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giovedì 11 giugno 2009

Acqua, in Costiera cartelle pazze

Alle famiglie bollette con cifre da capogiro. La Gori: pronti a correggere le anomalie

Sorrento - Bollette all’acqua pazza. Amare sorprese dalla Gori per gli abitanti della penisola sorrentina: canoni idrici da capogiro. È il caso di una famiglia che risiede in una villetta al Capo di Sorrento: l’importo da pagare di 1.378 euro per un consumo idrico di oltre 500 metri cubi d’acqua ha quanto meno sorpreso l’utente. Una cifra enorme rispetto al consueto. Nel solo mese di aprile il consumo ammonta a 6 mila litri di acqua potabile al giorno. Non basta. All’intestatario della fattura viene richiesto anche il pagamento di un conguaglio per il trimestre gennaio-marzo di 680 euro. Ad una donna di Massa Lubrense è andata anche peggio. Con la fattura del quarto trimestre del 2008 le è stato chiesto di pagare un conguaglio per i due trimestri precedenti che hanno fatto schizzare la bolletta a 547 euro. Un ulteriore conguaglio relativo all’ultimo trimestre del 2008 lo ha pagato con la fattura del primo periodo di quest’anno. L’intestataria vive in un piccolo appartamento con la figlia e la madre per cui non si spiega come possa consumare migliaia di litri di acqua ogni mese. Inoltre, alla fine del 2008 le è stato sostituito il contatore esterno all’abitazione senza che venisse avvisata, per cui non ha strumenti per confutare le rilevazioni. Un altro caso riguarda una famiglia di Sorrento: è stato rilevato un consumo di 200 metri cubi in più rispetto a quanto indicato dall’apparecchio. Altre situazioni simili si registrano, comunque, anche in altre zone. Dalla Gori arriva una precisazione: «Per quanto riguarda il primo caso – sottolinea Emilio Porcaro, responsabile della fatturazione dell’azienda – riscontro un’anomalia già verificando il consumo storico dell’utente. In questo caso il cliente deve rivolgersi ai nostri uffici per un reclamo. Il pagamento della fattura sarà sospeso in attesa di verifiche». Una soluzione questa che può essere applicata in tutte le situazioni in cui si registrano consumi anomali. «Bisogna precisare – aggiunge Porcaro – che nel caso il problema sia riconducibile ad una perdita all’interno della proprietà dell’utente la fattura da pagare è legittima, anche se si può chiederne la rateizzazione». Per quanto riguarda la donna di Massa Lubrense, invece, la bolletta potrebbe essere risultata gonfiata per un’errata lettura del vecchio contatore poi sostituito. «In questo caso – spiega il responsabile della fatturazione di Gori - basta recarsi presso i nostri sportelli per far controllare l’ultima lettura del misuratore. Se la sostituzione è avvenuta in assenza dell’utente i nostri operai hanno l’obbligo di fotografare l’apparecchio prima di asportarlo, per cui basta controllare la foto per verificare la correttezza di quanto riportato in fattura». Il caso più semplice da risolvere è quello relativo all’errore di lettura di un contatore in uso. «Basta che l’utente ci comunichi il problema e la lettura esatta - spiega Porcaro - ed avvieremo le verifiche del caso rimborsando eventuali cifre pagate in più». Il responsabile della fatturazione di Gori spiega anche che l’azienda si è dotata di un nuovo sistema informatico per l’emissione delle fatture. I computer confrontano la bolletta con il consumo storico dell’utenza, se riscontrano anomalie il pagamento viene sospeso. «Solo a Sorrento – precisa Porcaro – in questo momento abbiamo 40 casi» (Massimiliano D'Esposito il Mattino)

sabato 14 febbraio 2009

Acque agitate ...

Da più tempo si assiste ormai sgomenti al teatrino politico dell’accusa reciproca rispetto a chi ha voluto la costosa ed inefficiente privatizzazione del servizio idrico. Da chi accusa i sostenitori della legge Galli a chi accusa l’attuale governo, che con l’art.23 bis (D.L. 112/ 6 agosto 2008), vuole obbligare i comuni a cedere la gestione ai privati. Un teatrino incapace di guardare all’interesse superiore, come invece hanno fatto 144 comuni lombardi che, minacciando un referendum, hanno rivendicato con legge regionale, il diritto dei Comuni a decidere sull'acqua. Oppure come ha fatto la regione Piemonte che ha impugnato l’art.23 bis innanzi alla corte costituzionale. Altro esempio viene da Parigi, (12 milioni di abitanti) che si riappropria della fallimentare gestione privata che aveva portato i prezzi alle stelle senza dare in cambio un significativo miglioramento dei servizi. Basta con le ambiguità ed i fraintendimenti! Si prenda atto che la privatizzazione ha fallito. Non ha risolto i problemi del settore idrico, ha complicato la vita agli enti locali e si è rivelata per quello che era: un affare per pochi a danno di molti. L’acqua, come tutti i beni comuni, deve essere gestita in modo corretto, anche attraverso processi tecnologici ed industriali, ma senza diventare un bene economico per la competizione del mercato. Il servizio idrico deve essere un diritto da assicurare senza margini di profitto e speculazioni, privo quindi di rilevanza economica. Sul piano locale, i Comuni di Vico Equense e Sorrento, hanno chiesto di abbandonare l’Ato e la Gori per gestire in proprio, attraverso l’Arips, le risorse idriche. Questa mattina da Metropolis gli risponde Carlo Sassi. “Chiedere di uscire dalla Gori è solo demagogia”. L’ex Sindaco di Meta sostiene che l’Arips non ha strategie, ed è impossibile, alla luce dell’attuale quadro normativo uscire dall’Ato e dalla gestione della Gori.

