Ogni giorno uno scandalo. Bassolino non ce ne risparmia nessuno. La “monnezza”, la sanità, i vermi sulle spiagge e oggi, in grande evidenza, lo scandalo delle consulenze d’oro. Sembrava una cosa risaputa, ma le cifre pubblicate dal Roma sono sconvolgenti. Soldi a consulenti per incarichi fumosi. Centinaia di migliaia di euro distribuiti ad alcune signore per incarichi di cui nessuno capisce l’utilità. È il caso di porsi qualche domanda. In breve 270.000 euro per la bella signora Furfaro, che cosa hanno prodotto, o che cosa dovrebbero produrre? La Divina Commedia è stata già scritta, in Campania non c’è più nulla da studiare, è stato tutto scritto, dibattuto e digerito. Come cittadino che comunque paga una piccola parte di quei 270.000 euro potrei avere una copia (magari a pagamento) del capolavoro (progetto studio o trattato) inedito pagato così caro? Si possono conoscere i prodotti dell’ingegno delle signore Canfora, Del Genio, Falcone, Iodice, Leone e di tutte le altre simpatiche e gentili signore delle quali sarei onorato di conoscere la scienza e che sono costate al pubblico denaro ognuna di esse circa 300.000 euro per un importo totale di oltre 4.000.000 di euro, cioè più di 8 miliardi delle vecchie lire? Da cittadino, ma anche da vecchio amministratore credo di aver titolo ed esperienza per fare qualche modesta riflessione da sottoporre all’opinione pubblica, e in particolare a quei cittadini che non hanno un lavoro o che sgobbano per 1.000 euro al mese. La Regione ha alle sue dipendenze circa 10.000 persone. Nella nefasta era Bassolino gli organici si sono “arricchiti” poi di molte centinaia di “personalità” i padreterni provenienti anche dalle mitiche regioni rosse e utilizzati quasi come “commissari politici” ai vertici degli uffici. È possibile che tra tanti soloni non si potevano trovare tante professionalità da utilizzare per i compiti di gestione ordinari e par quelli straordinari della Regione? Non credo che soprattutto tra comandati e nuovi assunti vi fossero soltanto guardie rosse senza arte né parte. Allora perché tanti consulenti? (700 ha scritto il “Roma”) A questo punto è d’obbligo un’altra domanda: con tanti consulenti strapagati, quanti e quali sono i traguardi di sviluppo raggiunti dalla Campania? Lasciamo pure perdere la monnezza, i vermi, il disastro della sanità e tutti i fallimenti conclamati imputabili all’era Bassolino, ma tutti quei denari che cosa hanno prodotto? È possibile accertare e dimostrate che tutti quei consulenti hanno lavorato e hanno prodotto qualcosa? Il cittadino ha diritto di sapere. Se per caso fossero stati dati soldi a scienziati maschi o a gentili signore che non hanno fatto nessun lavoro o che non abbiano prodotto nulla di serio e di concreto, allora ci troveremmo di fronte a fatti gravi: malversazione, clientelismo, corruzione e, perché no, reati anche più gravi. È possibile verificare, magari per escludere questi sospetti? Lo può fare la Corte dei conti, lo può fare la Guardia di Finanza e lo potrebbe fare la Procura della Repubblica. Una volta nella vituperata prima Repubblica questi controlli si facevano magari anche sollecitati da chi oggi ha la massima responsabilità del governo regionale. E non c’erano consulenti. O no? (di Armando De Rosa da il Roma)
Visualizzazione post con etichetta De Rosa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta De Rosa. Mostra tutti i post
venerdì 14 agosto 2009
E’ la Regione dei consulenti
Ogni giorno uno scandalo. Bassolino non ce ne risparmia nessuno. La “monnezza”, la sanità, i vermi sulle spiagge e oggi, in grande evidenza, lo scandalo delle consulenze d’oro. Sembrava una cosa risaputa, ma le cifre pubblicate dal Roma sono sconvolgenti. Soldi a consulenti per incarichi fumosi. Centinaia di migliaia di euro distribuiti ad alcune signore per incarichi di cui nessuno capisce l’utilità. È il caso di porsi qualche domanda. In breve 270.000 euro per la bella signora Furfaro, che cosa hanno prodotto, o che cosa dovrebbero produrre? La Divina Commedia è stata già scritta, in Campania non c’è più nulla da studiare, è stato tutto scritto, dibattuto e digerito. Come cittadino che comunque paga una piccola parte di quei 270.000 euro potrei avere una copia (magari a pagamento) del capolavoro (progetto studio o trattato) inedito pagato così caro? Si possono conoscere i prodotti dell’ingegno delle signore Canfora, Del Genio, Falcone, Iodice, Leone e di tutte le altre simpatiche e gentili signore delle quali sarei onorato di conoscere la scienza e che sono costate al pubblico denaro ognuna di esse circa 300.000 euro per un importo totale di oltre 4.000.000 di euro, cioè più di 8 miliardi delle vecchie lire? Da cittadino, ma anche da vecchio amministratore credo di aver titolo ed esperienza per fare qualche modesta riflessione da sottoporre all’opinione pubblica, e in particolare a quei cittadini che non hanno un lavoro o che sgobbano per 1.000 euro al mese. La Regione ha alle sue dipendenze circa 10.000 persone. Nella nefasta era Bassolino gli organici si sono “arricchiti” poi di molte centinaia di “personalità” i padreterni provenienti anche dalle mitiche regioni rosse e utilizzati quasi come “commissari politici” ai vertici degli uffici. È possibile che tra tanti soloni non si potevano trovare tante professionalità da utilizzare per i compiti di gestione ordinari e par quelli straordinari della Regione? Non credo che soprattutto tra comandati e nuovi assunti vi fossero soltanto guardie rosse senza arte né parte. Allora perché tanti consulenti? (700 ha scritto il “Roma”) A questo punto è d’obbligo un’altra domanda: con tanti consulenti strapagati, quanti e quali sono i traguardi di sviluppo raggiunti dalla Campania? Lasciamo pure perdere la monnezza, i vermi, il disastro della sanità e tutti i fallimenti conclamati imputabili all’era Bassolino, ma tutti quei denari che cosa hanno prodotto? È possibile accertare e dimostrate che tutti quei consulenti hanno lavorato e hanno prodotto qualcosa? Il cittadino ha diritto di sapere. Se per caso fossero stati dati soldi a scienziati maschi o a gentili signore che non hanno fatto nessun lavoro o che non abbiano prodotto nulla di serio e di concreto, allora ci troveremmo di fronte a fatti gravi: malversazione, clientelismo, corruzione e, perché no, reati anche più gravi. È possibile verificare, magari per escludere questi sospetti? Lo può fare la Corte dei conti, lo può fare la Guardia di Finanza e lo potrebbe fare la Procura della Repubblica. Una volta nella vituperata prima Repubblica questi controlli si facevano magari anche sollecitati da chi oggi ha la massima responsabilità del governo regionale. E non c’erano consulenti. O no? (di Armando De Rosa da il Roma)
domenica 22 febbraio 2009
Le accuse di De Rosa
Vico Equense - Lontano dalla scena politica, per un infortunio, Armando De Rosa ritorna ed invia una lettera, dai toni molto accesi, al Presidente del Consiglio Comunale Antonio Cioffi. Opere pubbliche, abusivismo edilizio e legalità i temi che l’ex assessore regionale cita. “L’abusivismo edilizio imperante, al condono da anni dimenticato – si legge su Metropolis – alla disinvolta gestione del personale, alla caotica politica dei lavori pubblici, potrei continuare, ma mi fermo. L’opinione pubblica si domanda se abusi e speculazioni che gridano vendetta al cospetto di Dio e della legge siano il frutto del destino o non abbiano origine da una gestione della cosa pubblica a dir poco compiacente quando non addirittura autoreferenziale. Molti si domandano – continua D e Rosa – se non vi sia un nesso di casualità tra la confusa situazione urbanistica della città e la presenza negli organismi amministrativi comunali di tecnici e professionisti in posizione di evincete conflitto di interesse. Lo sbarramento degli uffici comunali, l’assenza di dialogo tra consiglieri, forze politiche e amministratori, la chiusura ermetica e talvolta l’arroganza di qualche funzionario creano nella gente il sospetto di un’ amministrazione comunale inspiegabilmente arroccata che non rispetta le regole e non tollera controlli. E’ chiaro – conclude il consigliere di minoranza – a questo punto che la questione morale coinvolge ogni giorno di più e talvolta in maniera sfacciata amministratori e taluni funzionari”.
