del Pd sull’argomento come si è sviluppata? Per questo c'è tutta una sfida di innovazione e di riforma della politica che non può essere, ancora una volta, non accolta o peggio ancora vissuta con la mediocrità dei gruppi dirigenti tendenti all'autoconservazione. C’è bisogno di metodi nuovi.

giovedì 10 settembre 2015

In Regione per l’emergenza mare

Vico Equense - Attivare al più presto il depuratore di Punta Gradelle, realizzare gli opportuni interventi per separare la fogna nera da quella bianca e attivarsi per la bonifica dei valloni. Sono i temi discussi oggi nel corso di un incontro tra i rappresentanti dei Comuni della penisola sorrentina e l’assessore regionale all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola. Al vertice hanno partecipato: Giorgia De Gennaro della cabina di regia del Sindaco Benedetto Migliaccio, in rappresentanza del Comune di Vico Equense, Enza Amato consigliere regionale PD, Giuseppe Tito Sindaco di Meta, Francesco Borrelli consigliere regionale dei Verdi e Raffaele Attardi in rappresentanza della Grande Onda, il movimento civico nato a inizio luglio attraverso Facebook e al quale hanno aderito più di settemila persone. Gli argomenti all'ordine del giorno sono stati introdotti dalla proiezione di un video, realizzato da Luigi De Pasquale, da cui sono risultati immediatamente evidenti la bellezza del vallone Lavinola, ma anche il grave rischio idrogeologico causato dalle acque di pioggia e l’inquinamento causato dalle immissioni abusive nel rivolo e dalla fuoriuscita di liquami dal collettore di adduzione dei liquami a Punta Gradelle. Per quanto riguarda la mitigazione del rischio idrogeologico, causato dalle piogge, l’Assessore Bonavitacola, mostrando esperienza e competenza in merito, ha precisato che per questa grave problematica è già in corso la pianificazione di una serie d‘interventi, interessanti tutta la Regione Campania, gestiti direttamente dall’Assessorato all’Ambiente.
 

mercoledì 18 febbraio 2015

Verso la piena operatività dell'Ato 3 sui rifiuti

Provincia di Napoli - Nuovo passo in avanti verso la piena operatività dell'Ato 3 sui rifiuti. Questa mattina, mercoledì 18 febbraio, nell'aula consiliare di palazzo Baronale, i sindaci e i rappresentati istituzionali dei 58 Comuni interessati alla formazione dell'ente d'ambito territoriale destinato a sovrintendere la raccolta dei rifiuti sull'intero territorio di competenza, si sono incontrati per proseguire il lavoro in vista della costituzione della conferenza d'ambito e in merito alle modifiche all'atto costitutivo che accomuna le diverse realtà locali. Un doppio passaggio che, nelle intenzioni dei sindaci (presidente della conferenza è il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, in qualità di primo cittadino del comune con la maggiore popolazione tra quelli presenti nell'Ato 3), sarà formalizzato mercoledì 11 marzo, quando cioè sono stati aggiornati i lavori. Prima di quella data, sarà cura del sindaco di Portici, Nicola Marrone, riconvocare il tavolo di lavoro costituito da alcuni primi cittadini delle macroaree dell'ente d'ambito, per valutare le eventuali modifiche da apportare alla convenzione, prima della discussione e dell'approvazione che avverrà sempre a palazzo Baronale. In quella sede saranno ulteriormente valutate le proposte di modifica avanzate dai comuni dell'area nolana e quelle sulle quali spingono i sindaci della penisola sorrentina. Sempre in questo lasso di tempo, i Comuni saranno chiamati a formare specifici agglomerati in modo da gestire in proprio l'intero ciclo dei rifiuti. In questi giorni, invece, il sindaco Borriello provvederà a commissariare gli ultimi due Comuni che non hanno ancora ratificata in giunta o in consiglio comunale la convenzione originaria. La riunione odierna, vista la massiccia partecipazione di sindaci e amministratori, è servita anche per fare il punto su altre due questioni che interessano quasi tutte le città che fanno parte dell'Ato 3.