(Clicca sulla foto per ingrandirla)

giovedì 23 ottobre 2008

Scattano i rimborsi

Vico Equense - Secondo i giudici della Consulta il primo comma dell'articolo 14 della legge Galli è "irragionevole" in quanto non trova corrispondenza con il corrispettivo contrattuale richiesto. In altre parole non è corretto far pagare i canoni di depurazione in quei comuni in cui questo servizio non viene espletato, quindi i relativi gestori non possono addebitarli in bolletta. Una prima conseguenza della decisione della Corte è che coloro che hanno pagato la tariffa ingiustamente, da una prima lettura, della sentenza possono chiedere la restituzione delle somme versate negli ultimi cinque anni in quanto l'annullamento è retroattivo e, per legge, i crediti relativi ai servizi di fornitura si prescrivono in cinque anni. Il nostro Comune non dispone di alcun impianto di depurazione, pertanto, si può chiedere il rimborso immediato di quanto illegittimamente prelevato dalla GORI in questi anni a titolo di canone di depurazione. “E’ una sentenza importante per i contribuenti italiani spesso vessati da norme inique – afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it – Era un paradosso continuare a pagare un canone per la depurazione quando il servizio non veniva effettuato.” Per maggiori informazioni sulle modalità di rimborso e per ottenere la relativa modulistica contatta “Lo Sportello del Contribuente della Campania” al numero 0814202418.

Meta - Tassa illegittima, chiesta restituzione

Vico Equense – Il depuratore di Punta Gradelle è destinato a raccogliere gli scarichi dell’intera Costiera l’entrata in funzione è prevista per il 2011.

sabato 18 ottobre 2008

Tempi duri per Gori

Vico Equense - Stefano Tempesta, amministratore delegato della Gori, la società che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Napoli, dovrà vedersela con Armando De Rosa. Motivo? Il grande vecchio della politica equana è stato nominato presidente di una commissione consiliare costituita ad hoc per verificare servizi e costi della società pubblicoprivata che dal 1 ottobre 2002 si occupa di acqua e depurazione anche in costiera sorrentina. Alla base della commissione le proteste su costi e servizi che, secondo alcuni, sarebbero progressivamente peggiorati per l’utenza, mentre le bollette sarebbero aumentate sensibilmente. A Vico Equense vogliono capirci meglio. Vorremmo proprio esserci agli incontri tra De Rosa e Tempesta. Il primo navigato uomo politico, potente assessore regionale ai tempi della prima repubblica, il secondo manager in ascesa che ha imparato a gestire con una certa scaltrezza i rapporti con la politica. Ne vedremo delle belle. E ne sapremo tante, specie su assunzioni, consulenze e cosa più importante la rivendicazione da parte di Arips del valore economico degli impianti oggi gestiti da Gori e su cui proprio la politica ha assunto il ruolo dello struzzo (c’è un contenzioso che stenta a partire, perché?) – sempre che De Rosa non si faccia incantare dalle sirene di Tempesta. (Agorà)

sabato 11 ottobre 2008

Corte Costituzionale: la quota della depurazione non va pagata

La Corte Costituzionale, chiamata a giudicare la legittimità del pagamento della quota di depurazione nelle bollette dell’acqua, a seguito del ricorso presentato da un cittadino gragnanese contro le somme versate alla Gori per un servizio non reso, ha stabilito che detta quota non deve essere pagata se nel comune non sono attivi i depuratori per l’acqua fognaria. Il Giudice, sollevando la questione di costituzionalità dell’articolo 14 della legge che prevede il pagamento, da parte degli utenti, della quota della depurazione anche nel caso in cui l’impianto non è funzionante, ha stabilito che, nella fattispecie, non si tratta di una tassa ma di un servizio che, alla fine, non viene erogato. Questo viola l’articolo 3 della Costituzione e, pertanto, la quota di depurazione non deve essere pagata. Dal canto suo, la Gori giustificava il pagamento di questa quota di depurazione anche nei comuni ancora sprovvisti degli impianti di depurazione, evidenziando come dette quote sono necessarie proprio alla realizzazione dei depuratori stessi.