sabato 22 novembre 2008
Commissione Gori De Rosa sta guarendo
Vico Equense - Il consigliere comunale designato a presiedere la commissione consiliare di indagine su Gori, bloccato a letto da un infortunio, è in fase di guarigione. Ricordiamo che l’ex assessore regionale ha con una serie di interventi pubblici ed interrogazioni sollevato la questione relativa alla gestione del servizio idrico da parte della Gori Spa, società che ha nel capitale la presenza dell’ATO – ambito territoriale ottimale che rappresenta i Comuni aderenti, l’Acea multinazionale che ha nel comune di Roma il principale referente ed alcuni imprenditori. Prima che la proposta di istituire una commissione consiliare arrivasse nell’assemblea cittadina è passato più di un anno a causa dei veti incrociati e delle pressioni esercitate dai vertici della Gori. Ora il momento per approfondire fatti e situazioni si avvicina. (Agorà)
mercoledì 29 ottobre 2008
De Rosa colpito dalla jella
Vico Equense – Il Consiglio comunale aveva di recente votato una commissione d’inchiesta sulla Gori, la società che gestisce il servizio idrico integrato in molto comuni campani, tra cui la penisola sorrentina. Presidente designato: Armando De Rosa, il consigliere comunale che più di ogni altro negli ultimi anni si è battuto contro la privatizzazione dell’acqua ed ha chiesto di capire sistemi e metodi di gestione. All’inizio ci sono state numerose resistenze all’istituzione della commissione. L’argomento è stato messo all’ordine del giorno del consiglio comunale solo dopo reiterate pressioni politiche. Poi è arrivato - con qualche fatica – il voto e di recente era stata fissata la conferenza dei capigruppo per procedere alla designazione del presidente della commissione: Armando De Rosa, appunto. Ma poco prima della data fissata Armando De Rosa si è infortunato. Nella sua tenuta di Mondragone – dove alleva bufale e fornisce la Galbani – mentre giocava con i propri cani è inciampato e si è rotto le gambe. La conferenza è stata rinviata, stavolta non per le resistenze politiche degli uomini legati alla Gori. Ma per jella. Si vede che gufavano in tanti, forse in troppi. Mai come in questo caso si attende una pronta guarigione. (Agorà)
sabato 18 ottobre 2008
Tempi duri per Gori
Vico Equense - Stefano Tempesta, amministratore delegato della Gori, la società che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Napoli, dovrà vedersela con Armando De Rosa. Motivo? Il grande vecchio della politica equana è stato nominato presidente di una commissione consiliare costituita ad hoc per verificare servizi e costi della società pubblicoprivata che dal 1 ottobre 2002 si occupa di acqua e depurazione anche in costiera sorrentina. Alla base della commissione le proteste su costi e servizi che, secondo alcuni, sarebbero progressivamente peggiorati per l’utenza, mentre le bollette sarebbero aumentate sensibilmente. A Vico Equense vogliono capirci meglio. Vorremmo proprio esserci agli incontri tra De Rosa e Tempesta. Il primo navigato uomo politico, potente assessore regionale ai tempi della prima repubblica, il secondo manager in ascesa che ha imparato a gestire con una certa scaltrezza i rapporti con la politica. Ne vedremo delle belle. E ne sapremo tante, specie su assunzioni, consulenze e cosa più importante la rivendicazione da parte di Arips del valore economico degli impianti oggi gestiti da Gori e su cui proprio la politica ha assunto il ruolo dello struzzo (c’è un contenzioso che stenta a partire, perché?) – sempre che De Rosa non si faccia incantare dalle sirene di Tempesta. (Agorà)
martedì 7 ottobre 2008
Scuse pubbliche
Vico Equense - La questione dell'anonimato su internet è dibattuto a livello mondiale. Qui non possiamo affrontarla in termini generali, ma solo per quello che riguarda la nostra situazione. La situazione attuale permette a tutti di commentare gli articoli. Non obbligare alla registrazione ha permesso a tanti di esprimere la propria opinione. Molti però n’approfittano e usano il “mezzo” per attacchi personali e volgarità. Ad ogni modo nessuno è completamente anonimo. L'indirizzo IP del computer da cui si scrive il commento è registrato. In caso di denuncia per diffamazione le forze dell'ordine sono in grado di risalire all'autore del messaggio. Nel nostro blog sono stati pubblicati dei commenti del tutto anonimi, ben poco intelligenti, e creati con il solo scopo di dar fastidio ed offendere la professionalità della dottoressa Ilenia De Rosa addetto stampa del Comune di Vico Equense. Giudizi sommari sulla sua persona, e sulla sua professionalità, di cui ci siamo già giustificati privatamente, di quest’inconveniente ci assumiamo la responsabilità e le rinnoviamo apertamente la stima.
