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sabato 14 febbraio 2009

Acque agitate ...

Da più tempo si assiste ormai sgomenti al teatrino politico dell’accusa reciproca rispetto a chi ha voluto la costosa ed inefficiente privatizzazione del servizio idrico. Da chi accusa i sostenitori della legge Galli a chi accusa l’attuale governo, che con l’art.23 bis (D.L. 112/ 6 agosto 2008), vuole obbligare i comuni a cedere la gestione ai privati. Un teatrino incapace di guardare all’interesse superiore, come invece hanno fatto 144 comuni lombardi che, minacciando un referendum, hanno rivendicato con legge regionale, il diritto dei Comuni a decidere sull'acqua. Oppure come ha fatto la regione Piemonte che ha impugnato l’art.23 bis innanzi alla corte costituzionale. Altro esempio viene da Parigi, (12 milioni di abitanti) che si riappropria della fallimentare gestione privata che aveva portato i prezzi alle stelle senza dare in cambio un significativo miglioramento dei servizi. Basta con le ambiguità ed i fraintendimenti! Si prenda atto che la privatizzazione ha fallito. Non ha risolto i problemi del settore idrico, ha complicato la vita agli enti locali e si è rivelata per quello che era: un affare per pochi a danno di molti. L’acqua, come tutti i beni comuni, deve essere gestita in modo corretto, anche attraverso processi tecnologici ed industriali, ma senza diventare un bene economico per la competizione del mercato. Il servizio idrico deve essere un diritto da assicurare senza margini di profitto e speculazioni, privo quindi di rilevanza economica. Sul piano locale, i Comuni di Vico Equense e Sorrento, hanno chiesto di abbandonare l’Ato e la Gori per gestire in proprio, attraverso l’Arips, le risorse idriche. Questa mattina da Metropolis gli risponde Carlo Sassi. “Chiedere di uscire dalla Gori è solo demagogia”. L’ex Sindaco di Meta sostiene che l’Arips non ha strategie, ed è impossibile, alla luce dell’attuale quadro normativo uscire dall’Ato e dalla gestione della Gori.

(Clicca sulla foto per ingrandirla)

mercoledì 7 novembre 2007

RifiutATO

Il sito di stoccaggio di ecoballe di Giugliano, 'Taverna del Re', chiuderà il prossimo 20 dicembre. E' quanto deciso nel corso della riunione svoltasi in Prefettura a Napoli. Entro il 20 novembre, invece, ci sarà la copertura delle cosiddette ecoballe, ossia una sorta di messa in sicurezza per quei rifiuti ancora all'aria aperta. Individuati anche i cinque siti di stoccaggio, uno per ogni provincia: saranno realizzati in 45 giorni. Lo stop all'attività di funzionamento è stato determinato in relazione ad una diversa interpretazione di alcune autorizzazioni rilasciate, nei giorni scorsi, dal Commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania da parte della Fibe e dello stesso Commissariato: questo avrebbe portato la Fibe a non consentire il conferimento di rifiuti presso gli impianti. Intanto, è caos. La penisola sorrentina dice no alla costituzione degli Ato. Francesco Gargiulo assessore di Piano di Sorrento e delegato dalla penisola chiederà alla regione campania il blocco totale della procedura per il commissariamento.

martedì 30 ottobre 2007

Rifiuti rischio commissariamento

Meta - Alle Regioni è affidata la disciplina delle autorità d’ambito per la gestione rifiuti: ogni Provincia dovrà avere un suo ATO per l’organizzazione della raccolta. “Se la Penisola sorrentina dovesse rifiutare la costituzione degli ATO rischierebbe il commissariamento”. A lanciare l’allarme è Giuseppe Tito consigliere comunale dell’opposizione. Che contestualmente lancia anche una proposta chiedere la modifica dell’art. 15 della legge regionale e affidare ai sindaci il potere decisionale in materia di rifiuti. L’idea di Tito è quella di creare degli ambiti territoriali nuovi di zecca in cui entreranno a far parte tutte quelle realtà caratterizzate dall’attività turistica.