venerdì 3 ottobre 2008

Acqua cara

Vico Equense - Al consiglio comunale di martedì scorso altro punto all’ordine del giorno la proposta di composizione e mission della commissione sulla gestione delle acque. Il Comune di Vico Equense insieme ad altri è pronto ad uscire da GORI, sostenendo la necessità di tornare alla gestione pubblica, visto che i costi dell’acqua sono salati. Tra le iniziative un documento, sottoscritto da centro destra e centro sinistra, che evidenzia le inefficienze di questa società e i costi esorbitanti delle bollette recapitate ai cittadini. Nel documento si parla di esternalizzazione di servizi, di assunzioni indiscriminate di personale e di consulenze esterne. In particolare, per quanto riguarda il nostro Comune, il livello di efficienza si è notevolmente ridotto a causa della soppressione dello storico ufficio-sportello, e del ridimensionamento della squadra operativa locale addetta alla gestione del territorio comunale. Pertanto i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza sottoscrittori del documento sostengono che la GORI non abbia operato in base ai criteri fissati dalla normativa in materia, e quindi non sia corrispondente agli interessi generali della collettività. La risorsa idrica non può essere gestita secondo l’ottica del profitto economico e delle leggi di mercato – continua il documento – vada rivista tutta la filosofia e la logica che fin qui ha portato alla privatizzazione della gestione di una fondamentale risorsa pubblica. La commissione sarà composta di sei membri, tre di maggioranza e tre di opposizione, e da un presidente nominato nella prossima conferenza dei capigruppo. “L’iniziativa – ha spiegato Antonio Di Martino capogruppo di maggioranza – è partita in seguito alle numerose proteste dei cittadini. Molte istanze che fanno riferimento al peggioramento del servizio ed a un aumento delle tariffe”. Il candidato più accreditato alla presidenza di questa commissione, che probabilmente sarà presieduta da un consigliere di minoranza è Armando De Rosa. “Dobbiamo guardare a fondo in una società che presenta molti aspetti da chiarire. Sono due anni – ha detto De Rosa - che faccio questa battaglia. Ed ogni volta che presento interrogazioni o chiedo per iscritto riposte, mi arrivano pressioni politiche che mi invitano a stare buono, mi dicono: chi comanda in G.O.R.I. è a tua disposizione, per qualsiasi evenienza”. La risorsa idrica non può essere gestita secondo l´ottica del profitto economico e delle leggi di mercato. L’acqua è fondamentale per gli essere umani e l’accesso ad essa è un diritto, non un capriccioso bisogno da far pagare caro ed amaro con il taglio dei costi e l’aumento delle tariffe per far crescere gli utili delle società per azioni.

Castellammare di Stabia: caos sulle bollette della GORI

martedì 16 settembre 2008

Scala si alla commissione d’inchiesta sulla GORI

Castellammare di Stabia - "La mia sarà la prima firma alla proposta avanzata dal Circolo della Libertà di Castellammare per istituire una commissione d'inchiesta sulla legittimità del trasferimento del Servizio Idrico Integrato dell'Ato Sarnese - Vesuviano alla Gori" . E' quanto afferma in una nota il capogruppo di Sinistra Democratica in Regione Campania Tonino Scala (nella foto). "Ho ricevuto nella mattinata di oggi - spiega Scala - una comunicazione del Circolo della Liberta' di Castellammare, in cui si invitavano tutti i consiglieri regionali ad adoperarsi affinchè si istituisse, ai sensi dell'articolo 46 dello Statuto della Regione Campania, una Commissione Regionale sulla legittimità del trasferimento del servizio idrico alla Gori. Come consigliere regionale in questi anni con tutta una serie di interrogazioni al fianco dei comitati di cittadini mi sono battuto per contrastare questo trasferimento. Dalle battaglie contro gli aumenti tarrifari a quelle riguardanti le assunzioni eseguite dalla Gori; alle tante manifestazioni a sostegno dell'acqua come bene comune e di tutti. Chiedo pertanto ai miei colleghi consiglieri regionali di sottoscrivere questa proposta avanzata dal Circolo di Castellammare e di farne di questa istanza una battaglia di civiltà"