lunedì 22 settembre 2008
Discussione in Consiglio comunale
Vico Equense - Sono passato al consiglio comunale ed ho seguito la prima parte del dibattito riguardante la vicenda che ha visto coinvolto l’assessore Matteo De Simone, che ha portato in carcere due funzionari della Regione, colti in flagrante, mentre chiedevano la tangente in un ristorante. Maggioranza ed opposizione hanno manifestato solidarietà all’amministratore taglieggiato e per le forze dell’ordine e la magistratura, invece, un grato riconoscimento per il prezioso lavoro, ovviamente con i dovuti distinguo. Per le minoranze sono intervenuti Pasquale Cardone e Armando De Rosa, mentre per la maggioranza il capogruppo Antonio Di Martino. Cardone firmatario dell’esposto all’Ufficio Por dell’assessorato regionale al Turismo ha ripetuto la legittimità della sua battaglia in consiglio comunale, e le perplessità sull’attuazione del progetto legato ad una questione di carattere procedurale in quanto la zona è classificata “p4” ad alto rischio idrogeologico - il parere dell'autorità di bacino non è vincolante -. La vicenda ha poi alimentato il dibattito in consiglio comunale. Sull’argomento – continua Cardone - ho prodotto numerose interrogazioni che non hanno ricevuto risposta. Armando De Rosa già assessore regionale ha parlato di “similitudini” tra la mazzetta chiesta a De Simone e la vicenda che lo ha visto coinvolto in prima persona. All’epoca della Dc trionfante era un potentissimo assessore alla Regione di cui sarebbe diventato il presidente se non fosse stato arrestato. Secondo il suo ragiona
mento, è stato vittima di un complotto, ordito dalla DC che si è risolto con un’assoluzione. De Rosa ci tiene ad evidenziare - al civico consesso - che la sua fedina penale è immacolata. Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, scriveva – un po’ di anni fa - di una bustarella da 300 milioni, del vecchio conio, girata allo scomparso Antonio Gava: «Feci ’sto ragionamento: il denaro dovevo portarlo a Gava sennò quello lo viene a sapere e mi gioco la presidenza». Un riguardo che sarebbe stato ricambiato così: «Arma’, ma chiste so’ pampuglie! Trucioli!». De Rosa continua il suo intervento prendendosela con l’assessore regionale al turismo Velardi che ha distribuito milioni di euro e di risorse europee a pioggia agli amici ed agli amici degli amici. Scordati il passato, l’arresto del ’93, un altro arresto del 1987 e tangentopoli Armando De Rosa, oggi, ci da lezioni di etica. Attacca la sinistra e le continue denunce fatte da Cardone. La strumentalizzazione dei continui esposti “sono un campanello d’allarme”, un modo per indurre funzionari corrotti ad estorcere denaro alla Pubblica amministrazione. Il capogruppo Antonio Di Martino, a nome della maggioranza ha espresso a De Simone piena solidarietà e collaborazione. La scelta fatta dall’assessore, difficile anche dal punto di vista personale, rispecchia il comportamento
dell’amministrazione impegnata - a dispetto di quanto si voglia far credere - a lavorare nel pieno rispetto della legalità. Ha poi ricordato – al collega De Rosa – che pur avendo svolto, durante gli anni difficili di tangentopoli, ruoli d’amministratore politico, non è stato mai sfiorato da nessun tipo di provvedimento giudiziario. Infine - dalle parole del capogruppo - si percepisce che le continue denunce, e l’atteggiamento ostativo di una parte minoritaria della sinistra, concorre ad imbarbarire la politica in generale. Dal dibattito - questa è una mia valutazione - credo che emerga un dato politico inequivocabile: la politica fatta dal centrosinistra, quella percepita dalla gente, è quella fatta di denunce ed esposti. Molti pensano che l’obiettivo principale non è quello di proteggere i diritti, gli interessi dei cittadini, ma perseguitare chi in maniera del tutto legittima governa la Città. Questa politica è trasversale e investe un gruppo specifico di persone. Ci si sveglia la mattina e si decide che un cantiere, non piace magari anche solo per il colore dell'intonaco, di conseguenza si può andare da un magistrato e far bloccare i lavori, questo perchè l'individualismo, tipico di una corrente massimalista di sinistra, è cresciuto a dismisura monopolizzando il dibattito politico.