giovedì 25 ottobre 2007

No ATO

Castellammare di Stabia - Il settore rifiuto è commissariato da 13 anni, e nessun governo, indipendentemente dal colore, è riuscito a sbloccare la situazione. La camorra ha sempre fatto la parte del leone, con lo smaltimento illegale e con la compiacenza di tutte le autorità. Di fronte allo scoppio dell’emergenza del 1994, il governo pensò bene di creare dei commissari speciali preposti alla gestione del problema. Dapprima sono stati i prefetti a svolgere quest’incarico e poi i presidenti delle regioni. Oggi invece al fine di giungere alla risoluzione dell'emergenza rifiuti la Regione, ha emanato la legge regionale 4/2007 che prevede, tra l'altro, il passaggio della gestione dei servizi, compresa la determinazione delle tariffe, ad Ambiti Territoriali Ottimali, coincidenti con le singole Province. Apriti cielo. Un fronte compatto di No. I Sindaci, dei Comuni del napoletano non vogliono sentir parlate di ATO provinciale per la gestione dei rifiuti. Ieri si è tenuto un incontro alle Terme di Stabia, a cui hanno preso parte i rappresentanti delle amministrazioni coinvolte. L’incontro è finito con la redazione di un documento da inviare alla Regione. Trai più attivi i comuni della penisola sorrentina che in più di un’occasione hanno ripetuto la disomogeneità tra le diverse realtà esistenti all’ombra del Vesuvio con quelle dei Comuni di Vico Equense, Sorrento ed altri a vocazione turistica. Contrario all’ATO anche il Sindaco di Castellammare Salvatore Vozza (foto).

mercoledì 24 ottobre 2007

Rifiuti e polemiche

Vico Equense - E’ polemica tra il Comune e la provincia di Napoli. L’assessore provinciale Giuliana Di Fiore (foto) risponde alle dichiarazioni rese dall’assessore Giuseppe Cioffi in merito alla raccolta differenziata. “Ho inviato una lettera ai 92 comuni della provincia per sapere se avessero bisogno di bidoni condominiali per la raccolta differenziata porta a porta. Dal Comune di Vico non ho avuto risposte”. Tra le altre cose l’assessore provinciale contesta le cifre della differenziata pubblicati dal Comune. “Nel 2006 secondo i dati inviati dal comune, la raccolta è arrivata quasi al 20%. Nell’ultimo anno, invece, è aumentata sfiorando solo alcune volte il 30%”. Sempre sul filone rifiuti si registra che dal 1° gennaio 2008 la normativa attuale impone ai Comuni della Regione Campania la copertura del 100% dei costi sostenuti per il servizio di gestione dei rifiuti con la TARSU. Ciò comporterà un ulteriore aumento della tassa indipendente dalla volontà delle amministrazioni locali. Pertanto le amministrazioni della Penisola Sorrentina si stanno opponendo in maniera compatta alla soluzione proposta dalla Regione, che non permetterebbe alle amministrazioni locali nemmeno di decidere sul tipo e sulla qualità dei servizi che verranno svolti sul proprio territorio, in quanto questi ultimi verranno decisi dall' "Autorità d'Ambito". In seguito ad un accordo preso in conferenza dei capigruppo, al consiglio comunale del 19 ottobre avente ad oggetto l’istituzione degli ATO, si è provveduto alla creazione di una commissione ad hoc per seguire l’evoluzione del problema e per tenere contatti con le altre municipalità insieme con il Sindaco e l’assessore Cioffi. La maggioranza di centrodestra ha votato il Consiglieri Pasquale Cardone e Armando De Rosa (che era presente al momento del voto) per la minoranza.

domenica 21 ottobre 2007

Gestione dei rifiuti

Penisola Sorrentina - Nell'ultimo anno, al fine di giungere alla risoluzione dell'emergenza rifiuti la Regione, ha emanato la legge regionale 4/2007 che prevede, tra l'altro, il passaggio della gestione dei servizi, compresa la determinazione delle tariffe, ad Ambiti Territoriali Ottimali, coincidenti con le singole Province, senza considerare le specifiche necessità dei singoli territori. Pertanto i Comuni verranno espropriati delle competenze in una materia così delicata come i rifiuti, con i rischi di una gestione comprensoriale. Inoltre dal 1° gennaio 2008 la normativa attuale impone ai Comuni della Regione Campania la copertura del 100% dei costi sostenuti per il servizio di gestione dei rifiuti con la TARSU. Ciò comporterà un ulteriore aumento della tassa indipendente dalla volontà delle amministrazioni locali. Pertanto le amministrazioni della Penisola Sorrentina si stanno opponendo in maniera compatta alla soluzione proposta dalla Regione, che non permetterebbe alle amministrazioni locali nemmeno di decidere sul tipo e sulla qualità dei servizi che verranno svolti sul proprio territorio, in quanto questi ultimi verranno decisi dall' "Autorità d'Ambito".

venerdì 19 ottobre 2007

Cosa pensa il Pd degli ATO?