domenica 24 agosto 2008

Acqua non pagata, querelle da 41mila euro

Sorrento - Costretto ad abbandonare l´albergo che aveva in gestione lascia alla società che ne è proprietaria un buco di oltre 41mila euro per non avere regolarizzato il pagamento della fornitura idrica relativa ai 3 anni di occupazione della struttura turistica. L´enorme debito è stato rimborsato dal liquidatore giudiziario con il fondo a disposizione; ora, però, la querelle si sposta sui tavoli del tribunale. Inspiegabile l´atteggiamento della Gori spa che per morosità di 25-50 euro non esita ad attaccare un semplice cittadino, mentre impiega ben 3 anni per intimare un enorme sospeso ad una struttura alberghiera. La particolare vicenda ha colpito L´Hotel Carlton International di Sorrento, albergo in liquidazione tra i soci Carlo Cocurullo, Eredi Maria Galano già GeneralFinanziaria sas e Findeco snc, da anni impegnati in lotte intestine per una serie di illeciti e scorrettezze perpetrate all´atto della stipula di documenti inerenti la gestione della struttura. L´albergo, nel pieno della stagione turistica e con stanze occupate per 135 clienti, oltre a 38 dipendenti, ha rischiato la chiusura perché gli operai della Gori spa, di buon mattino, si sono presentati nella struttura per provvedere al distacco della fornitura in virtù del mancato pagamento di un importo pari a 41.250,18 euro per bollette non pagate nel periodo 14 febbraio 2004 – 14 aprile 2007. Scongiurato il pericolo con una corresponsione in extremis il liquidatore giudiziario ha iniziato opera di rivalsa sul gestore dell´albergo, ritenuto abusivo, per il recupero della somma. Tutto sembra imputabile ad un contratto illegittimo con il quale Brigida De Rosa, socia della GeneralFinanziaria ed autoproclamatasi amministratrice unica della società Hotel Carlton International snc con scrittura autenticata dal notaio Antonio Formisano, concedeva in fitto l´azienda alberghiera alla società Villa di Sorrento rappresentata da Antonino Esposito. Il tutto senza interpellare né convocare l´altro socio Carlo Cocurullo titolare del 50% dell´Hotel Carlton International. Nonostante il rifiuto dell´iscrizione del contratto da parte del registro delle imprese di Napoli, l´albergo veniva comunque illegittimamente consegnato al nuovo gestore. Dopo numerose azioni legali intraprese dal socio Carlo Cocurullo il tribunale di Torre Annunziata riconosceva l´occupazione abusiva dell´albergo intimando e condannando il gestore alla restituzione della struttura con l´intervento dell´ufficiale giudiziario. Rilascio avvenuto però senza avere pagato l´acqua per 3 anni. Alla fine il colpo di scena con la Gori spa che si ricorda in extremis di presentare il salatissimo conto per la mancata corresponsione di oltre 41mila euro. (Vincenzo Maresca – Positano News)

La protesta dell´acqua

Castellammare di Stabia - «Non pagate le bollette dell´acqua». È in rivolta Castellammare di Stabia. La città delle acque dichiara guerra alla Gori. Sessantasette mila residenti in questi giorni per la prima volta stanno ricevendo le bollette della Gori e non della vecchia municipalizzata Asam. C´è anche un´altra novità, la bolletta unica comprende anche la spesa per la fogna e per la prima volta il pagamento per il depuratore. Nuove bollette e proteste. Da ieri la cittadina è stata tappezzata di manifesti: «Avviso alla cittadinanza, stanno pervenendo bollette dell´acqua da un soggetto diverso dall´Asam, la scadenza è il 15 settembre. Attenzione, non pagate questa bolletta e rivolgetevi all´Unione nazionale consumatori». Al messaggio seguono le sigle di 11 associazioni, tra cui Città Viva, Aurora, Il Sorriso, Mani Tese, Cps, che si sono unite in comitato contro «la privatizzazione dell´acqua». La Gori spa è una società mista per la gestione in affidamento (fino al 2032) del servizio idrico integrato nell´Ambito territoriale ottimale (Ato 3) Sarnese-Vesuviano, che comprende 76 comuni, di cui 59 nella provincia di Napoli e 17 in quella di Salerno. Il programma di Gori prevede una graduale acquisizione delle precedenti gestioni esistenti nell´Ato 3. I primi comuni ad essere acquisiti sono stati quelli della penisola sorrentina nel 2003, per un totale di 74 comuni gestiti a luglio 2008. L´ultimo è appunto Castellammare. E come a Nola, San Giorgio a Cremano, Nocera e Cicciano (Comuni in cui la gestione dell´acqua è passata alla Gori), anche a Castellamare i comitati civici sono scesi in campo. «Ci sono molti aspetti delle bollette che non ci tornano - spiega don Gennarino Somma, presidente del Cps, Comitato promozione e sviluppo - . Abbiamo affidato il caso al nostro legale, l´avvocato Luigi Vingiani, e stiamo preparando un ricorso cumulativo. Il primo punto è il contratto: noi cittadini abbiamo firmato un contratto con l´Asam e nessuno ci ha chiesto se volevamo la Gori. Un contratto si firma e si rescinde sentendo sempre tutte le parti in causa». Il Comitato si è riunito ieri sera in assemblea. La prima decisione presa è: «Chiedere alla Gori uno stato dei lavori, come una mappa dettagliata di strade e palazzi, per il depuratore - dice don Gennaro Somma - perché è assurdo e illegale chiedere alla gente di pagare un servizio che non esiste». Quella sulle bollette comunque è solo una battaglia: «La guerra da vincere - dicono i comitati da Castellammare a Nola - è contro la privatizzazione dell´acqua, bene che rischia di finire in mano ai privati e alle multinazionali». Una guerra che vuole smorzare sul nascere il direttore generale della Gori, Giovanni Marati: «I comitati sbagliano a fare una battaglia cieca contro di noi. Uniamoci insieme, invece, per ottenere più finanziamenti pubblici e abbassare le tariffe». Marati spiega: «Non siamo privati. La Gori è una società per azioni dove il socio di maggioranza è pubblico ed è rappresentato appunto dall´Ente d´Ambito Sarnese Vesuviano. L´acqua è per legge dello Stato un bene pubblico. Non aumentiamo tariffe, che tra l´altro non decidiamo noi. E non pagare le bollette non serve a nessuno, anzi danneggia quei cittadini onesti che da sempre pagano per i propri consumi» (Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli)