venerdì 30 novembre 2012

ATO 3 Sarnese Vesuviano: diminuiscono le tariffe e ripartono gli investimenti

150 milioni di euro per il miglioramento del servizio idrico integrato

Importante svolta per il servizio idrico integrato nell’ATO 3 Campania, che interessa circa 1 milione e mezzo di abitanti, distribuiti nei 76 Comuni del comprensorio sarnese-vesuviano. Nel corso di una conferenza stampa che si è svolta oggi a Napoli presso il Caffè Gambrinus, il presidente dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, senatore Carlo Sarro, il presidente di GORI Maurizio Bruno e l’amministratore delegato Giovanni Paolo Marati hanno illustrato gli interventi destinati al miglioramento del servizio, a fronte di una diminuzione della tariffa per l’anno 2012 del 4,6%. 31 milioni di euro è l’importo complessivo degli investimenti relativi all’anno 2012, attraverso i 18 protocolli d’intesa sottoscritti da Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano e GORI con diverse amministrazioni comunali, finalizzati a risolvere definitivamente questioni decennali legate sia all’efficientamento della distribuzione idrica sia alla realizzazione di tratti di rete fognaria in alcuni comuni dove la stessa non è presente oppure è incompleta. Alcuni di tali protocolli sono stati siglati ufficialmente proprio nel corso della conferenza stampa ed in particolare quelli relativi ai Comuni di Marigliano, Nola, San Marzano sul Sarno, San Paolo Belsito, Scisciano, Somma Vesuviana, Vico Equense, Volla. L’Ente d’Ambito ha inoltre confermato la programmazione degli interventi già presentati al Parco progetti regionale, per i quali GORI ha provveduto alla progettazione e che, quindi, sono pronti per la fase realizzativa. Tali interventi interessano l’intero territorio dell’ATO 3 Campania, dal nolano al vesuviano, dall’agro-nocerino-sarnese alla Penisola Sorrentina, dai Monti Lattari all’isola di Capri, e ammontano a circa 115 milioni di euro.

giovedì 25 ottobre 2007

No ATO

Castellammare di Stabia - Il settore rifiuto è commissariato da 13 anni, e nessun governo, indipendentemente dal colore, è riuscito a sbloccare la situazione. La camorra ha sempre fatto la parte del leone, con lo smaltimento illegale e con la compiacenza di tutte le autorità. Di fronte allo scoppio dell’emergenza del 1994, il governo pensò bene di creare dei commissari speciali preposti alla gestione del problema. Dapprima sono stati i prefetti a svolgere quest’incarico e poi i presidenti delle regioni. Oggi invece al fine di giungere alla risoluzione dell'emergenza rifiuti la Regione, ha emanato la legge regionale 4/2007 che prevede, tra l'altro, il passaggio della gestione dei servizi, compresa la determinazione delle tariffe, ad Ambiti Territoriali Ottimali, coincidenti con le singole Province. Apriti cielo. Un fronte compatto di No. I Sindaci, dei Comuni del napoletano non vogliono sentir parlate di ATO provinciale per la gestione dei rifiuti. Ieri si è tenuto un incontro alle Terme di Stabia, a cui hanno preso parte i rappresentanti delle amministrazioni coinvolte. L’incontro è finito con la redazione di un documento da inviare alla Regione. Trai più attivi i comuni della penisola sorrentina che in più di un’occasione hanno ripetuto la disomogeneità tra le diverse realtà esistenti all’ombra del Vesuvio con quelle dei Comuni di Vico Equense, Sorrento ed altri a vocazione turistica. Contrario all’ATO anche il Sindaco di Castellammare Salvatore Vozza (foto).

sabato 9 febbraio 2019

A Massa Lubrense summit sui rifiuti

A Massa Lubrense summit delle Amministrazioni Comunali della Penisola Sorrentina sul tema dei rifiuti. Ad organizzare l’incontro al quale hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni di Sorrento, Massa Lubrense, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense, il consigliere dell’ATO 3 rifiuti Sonia Bernardo. Al vertice hanno preso parte il presidente dell’ATO 3 Andrea Manzi, sindaco di Casamarciano, ed il direttore generale dello stesso ente avv. Enrico Angelone, con il direttore tecnico di Terra delle Sirene Antonino Di Palma ed il direttore generale della società Penisola Verde Luigi Cuomo. Sul tavolo di lavoro la normativa regionale che trasferisce agli ATO il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. “La normativa regionale -dichiara Sonia Bernardo – ci offre due possibilità : trasferire il servizio di raccolta e smaltimento all’ATO3 o creare un sub ambito della Penisola Sorrentina. Di fronte a questi scenari ci siamo fatti carico di proporre la soluzione del sub ambito che è più calzante per la nostra realtà territoriale. L’incontro di approfondimento della normativa regionale e’ stato voluto -continua Sonia Bernardo- per sondare la volontà delle amministrazioni comunali della Penisola Sorrentina a voler creare tale sub-ambito. Il nostro territorio ha una sua omogeneità con servizi dedicati al turismo che non trovano corrispondenza in altre zone della Campania ed i vari enti locali hanno un servizio di raccolta dei rifiuti “porta a porta” che consente il raggiungimento di una percentuale di differenziata anche superiore all'obiettivo fissato dalla Regione Campania. Di qui la proposta, ma per fare questo -conclude Sonia Bernardo- dobbiamo fare squadra e imparare a lavorare insieme, mettendo da parte i confini territoriali, nell’interesse generale dei cittadini. Dopo questo primo incontro conoscitivo -conclude Sonia Bernardo- ci sarà una riunione del sindaci della Penisola Sorrentina dove si approfondirà la materia per arrivare ad una determinazione che ci auguriamo possa essere comune”.