I fannulloni del turismo
Il sindaco Iervolino è una bravissima signora, donna corretta e di sanissimi principi; ha tutte le qualità per essere una vera signora. E’ vero! Ma la politica è un’altra cosa. Fare il sindaco in una città come Napoli richiede qualità che la signora Iervolino non ha. Per molte cose l’assessore Claudio Velardi ha ragione. Tutti possiamo criticare tutti, ma Velardi ricorda di essere assessore regionale al turismo? Ricorda che Napoli è una parte cospicua della regione Campania? Ricorda che tra le cose che a Napoli sono in coma c’è proprio il turismo? E che la causa non è solo la “munnezza”, ma anche la fatiscenza delle strutture turistiche? Lo sa Velardi che la Regione, anche di recente, ha distribuito miliardi di vecchie lire di risorse europee a pioggia agli amici ed agli amici degli amici? Lo sa Velardi che circa 1000 imprese hanno fatto ricorso contro quelle elargizioni, documentando fatti inquietanti? E non mi riferisco solo all’ultima distribuzione di fondi che assomiglia più ad una distribuzione di elemosina tra clientele che ad un programma organico di investimenti atti a rilanciare il turismo. Lo sa Velardi che la sinistra della quale egli fa orgogliosamente parte, amministra Napoli quasi ininterrottamente dal 1975? Trent’anni dei quali almeno la metà sono scritti sul libro di un uomo che si chiama Bassolino. La più grande truffa a danno di una città di un milione di abitanti l’ha commessa proprio lui, Bassolino. La truffa del nuovo rinascimento, quella di Bagnoli, quella della “munnezza”, per non parlare della sanità e delle altre attività economiche e sociali. Una truffa ancora in atto, e questa volta attuata con la complicità di una giunta accreditata come una squadra di esperti “padreterni”; e guarda caso, tra i padreterni” c’è anche Velardi. Io vorrei ricordare all’assessore al turismo che tanti anni fa, forse 30, a Napoli c’era un’Azienda del turismo piena di soldi provenienti non dallo Stato o dell’Europa, ma provenienti dall’imposta di soggiorno pagata agli alberghi dalle migliaia di turisti che venivano a visitare la città. Chiunque volesse controllare può farlo. Il presidente di quell’Azienda si chiamava Del Piero. E si chiamava Luigi Torino il presidente dell’Ente provinciale del turismo, un signore che amministrava il turismo nelle città della provincia. Velardi non sa che all’ora si facevano manifestazioni di valore mondiale. Con l’Enit, l’Alitalia e le Regioni si vendeva nel mondo il turismo italiano: il mare, il sole, la moda, il folclore, la musica, le canzoni, i prodotti della nostra terra l’arte e la cultura. Tutto si faceva con pochi miserabili soldi! “È moda a Capri” oggi non c’è più; non ci sono più gli Incontri internazionali del cinema di Sorrento, non ci sono più gli incontri musicali che nella regione ad Amalfi, a Positano e nel Cilento richiamavano turisti da tutto il mondo. Altro che quel piccolo aborto di slogan “Munnezza a chi?” Se vuole sapere Velardi come, a chi e perché sono state date le migliaia di miliardi di vecchie lire dal 2000 ad oggi abbia la forza di approfondire il problema; se vuole, io posso dargli anche qualche informazione, in fondo il turismo regionale, io come assessore, l’ho conosciuto prima di lui. (Armando de Rosa il Roma)
mercoledì 25 giugno 2008
Comune contro Gori
