lunedì 7 luglio 2008

«Basta polemiche sull’acqua ai privati»

Sedici amministratori di altrettanti comuni avevano chiesto di rimettere in discussione l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato, a suo tempo deliberato dall'Ente di Ambito, alla società privata Gori. Ma ora scendono in campo i sindacati per ricordare che «è grazie a questi amministratori che il Parlamento accelera il processo di liberalizzazione/privatizzazione dei servizi pubblici locali». In poche parole Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil sottolineano la scarsa capacità, nel passato, nella gestione da parte della pubblica amministrazione. Un attacco duro e diretto quello dei sindacati che hanno inviato una lettera al presidente dell’Ato3 Campania Alfonsina De Felice e ai sindaci dei Comuni del bacino (Castellammare, Nocera Inferiore, Palma Campania, Visciano, Cicciano, Comiziano, Pompei, Sorrento, Vico Equense, Portici, Torre Annunziata, Roccapiemonte, Torre del Greco, Striano, Terzigno). «Noi - scrivono - abbiamo condiviso e agevolato il percorso sin qui seguito dalla Gori, sia pure in un confronto serrato a tutela dei lavoratori e a garanzia di un servizio sempre migliore da offrire alle popolazioni interessate, nel quadro di un assetto organizzativo che desse risposte sul piano sociale e occupazionale. Filcem-Femca-Uilcem si rendono disponibili, in questo quadro, a tutti i confronti che si riterranno necessari, offrendo il contributo di conoscenza maturato negli anni nel rapporto coi lavoratori e la società». Gargiulo (foto), Maglio e Cafaggi - i rappresentati provinciali delle sigle sindacali - fanno quindi notare che «crediamo sia utile riprendere alcuni passaggi di un ordine del giorno del consiglio comunale di Castellammare di Stabia del 26 gennaio 2006 quando afferma che "la forma di gestione scelta a suo tempo dal nostro Ato, che è quella di una società a maggioranza Ato e ad ampio controllo pubblico, non appare in contraddizione con gli obiettivi che ci si pone, ferma restando la discussione in itinere in proposito". Ed ancora, "la fase attuale non è quella della scelta tra varie opzioni possibili, ma quella dell'ottimizzazione dell'attività dell'Ato, attraverso la realizzazione di un patto di consultazione permanente con le forze sociali e le associazioni a tutela dei consumatori ed il rafforzamento delle sue prerogative di programmazione, controllo e di regolazione delle tariffe"». La lettera dei lavoratori ricorda anche che il Consiglio stabiese, «ritiene che non esista, a legislazione vigente, alcuna possibilità di impedire il passaggio dell'Asam di Castellammare nella Gori spa, ma ribadisce con fermezza, che essa deve avvenire trasferendone sia le attività, sia le passività». Sul nodo delle passività imputabili a una gestione deficitaria dell'Asam si è poi espresso il Tar «affermando che i debiti sarebbero rimasti a carico del Comune di Castellammare». Secondo i sindacalisti, è stata proprio la decisione del tribunale amministrativo a «determinare un repentino cambio di rotta avviando un conflitto con la Gori, cavalcando i malcontenti». (Il Mattino)

Nessun commento: