Si è insediato ieri, martedì 13, e la prima cosa che ha fatto è chiamare «gli amici» riformatori a sinistra. Il ministro dell'Innovazione, Renato Brunetta, ha riunito un gruppo di uomini che sono sì all'opposizione, ma che la macchina pubblica la conoscono bene: da Nicola Rossi, a Pietro Ichino, al suo predecessore, il campano Luigi Nicolais. Che si dice «pronto a collaborare». Onorevole Nicolais, ieri il neo-ministro Brunetta ha detto senza mezzi termini: «I fannulloni? Semplicemente da licenziare ». È d'accordo? «Certo che sono d'accordo. L'ho anche fatto». Cioè? «Il primo anno abbiamo licenziato 150 dipendenti, il secondo 280, utilizzando, tra l'altro, le leggi esistenti. Io racconto spesso che quando ero direttore di dipartimento all'Università di Napoli riuscii a far licenziare due ricercatori che non si presentavano mai al lavoro». È un tagliatore di teste? «No, ma un conto è lavorare svogliatamente, un'altra cosa è non andare proprio sul luogo di lavoro, un obbligo. La difficoltà è che la procedura è lunga». Brunetta ha anche annunciato una verifica sui call center collegati agli enti pubblici. A cominciare dal call center per i rifiuti della Regione Campania. Lei che pensa di queste iniziative? «Penso che può controllare, certo, ma non può licenziare. Esiste la devolution in Italia e dipende dagli enti locali non dal governo. Questo è un punto delicato». Ma perché è più difficile che si licenzi in una Regione o in un Comune? «Per ragioni di immagine e di opportunità. Non credo ci siano altri motivi». (Simona Brandolini - Corriere del Mezzogiorno) mercoledì 14 maggio 2008
Luigi Nicolais (Pd): «Via i fannulloni dalla Pa? sono d'accordo con Brunetta»
Si è insediato ieri, martedì 13, e la prima cosa che ha fatto è chiamare «gli amici» riformatori a sinistra. Il ministro dell'Innovazione, Renato Brunetta, ha riunito un gruppo di uomini che sono sì all'opposizione, ma che la macchina pubblica la conoscono bene: da Nicola Rossi, a Pietro Ichino, al suo predecessore, il campano Luigi Nicolais. Che si dice «pronto a collaborare». Onorevole Nicolais, ieri il neo-ministro Brunetta ha detto senza mezzi termini: «I fannulloni? Semplicemente da licenziare ». È d'accordo? «Certo che sono d'accordo. L'ho anche fatto». Cioè? «Il primo anno abbiamo licenziato 150 dipendenti, il secondo 280, utilizzando, tra l'altro, le leggi esistenti. Io racconto spesso che quando ero direttore di dipartimento all'Università di Napoli riuscii a far licenziare due ricercatori che non si presentavano mai al lavoro». È un tagliatore di teste? «No, ma un conto è lavorare svogliatamente, un'altra cosa è non andare proprio sul luogo di lavoro, un obbligo. La difficoltà è che la procedura è lunga». Brunetta ha anche annunciato una verifica sui call center collegati agli enti pubblici. A cominciare dal call center per i rifiuti della Regione Campania. Lei che pensa di queste iniziative? «Penso che può controllare, certo, ma non può licenziare. Esiste la devolution in Italia e dipende dagli enti locali non dal governo. Questo è un punto delicato». Ma perché è più difficile che si licenzi in una Regione o in un Comune? «Per ragioni di immagine e di opportunità. Non credo ci siano altri motivi». (Simona Brandolini - Corriere del Mezzogiorno)
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