Vico Equense – 1100 cittadini che in una giornata di sole fanno la fila per votare alle primarie di un partito sono un fatto politico. Danno il senso, di un paese perbene che guarda alla politica con attenzione. Oggi quello che spaventa un po’, sinceramente, è l'idea che questo movimento popolare, venga usato per comporre i soliti comitati oligarchici, staff, e cose del genere. Intimorisce l'idea di limitare la "partecipazione", mentre affascina l'idea di una grande forza popolare che sappia, sui grandi temi, nazionali e locali, coinvolgere nelle decisioni e non semplicemente consultare i cittadini e i militanti. Questa mattina in consiglio comunale si è discusso di ATO e rifiuti. Alcuni sindaci dei comuni costieri, pensano che sia possibile fare un proprio ATO, autonomo, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Un ragionamento che non può prescindere dalla Legge nazionale che istituisce l'ATO e dalle competenze regionali, che al momento non risulta abbia delegato alle comunità locali tale prospettiva. Ma la posizione del Pd sull’argomento come si è sviluppata? Per questo c'è tutta una sfida di innovazione e di riforma della politica che non può essere, ancora una volta, non accolta o peggio ancora vissuta con la mediocrità dei gruppi dirigenti tendenti all'autoconservazione. C’è bisogno di metodi nuovi.

Sorrento dice no all'ATO

Sorrento - Fronte unico del consiglio comunale che, ieri pomeriggio, ha votato all’unanimità il dissenso per l’adesione all’Ato (Ambito territoriale ottimale) per la gestione dei rifiuti ed il sostegno alla realizzazione del piano di ristrutturazione del campo Italia. Sull’Ato per la gestione dei rifiuti a Napoli e provincia, oltre al Comune di Sorrento, anche gli altri centri della costiera, da Vico Equense a Massa Lubrense, si preparano ad approvare un documento unitario per bocciare gli schemi di statuto e le convenzioni proposte dalla Provincia di Napoli. «Possiamo ipotizzare – ha spiegato il sindaco Marco Fiorentino – che l’Ato possa gestire le strutture come discariche e termovalorizzatori, ma non accettiamo che possa coordinare anche raccolta e spazzamento, attività che sul nostro territorio sono su standard qualitativi di primo livello».

Consiglio Comunale sui rifiuti

Vico Equense - Questa mattina alle ore 10 presso la casa comunale è stato indetto d’urgenza il Consiglio comunale con all’ordine del giorno l’art. 17 della legge regionale n° 4 del 28 marzo 2007 “Norme in materia di gestione, trasformazione, riutilizzo dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”. Alle Regioni è affidata la disciplina delle autorità d’ambito per la gestione rifiuti: ogni Provincia dovrà avere un suo ATO per l’organizzazione della raccolta. In questo momento sono presenti nella provincia di Napoli ben 18 consorzi con 2316 dipendenti. Decisamente troppi. Art. 17 della legge regionale n° 4: Il presidente della provincia nel cui territorio si estende l’ATO provvede alle attività strumentali alla costituzione dell’autorità d’ambito. In particolare:
a) predispone la convenzione e lo statuto dell’autorità d’ambito sulla base dello schema
tipo che la giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, adotta entro
trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge;
b) stabilisce il termine perentorio, che non può superare i trenta giorni, per approvazione
della convenzione e dello statuto da parte di ogni consiglio degli enti locali che
costituiscono l’autorità d’ambito;
c) convoca nei successivi trenta giorni l’assemblea di insediamento per l’approvazione
della convenzione e dello statuto e per l’elezione degli organi dell’autorità d’ambito.
2. La provincia assicura, con la propria struttura organizzativa, il primo funzionamento dell’
autorità d’ambito.
3. La convenzione e lo statuto sono approvati dall’assemblea con il pronunciamento
favorevole dei comuni che rappresentano almeno la maggioranza assoluta della popolazione
dei comuni ricadenti nell’ATO.
4. La regione, nel caso in cui i comuni e le province non costituiscono l’autorità d’ambito nei
termini indicati al comma 1, esercita i poteri sostitutivi di cui all’articolo 24 .
5. Gli oneri conseguenti all’attività di cui al presente articolo sono posti a carico del bilancio
dell’autorità d’ambito.