martedì 19 agosto 2008

Senz’acqua

Vico Equense - Da questa notte l´isola di Capri e la penisola Sorrentina, sono senza acqua. Lo stop all´erogazione è stato causato da un guasto all´impianto di sollevamento regionale in località Bonea, come riportato dalla Gori, la società che gestisce la fornitura d´acqua. Il guasto, avvenuto intorno alle 2 di notte, è piuttosto serio: non è stata fornita per ora una stima dei tempi di ripristino del servizio. A Capri la fornitura è garantita solo all´ospedale e in Piazzetta, mentre ad Anacapri l´acqua c´é ancora ma dovrebbe esaurirsi in poche ore. La Penisola Sorrentina è invece a secco
da Vico Equense a Massalubrense.

mercoledì 13 agosto 2008

L’affaire acqua

E’ stata presentata al ministro dell’interno, al ministro dell’ambiente e a quello dei rapporti con le regioni un’interrogazione parlamentare dal deputato forzista Gioacchino Alfano. Oggetto dell’interrogazione, i rapporti tra ATO, Gori e cittadini: insomma l’affaire acqua. Nell’interrogazione, viene ricostruita di fatto la storia della gestione del ciclo integrato delle acque: tutto comincia il 5 gennaio 1994, quando la legge n.36 istituì gli ATO (ambiti territoriali ottimali) ai quali affidare la gestione delle risorse idriche. Il passo successivo avviene, a Palazzo Santa Lucia, con la legge regionale 14 del 21 maggio 1997: con tale strumento normativo venivano individuati, per la Regione Campania, quattro ATO ed in particolare l’area nolano-vesuviana veniva affidato all’ATO 3 Sarnese-Vesuviano. Per aderire all’ambito bisogna necessariamente approvarne lo statuto in consiglio comunale: eppure, denuncia l’interrogazione di Alfano, nell’ATO 3 molti comuni non hanno aderito in alcun modo al consorzio obbligatorio. In alcuni dei comuni che non hanno aderito, poi, la gestione delle risorse idriche è stata affidata alla GORI s.p.a. "senza - precisa il parlamentare - un legittimo affidamento ad opera del consiglio comunale organo competente ex lege". "L’interrogante- continua Alfano- con una lettera inviata al Garante per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha chiesto l’apertura di un procedimento istruttorio volto ad accertare l’eventuale inosservanza della normativa per l’affidamento del servizio idrico integrato nell’ambito dell’ATO 3 Sarnese-Vesuviano ove le Autorità d’Ambito hanno disposto lo stesso in favore di una società non completamente pubblica quale la GORI s.p.a., nonché, nell’ambito di tale procedimento istruttorio, di avviare un puntuale ed immediato accertamento circa l’eventuale inosservanza della normativa per l’affidamento del servizio idrico integrato da parte dei comuni dell’ATO 3 Sarnese-Vesuviano alla GORI s.p.a". Tale provvedimento, allo stato, è ancora aperto. Nell’interrogazione, inoltre, si fa presente che nei comuni serviti dalla GORI (il cui acronimo sta per gestione ottimale risorse idriche), i cittadini (su iniziativa dei comitati di lotta per l’acqua pubblica) hanno stilato e siglato petizioni popolari inviate al prefetto di Napoli ed alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata: l’obiettivo era richiedere immediati interventi per porre fine alle illegittimità riscontrate. "Nello specifico- spiega Alfano- nella vicenda si adombravano anche delle responsabilità penali in quanto non essendo legittimo l’affidamento dalla GORI s.p.a. non poteva, assolutamente incamerare, come invece ha fatto, le somme versate dai cittadini ignari". Sulla scorta di questo, il parlamentare forzista ha chiesto un intervento diretto dei ministeri: in particolare, al ministero dell’interno e a quello dei rapporti delle regioni di indagare sulle petizioni presentate a Prefettura e Procura; mentre il ministero dell’ambiente dovrà verificare quanti e quali comuni non hanno aderito al consorzio obbligatorio e quindi legalmente non hanno legami con GORI. (Mariangela Barretta da il Mediano.it)

lunedì 7 luglio 2008

«Basta polemiche sull’acqua ai privati»

Sedici amministratori di altrettanti comuni avevano chiesto di rimettere in discussione l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato, a suo tempo deliberato dall'Ente di Ambito, alla società privata Gori. Ma ora scendono in campo i sindacati per ricordare che «è grazie a questi amministratori che il Parlamento accelera il processo di liberalizzazione/privatizzazione dei servizi pubblici locali». In poche parole Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil sottolineano la scarsa capacità, nel passato, nella gestione da parte della pubblica amministrazione. Un attacco duro e diretto quello dei sindacati che hanno inviato una lettera al presidente dell’Ato3 Campania Alfonsina De Felice e ai sindaci dei Comuni del bacino (Castellammare, Nocera Inferiore, Palma Campania, Visciano, Cicciano, Comiziano, Pompei, Sorrento, Vico Equense, Portici, Torre Annunziata, Roccapiemonte, Torre del Greco, Striano, Terzigno). «Noi - scrivono - abbiamo condiviso e agevolato il percorso sin qui seguito dalla Gori, sia pure in un confronto serrato a tutela dei lavoratori e a garanzia di un servizio sempre migliore da offrire alle popolazioni interessate, nel quadro di un assetto organizzativo che desse risposte sul piano sociale e occupazionale. Filcem-Femca-Uilcem si rendono disponibili, in questo quadro, a tutti i confronti che si riterranno necessari, offrendo il contributo di conoscenza maturato negli anni nel rapporto coi lavoratori e la società». Gargiulo (foto), Maglio e Cafaggi - i rappresentati provinciali delle sigle sindacali - fanno quindi notare che «crediamo sia utile riprendere alcuni passaggi di un ordine del giorno del consiglio comunale di Castellammare di Stabia del 26 gennaio 2006 quando afferma che "la forma di gestione scelta a suo tempo dal nostro Ato, che è quella di una società a maggioranza Ato e ad ampio controllo pubblico, non appare in contraddizione con gli obiettivi che ci si pone, ferma restando la discussione in itinere in proposito". Ed ancora, "la fase attuale non è quella della scelta tra varie opzioni possibili, ma quella dell'ottimizzazione dell'attività dell'Ato, attraverso la realizzazione di un patto di consultazione permanente con le forze sociali e le associazioni a tutela dei consumatori ed il rafforzamento delle sue prerogative di programmazione, controllo e di regolazione delle tariffe"». La lettera dei lavoratori ricorda anche che il Consiglio stabiese, «ritiene che non esista, a legislazione vigente, alcuna possibilità di impedire il passaggio dell'Asam di Castellammare nella Gori spa, ma ribadisce con fermezza, che essa deve avvenire trasferendone sia le attività, sia le passività». Sul nodo delle passività imputabili a una gestione deficitaria dell'Asam si è poi espresso il Tar «affermando che i debiti sarebbero rimasti a carico del Comune di Castellammare». Secondo i sindacalisti, è stata proprio la decisione del tribunale amministrativo a «determinare un repentino cambio di rotta avviando un conflitto con la Gori, cavalcando i malcontenti». (Il Mattino)