Vico Equense - A giorni il consiglio comunale valuterà la proposta di rottura con la gestione privatistica della Gori Spa. La condizione indispensabile per promuovere gli investimenti privati e per avviare anche in Italia l'industrializzazione del settore idrico risiede nel superamento della frammentazione delle gestioni del servizio. A questo scopo essa prevede l'estensione della gestione del servizio idrico ad ambiti di dimensioni tali da massimizzarne l'efficienza (ambito territoriali ottimali), ed inoltre l'accentramento della gestione dell'intero ciclo dell'acqua all'interno dell'ambito, dalla captazione alla depurazione, in un unico soggetto gestore (servizio idrico integrato). Così a partire dal 2002, la Gori, società in cui sono nominati i rappresentanti dei comuni presenti nell’ATO, ha assunto le funzioni che spettavano all’Arips, e di tutte le aziende che gestivano il ciclo delle acque, prima della legge Galli. L’obiettivo di alcuni Sindaci tra cui quello di Vico Equense è uscire dall’Ato. “Le promesse che erano state fatte ai cittadini sono state disattese – dice Gennaro Cinque – si pensava che, sulla base dell’assunta delle economie di scala, affidando la gestione all’Ato, sarebbero aumentati i servizi a fronte di una diminuzione dei costi. Niente di tutto ciò si è verificato, per cui io ed altri sindaci dell’ambito territoriale vogliamo uscirne. Con la gestione da parte dell’Arips, infatti, i cittadini si sentivano più garantiti, grazie ad un’interfaccia efficace e vicina”. Intanto, nel consiglio comunale di inizio luglio sarà istituita una commissione di studio sull’Ato, che sarà presieduta da un consigliere di minoranza. Il candidato più accreditato è Armando De Rosa. “Dobbiamo guardare a fondo in una società che presenta molti aspetti da chiarire. Sono due anni che faccio questa battaglia. Ed ogni volta che presento interrogazioni o chiedo per iscritto riposte, mi arrivano pressioni politiche che mi invitano a stare buono, mi dicono: chi comanda in Gori è a tua disposizione, per qualsiasi evenienza”.
domenica 23 marzo 2008
Intenzioni di voto
Vico Equense - Armando De Rosa Consigliere comunale, possibile un mio voto al centro destra. Ma non ho ancora deciso. Auspico un centro forte, ma gli spazi nella politica attuale non ci sono. Il problema più grave è che il nostro territorio è stato per l’ennesima volta mortificato. La penisola sorretina non conta nulla. Questa è il problema più grave. Non possiamo scegliere rappresentanti che – fatta qualche rara eccezione- abbiano la possibilità reale di essere eletti. E senza parlamentari espressione del territorio la nostra area non può decollare.martedì 18 marzo 2008
Napoli – New York
La sede della Regione Campania a New York finisce nel mirino per presunte irregolarità relative ad appalti per 4 milioni di euro affidati da Palazzo Santa Lucia alla Cosmofilm senza il rispetto delle normative nazionale e comunitaria: agli arresti domiciliari finisce l’amministratore della società di promozione di eventi, Elio De Rosa. Indagati due ex dirigenti regionali, Luigi Gragnaniello, già responsabile della sede Usa, e Giovanni D’Elia. Le accuse a De Rosa sono quelle di associazione a delinquere, corruzione, frode nelle pubbliche forniture in concorso con Gragnaniello e D’Elia.Eventi culturali a New York bufera sulla sede della Regione
Napolionline - la citta vista da dentro - martedì 18 marzo 2008
domenica 10 febbraio 2008
L’acqua ci costa troppo
Vico Equense - Il Consigliere Comunale Armando De Rosa ha presentato una mozione, condivisa da tutti gli schieramenti, per uscire dalla società che gestisce il servizio idrico integrato. Dopo anni di battaglie per l’acqua bene comune e di autoriduzione delle tariffe come forma di contestazione della privatizzazione del servizio idrico integrato, a giorni il consiglio comunale valuterà la proposta di rottura con la gestione privatistica della Gori Spa. Un documento che parte dalla legge n. 36/1994, nota come “Legge Galli”. Essa prende atto che la condizione indispensabile per promuovere gli investimenti privati e per avviare anche in Italia l'industrializzazione del settore idrico risiede nel superamento della frammentazione delle gestioni del servizio. A questo scopo essa prevede l'estensione della gestione del servizio idrico ad ambiti di dimensioni tali da massimizzarne l'efficienza (ambito territoriali ottimali), ed inoltre l'accentramento della gestione dell'intero ciclo dell'acqua all'interno dell'ambito, dalla captazione alla depurazione, in un unico soggetto gestore (servizio idrico integrato). venerdì 23 novembre 2007