mercoledì 2 luglio 2008

I guasti della privatizzazione dell’acqua

Vico Equense - GORI S.p.A. - Gestione Ottimale Risorse Idriche gestisce il Servizio Idrico Integrato (captazione, adduzione e distribuzione agli utenti della risorsa idrica, collettamento e raccolta delle acque reflue, depurazione) nell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) n°3 Campania. GORI S.p.A. ha avviato la propria attività nell'ottobre del 2002 in seguito all'attuazione della Legge 36/94, nota come "Legge Galli", che prevede l'affidamento del servizio idrico integrato ad un unico gestore in ciascun Ambito Territoriale Ottimale. L'ATO, denominato "Sarnese Vesuviano", comprende 76 Comuni situati nel territorio della Penisola Sorrentina e Isola di Capri, nell'area del Vesuvio (interno e costiero), nell'area dei Monti Lattari e nel bacino idrografico del fiume Sarno. Il Comune di Vico Equense insieme ad altri è pronto ad uscire da GORI, sostenendo la necessità di tornare alla gestione pubblica, visto che i costi dell’acqua sono salati. Tra le iniziative un documento, sottoscritto da centro destra e centro sinistra, che evidenzia le inefficienze di questa società e i costi esorbitanti delle bollette recapitate ai cittadini. Nel documento si parla di esternalizzazione di servizi, di assunzioni indiscriminate di personale e di consulenze esterne. In particolare, per quanto riguarda il nostro Comune, il livello di efficienza si è notevolmente ridotto a causa della soppressione dello storico ufficio-sportello, e del ridimensionamento della squadra operativa locale addetta alla gestione del territorio comunale. Pertanto i consiglieri comunali Armando De Rosa, Marianna De Martino, Pasquale Cardone, Consiglio Cannavale e Ciro Vanacore sottoscrittori del documento sostengono che la GORI non abbia operato in base ai criteri fissati dalla normativa in materia, e quindi non sia corrispondente agli interessi generali della collettività. La risorsa idrica non può essere gestita secondo l’ottica del profitto economico e delle leggi di mercato – continua il documento – vada rivista tutta la filosofia e la logica che fin qui ha portato alla privatizzazione della gestione di una fondamentale risorsa pubblica. Nel consiglio comunale del 4 luglio ore 18 sarà istituita una commissione di studio sull’Ato, che sarà presieduta da un consigliere di minoranza. Il candidato più accreditato è Armando De Rosa. “Dobbiamo guardare a fondo in una società che presenta molti aspetti da chiarire. Sono due anni che faccio questa battaglia. Ed ogni volta che presento interrogazioni o chiedo per iscritto riposte, mi arrivano pressioni politiche che mi invitano a stare buono, mi dicono: chi comanda in Gori è a tua disposizione, per qualsiasi evenienza”.

domenica 6 gennaio 2008

Ma com’è potuto succedere tutto questo?

Vico Equense - Scusate, non vorrei contraddire i giornali locali, ma se qualcuno si fa un giro per il Paese, e non metto in discussione che in Campania c’è l’emergenza rifiuti, si accorge che le nostre strade sono sgombre. Evidentemente non si gira abbastanza. Bruciano i cassonetti, chiudono le scuole, il mondo ci guarda e ci sfotte. Tutti se la prendono con Bassolino che paga il prezzo di un successo inesistente, costruito sulla compiacenza dei giornali e sul plauso d’intellettuali per lo più prezzolati e di una caterva di consiglieri e amministratori asserviti. La responsabilità è indubbiamente della politica. Sarebbe indifendibile, anche se qualcuno dei suoi alleati lo volesse difendere. Qualcuno ci prova, per lo più Bassoliniani doc, ma in tanti sono spariti. Dov è ad esempio il Ministro Pecoraro Scanio? Eppure, la domanda più frequente, declinata in molti modi e solo apparentemente banale, è: ma com’è potuto succedere tutto questo? Il settore rifiuto è commissariato da 14 anni, e nessun governo, indipendentemente dal colore, è riuscito a sbloccare la situazione. La camorra ha sempre fatto la parte del leone, con lo smaltimento illegale e con la compiacenza di tutte le autorità. Oggi invece al fine di giungere alla risoluzione dell'emergenza rifiuti la Regione, ha emanato la legge regionale 4/2007 che prevede, tra l'altro, il passaggio della gestione dei servizi, compresa la determinazione delle tariffe, ad Ambiti Territoriali Ottimali, coincidenti con le singole Province. Un fronte compatto di No. I Sindaci, dei Comuni del napoletano non vogliono sentir parlate di ATO provinciale per la gestione dei rifiuti. Trai più attivi i comuni della penisola sorrentina che in più di un’occasione hanno ripetuto la disomogeneità tra le diverse realtà esistenti all’ombra del Vesuvio con quelle dei Comuni di Vico Equense, Sorrento ed altri a vocazione turistica. Alcuni sindaci dei comuni costieri, pensano che sia possibile fare un proprio ATO, autonomo, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Un ragionamento che non può prescindere dalla Legge nazionale che istituisce l'ATO e dalle competenze regionali, che al momento non risulta abbia delegato alle comunità locali tale prospettiva. Da un esame rapido la differenza, questa volta certificata dalle immagini, tra comuni vesuviani e penisola sorrentina, è lampante. Vedersi cumuli di spazzatura sotto le proprie finestre, non è un problema da sottovalutare.