mercoledì 2 luglio 2008

I guasti della privatizzazione dell’acqua

Vico Equense - GORI S.p.A. - Gestione Ottimale Risorse Idriche gestisce il Servizio Idrico Integrato (captazione, adduzione e distribuzione agli utenti della risorsa idrica, collettamento e raccolta delle acque reflue, depurazione) nell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) n°3 Campania. GORI S.p.A. ha avviato la propria attività nell'ottobre del 2002 in seguito all'attuazione della Legge 36/94, nota come "Legge Galli", che prevede l'affidamento del servizio idrico integrato ad un unico gestore in ciascun Ambito Territoriale Ottimale. L'ATO, denominato "Sarnese Vesuviano", comprende 76 Comuni situati nel territorio della Penisola Sorrentina e Isola di Capri, nell'area del Vesuvio (interno e costiero), nell'area dei Monti Lattari e nel bacino idrografico del fiume Sarno. Il Comune di Vico Equense insieme ad altri è pronto ad uscire da GORI, sostenendo la necessità di tornare alla gestione pubblica, visto che i costi dell’acqua sono salati. Tra le iniziative un documento, sottoscritto da centro destra e centro sinistra, che evidenzia le inefficienze di questa società e i costi esorbitanti delle bollette recapitate ai cittadini. Nel documento si parla di esternalizzazione di servizi, di assunzioni indiscriminate di personale e di consulenze esterne. In particolare, per quanto riguarda il nostro Comune, il livello di efficienza si è notevolmente ridotto a causa della soppressione dello storico ufficio-sportello, e del ridimensionamento della squadra operativa locale addetta alla gestione del territorio comunale. Pertanto i consiglieri comunali Armando De Rosa, Marianna De Martino, Pasquale Cardone, Consiglio Cannavale e Ciro Vanacore sottoscrittori del documento sostengono che la GORI non abbia operato in base ai criteri fissati dalla normativa in materia, e quindi non sia corrispondente agli interessi generali della collettività. La risorsa idrica non può essere gestita secondo l’ottica del profitto economico e delle leggi di mercato – continua il documento – vada rivista tutta la filosofia e la logica che fin qui ha portato alla privatizzazione della gestione di una fondamentale risorsa pubblica. Nel consiglio comunale del 4 luglio ore 18 sarà istituita una commissione di studio sull’Ato, che sarà presieduta da un consigliere di minoranza. Il candidato più accreditato è Armando De Rosa. “Dobbiamo guardare a fondo in una società che presenta molti aspetti da chiarire. Sono due anni che faccio questa battaglia. Ed ogni volta che presento interrogazioni o chiedo per iscritto riposte, mi arrivano pressioni politiche che mi invitano a stare buono, mi dicono: chi comanda in Gori è a tua disposizione, per qualsiasi evenienza”.

giovedì 26 giugno 2008

Niente acqua, un giorno da collasso

Sorrento - Rubinetti a secco, le perle del Golfo si trasformano in deserto. Un guasto alla rete elettrica che alimenta gli impianti idrici di Gragnano manda improvvisamente in tilt il sistema di erogazione dell’acqua in costiera sorrentina e sull’isola di Capri: dalle prime luci del mattino alla tarda serata di ieri, infatti, la Gori ha garantito il servizio di fornitura idrica solo ad «intermittenza». Caos e disagi, ovviamente, si sono registrati tra la popolazione residente e i turisti che alloggiano nelle strutture ricettive del territorio: non sono mancate, in tal senso, vibranti proteste da parte degli operatori del comparto terziario, costretti a razionalizzare o addirittura ad azzerare i consumi idrici dei loro clienti. Insomma, nella giornata di ieri, lungo le strade del turismo si è sfiorata un’autentica emergenza idrica. Il primo campanello d’allarme risuona nella serata di martedì, alle 22 circa, quando un improvviso guasto a una rete Enel di media tensione blocca le attività degli impianti idrici della struttura regionale di Gragnano. Il guasto, in realtà, viene parzialmente riparato ieri mattina alle 4, ma l'interruzione della fornitura elettrica non consente comunque il recupero dei serbatoi di accumulo, con la conseguente mancanza di acqua su tutto il territorio comunale di Sorrento, Sant’Agnello e nelle aree collinari di Massa Lubrense. Qualche ora dopo, alle 7 circa, la Regione comunica alla Gori che l'Enel ha chiesto di limitare il prelievo della fornitura elettrica agli impianti di Gragnano per evitare il collasso del sistema. Il guasto elettrico, infatti, non è ancora definitivamente risolto e per intervenire l’Enel ha bisogno di un’ulteriore sospensione della fornitura. Per questo motivo l'acqua immessa nel sistema idrico della costiera sorrentina e di Capri è solo del 50 per cento, e pertanto con questa sola disponibilità si cerca di alimentare almeno quella fascia costiera più densamente popolata e in cui si trovano la maggior parte delle attività turistiche. Alle 10.11, l’Enel ripristina l’intero servizio, ma la Gori necessita comunque di altro tempo per tornare a riempire i serbatoi di accumulo. Il normale servizio idrico riprende dal pomeriggio, dapprima con il ripristino della fornitura nelle fasce litoranee e poi, in serata, nelle aree interne e collinari. (Giuseppe Damiano il Mattino)

45 comuni del vesuviano senza acqua

mercoledì 25 giugno 2008

Comune contro Gori

Vico Equense - A giorni il consiglio comunale valuterà la proposta di rottura con la gestione privatistica della Gori Spa. La condizione indispensabile per promuovere gli investimenti privati e per avviare anche in Italia l'industrializzazione del settore idrico risiede nel superamento della frammentazione delle gestioni del servizio. A questo scopo essa prevede l'estensione della gestione del servizio idrico ad ambiti di dimensioni tali da massimizzarne l'efficienza (ambito territoriali ottimali), ed inoltre l'accentramento della gestione dell'intero ciclo dell'acqua all'interno dell'ambito, dalla captazione alla depurazione, in un unico soggetto gestore (servizio idrico integrato). Così a partire dal 2002, la Gori, società in cui sono nominati i rappresentanti dei comuni presenti nell’ATO, ha assunto le funzioni che spettavano all’Arips, e di tutte le aziende che gestivano il ciclo delle acque, prima della legge Galli. L’obiettivo di alcuni Sindaci tra cui quello di Vico Equense è uscire dall’Ato. “Le promesse che erano state fatte ai cittadini sono state disattese – dice Gennaro Cinque – si pensava che, sulla base dell’assunta delle economie di scala, affidando la gestione all’Ato, sarebbero aumentati i servizi a fronte di una diminuzione dei costi. Niente di tutto ciò si è verificato, per cui io ed altri sindaci dell’ambito territoriale vogliamo uscirne. Con la gestione da parte dell’Arips, infatti, i cittadini si sentivano più garantiti, grazie ad un’interfaccia efficace e vicina”. Intanto, nel consiglio comunale di inizio luglio sarà istituita una commissione di studio sull’Ato, che sarà presieduta da un consigliere di minoranza. Il candidato più accreditato è Armando De Rosa. “Dobbiamo guardare a fondo in una società che presenta molti aspetti da chiarire. Sono due anni che faccio questa battaglia. Ed ogni volta che presento interrogazioni o chiedo per iscritto riposte, mi arrivano pressioni politiche che mi invitano a stare buono, mi dicono: chi comanda in Gori è a tua disposizione, per qualsiasi evenienza”.

giovedì 15 maggio 2008

Il servizio idrico passa alla GORI

Castellammare di Stabia - Si terrà oggi il consiglio comunale con all’ordine del giorno la discussione sulla avvenuto passaggio di consegne del servizio idrico dall’ente comunale alla Gori spa. Cresce sempre di più, nella cittadina stabiese, il fronte della protesta. Il sindaco Salvatore Vozza contesta le procedure. «Intollerabili i modi della Gori. Servono chiarimenti sui debiti e trasparenza per le assunzioni». Come annunciato nei giorni scorsi con una diffida notificata agli amministratori di palazzo Farnese, alle 10.30 di ieri mattina un pool di funzionari della società di gestione del servizio idrico, incaricati dall’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, si sono recati presso il comune e la direzione dell’Asam per prendere in consegna degli impianti comunali di acqua potabile, sversamenti reflui e fognari. «Intollerabili i metodi usati da Gori – spiega Vozza –. Con un atto a me mai notificato, hanno ritenuto di interrompere qualsiasi dialogo intrapreso nei mesi scorsi».

«E' guerra ai morosi» Gori chiude i rubinetti
Napolionline - la citta vista da dentro - giovedì 15 maggio 2008

lunedì 22 ottobre 2007

Che acqua beviamo?

GORI - L'acqua è un diritto fondamentale, senza rilevanza economica, e dovrebbe essere sottratto alle logiche di mercato. La proprietà e la gestione di questa risorsa collettiva andrebbero affidati ad enti totalmente pubblici, superando il concetto di società per azioni private (o anche partecipate dagli enti locali). L’emergenza idrica che sta interessando i Paesi Vesuviani, riporta l’attenzione su un problema che ha radici profonde. Il problema dell’acqua, tra siccità, sprechi, condotte colabrodo e privatizzazioni, continua ad occupare il primo posto nella stampa locale. Molto si è detto anche sulle perdite, dovute alla vetustà, della rete di distribuzione, che raggiungono il 40% dell'acqua immessa. La Gori S.p.A. ha assunto, prima, la gestione del ciclo integrato delle acque in tutto il territorio della Penisola Sorrentina e, successivamente, per fasi graduali, di altri 63 Comuni, tra cui i 21 dell'Acquedotto Vesuviano. Attualmente è controllata congiuntamente dall'Ente d'Ambito Sarnese-Vesuviano (ATO3), con il 51% del capitale sociale, e dalla società Sarnese Vesuviano S.r.l. con il 37% circa, soggetti tra cui intercorrono appositi patti parasociali. Il Consorzio Gori vede insieme alla quota pubblica detenuta dall’ATO stesso la compartecipazione di Enel-Hydro, controllata dal colosso francese Vivendi, della ex municipalizzata ACEA. La Gori, quindi, dovrebbe essere responsabile del servizio idrico integrato, che comprende rete di distribuzione e qualità dell’acqua. Quello che emerge mostra una realtà nebulosa fatta di risorse finanziarie sprecate, milioni di euro assegnati con la procedura della somma urgenza, senza appalti. Anche la qualità dell’acqua in alcune aree dei comuni di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano e Torre del Greco, a causa dell’annoso problema connesso con la eccessiva presenza di fluoruri e nitrati se ne sconsiglia l’uso. Il Sindaco di Portici Vincenzo Cuomo chiede che i vertici della Gori si dimettano.