Armando De Rosa in merito alle dimissioni di Cinque
Vico Equense - Punta sull'ironia, dall'alto di una lunga esperienza politica e amministrativa, Armando De Rosa, ex assessore regionale, ed uno dei candidati a sindaco battuto da Gennaro Cinque nel maggio dello scorso anno: «Forse si tratta ancora della famosa maledizione del vescovo Michele Natale. Basti pensare agli ultimi quindici anni di forte instabilità amministrativa, derivante anche dalla prematura scomparsa di un personaggio carismatico come Carlo Fermariello, sindaco solo per pochi mesi. In ogni caso spero che Cinque ci ripensi e ritorni sui suoi passi perché la città deve evitare un nuovo commissariamento. Oggi fare il sindaco è difficile - afferma De Rosa - soprattutto in una piccola e complessa città come Vico, dove il primo cittadino si fa carico dei problemi della gente. Forse Cinque, anche per il suo contatto diretto con i cittadini, ha pagato un momento di stress».
sabato 10 novembre 2007
Non dimentichiamoci il passato ...


«Veltroni? Sbaglia se sostiene di essere il nuovo solo perchè è giovane. Sono convinto che fare il capo di partito e il sindaco non sia una cosa giusta». E sul Pd: «No, io non sarò un suo elettore». È il giudizio che Antonio Gava, ex ministro dell'Interno nella prima Repubblica formula nei confronti del capo del Pd. L'occasione è data da una lunga intervista, realizzata da Metropolis TV. L'ex leader doroteo ha parlato del passato e del presente. Infatti non dimentichiamoci il passato … clicca sulle foto e leggi, dal libro di Francesco Barbagallo – Napoli fine Novecento (Politici cammorristi imprenditori) Edizione Einaudi pag. 114, 115, 116 e 117 rapporti tra Armando De Rosa e Gava.
mercoledì 24 ottobre 2007
Rifiuti e polemiche
Vico Equense - E’ polemica tra il Comune e la provincia di Napoli. L’assessore provinciale Giuliana Di Fiore (foto) risponde alle dichiarazioni rese dall’assessore Giuseppe Cioffi in merito alla raccolta differenziata. “Ho inviato una lettera ai 92 comuni della provincia per sapere se avessero bisogno di bidoni condominiali per la raccolta differenziata porta a porta. Dal Comune di Vico non ho avuto risposte”. Tra le altre cose l’assessore provinciale contesta le cifre della differenziata pubblicati dal Comune. “Nel 2006 secondo i dati inviati dal comune, la raccolta è arrivata quasi al 20%. Nell’ultimo anno, invece, è aumentata sfiorando solo alcune volte il 30%”. Sempre sul filone rifiuti si registra che dal 1° gennaio 2008 la normativa attuale impone ai Comuni della Regione Campania la copertura del 100% dei costi sostenuti per il servizio di gestione dei rifiuti con la TARSU. Ciò comporterà un ulteriore aumento della tassa indipendente dalla volontà delle amministrazioni locali. Pertanto le amministrazioni della Penisola Sorrentina si stanno opponendo in maniera compatta alla soluzione proposta dalla Regione, che non permetterebbe alle amministrazioni locali nemmeno di decidere sul tipo e sulla qualità dei servizi che verranno svolti sul proprio territorio, in quanto questi ultimi verranno decisi dall' "Autorità d'Ambito". In seguito ad un accordo preso in conferenza dei capigruppo, al consiglio comunale del 19 ottobre avente ad oggetto l’istituzione degli ATO, si è provveduto alla creazione di una commissione ad hoc per seguire l’evoluzione del problema e per tenere contatti con le altre municipalità insieme con il Sindaco e l’assessore Cioffi. La maggioranza di centrodestra ha votato il Consiglieri Pasquale Cardone e Armando De Rosa (che era presente al momento del voto) per la minoranza.
