lunedì 19 maggio 2008

Il Riformista ci va giù duro con la Jervolino

''Il sindaco di Napoli Rosa Jervolino ha tutto il diritto di difendersi dalle accuse che le piovono addosso. Del resto, non fa altro da sette anni. Ogni volta che qualcuno la critica, lo manda a quel paese. Di recente ha preso a mandare a quel paese anche il vescovo di Napoli, il cardinale Sepe, che e' forse l'unica benedizione che Dio abbia mandato a quella disgraziata città da molto tempo a questa parte''. E' quanto si legge in un editoriale del “Riformista” di domani. ''Il sindaco di Napoli non ha responsabilità dirette nella gestione dei rifiuti, che è commissariata da più di un decennio -prosegue il quotidiano diretto da Antonio Polito- Ma quello di cui davvero non può lamentarsi è dell'«assoluta assenza di senso civico» dei suoi concittadini che danno fuoco all'immondizia, ovviamente istigati «dalla malavita che vuole destabilizzare la città», visto che ormai la camorra è diventata il refugium peccatorun di ogni problema di Napoli. Non può perchè il sindaco è responsabile del senso civico della città che governa''. Oseremmo dire che, dall'elezione diretta in poi, è questo il suo compito fondamentale: rappresentare, guidare, orientare, il senso civico della propria città. Esercitarne la guida, incarnarne la leadership, dare il buon esempio. E se il sindaco di Napoli e l'intero consiglio comunale si oppongono all'apertura di una discarica danno il cattivo esempio, tradiscono il senso civico di cui lamentano l'assenza, e spingono i cittadini a bruciare l'immondizia in cui nuotano. ''Dal punto di vista della leadership, bisogna dire che l'esperienza della Jervolino è stata un fallimento -conclude il “Riformista”- E certamente una brava persona, onesta e appassionata, ma non e' assolutamente all'altezza dell'emergenza della sua città. Il sindaco di Napoli dice che non intende dimettersi. E' nel suo diritto, visto che e' stata eletta direttamente dai cittadini ed e' all'ultimo mandato. Ma almeno se ne stia in disparte, non faccia danni, lasci lavorare il commissario De Gennaro, il premier Berlusconi, e financo il vituperatissimo governatore Bassolino, che almeno ha capito l'antifona e si e' messo a tirare la carretta dalla parte giusta''.

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