lunedì 22 ottobre 2007
I Pomiciniani
Vico Equense è una città che politicamente cerca ancora una propria identità, e per non fallire si affida alla tradizione democristiana. Il Sindaco Cinque rimette mano alla Giunta con una “new entry”. Infatti su richiesta del commissario politico della DC per le Autonomie dott. Giuseppe Scaramellino, (da non confondere con la Nuova Democrazia Cristiana) ritorna sulla scena amministrativa della città il dott. Lello Esposito, e con lui la DC Pomiciniana, una volta contrapposta alla DC Dorotea Gavianea e Derosiana. La DC per le autonomie punta a rappresentare una "terza identità", un ritorno alle ideologie del passato ritenute ancora valide. Alle scorse elezioni vota Paolo Cirino Pomicino, che diventa Deputato e punto di riferimento in Campania, pur avendo due condanne definitive: un anno e otto mesi per una tangente Enimont, e due mesi, patteggiati, per corruzione nel processo per i fondi neri dell´Eni. Secondo le nostre regole, se un parlamentare è stato condannato per un reato, può serenamente esercitare. Armando De Rosa adesso è consigliere comunale d’opposizione, all’epoca della Dc trionfante era un potentissimo assessore alla Regione di cui sarebbe diventato il presidente se non fosse stato bloccato dalla Magistratura. Gavianeo ve lo ricordate: «Arma’, ma chiste so’ pampuglie! Trucioli!». Storia vecchia, alle scorse amministrative si è candidato a Sindaco con tre liste civiche ricevendo un discreto numero di voti. Ammetto che, ingenuamente, ci avevo creduto davvero, che la DC fosse finita, ma a pensarci bene …
Etichette:
De Rosa,
Esposito,
Pomicino,
Scaramellino
sabato 6 ottobre 2007
L’Alimuri si trasferisce alla Marina di Seiano

Vico Equense - Se sarà costruito alla Marina di Seiano, il gemello del mai nato albergo di Alimuri appesantirà con altro cemento un'area minacciata dagli scempi. Una zona per decenni coltivata a vigneti e agrumeti. Oggi, chi scenda verso la spiaggia lungo via Torretta s'imbatte sulla destra in un neonato bed&breakfast di proprietà di Flora Beneduce, medico e consorte del consigliere comunale, ex assessore regionale, Armando De Rosa. Era una casa colonica circondata da viti e limoni. Sono stati effettuati interventi di ristrutturazione e mutamento di destinazione d'uso, autorizzati a seguito di dichiarazione di inizio attività. Recentemente il servizio urbanistica del Comune ha notificato una ordinanza di sospensione dei lavori a De Rosa e alla moglie, avendo riscontrato i tecnici difformità tra quanto autorizzato e quanto realizzato. Stesso terreno e identica proprietà, di fronte all'ex casa colonica, si notano i tetti verdi e rossi di un ristorante abusivo semicarbonizzato, per il quale fu presentata domanda di condono negli anni Ottanta. Due anni fa la domanda di condono è stata accolta dal Comune. Ulteriori irregolarità, rispetto alle volumetrie per le quali era stato chiesto il condono, hanno provocato il sequestro da parte dei carabinieri. Proseguendo verso il mare, ecco un parcheggio realizzato nel letto del torrente Rivo d'Arco. Se piove a dirotto i veicoli galleggiano. Alla destra, sulla spiaggia, in pieno demanio, la terrazza abusiva del ristorante «Il Saraceno». Ci sarebbe un'ordinanza di demolizione, mai eseguita. Risalendo verso la statale, nel vallone di Seiano, una baraccopoli, realizzata in gran parte in coincidenza dell'ultimo condono edilizio. Pur apprezzando la decisone del governo di approfondire la vicenda, i forti dubbi sullo scambio ecomostro-nuovo albergo sono evidenti. Non sfuggirà che la società proprietaria dell'albergo ha legami di parentela molto stretti con un esponente di spicco della giunta regionale.
Abusivismo edilizio in Penisola Sorrentina
Iscriviti a:
Post (Atom)