martedì 13 maggio 2008

Velardi: e ora riprendiamoci Napoli

(...) le istituzioni, da sole, non bastano. Tanto più in una situazione difficile, precaria, contraddittoria come quella napoletana e campana. Ci vuole qualcosa di più. Ci vuole l'intervento attivo e costante della società, dei giovani, della gente. Mi ha colpito una notizia che ho letto l'altro ieri: cittadini che spontaneamente presidiano l'area pedonalizzata di Porta Capuana; lo stesso fanno dei ragazzi in una piazza dei Quartieri spagnoli, o coloro (cominciano ad essere tanti) che organizzano pazientemente la raccolta differenziata, malgrado le mille inefficienze organizzative. Queste iniziative si devono moltiplicare, devono diventare una rete diffusa, un sistema capace di crescere autonomamente, di sostenersi e di riprodursi: solo così il tessuto civile di Napoli potrà rigenerarsi. Ci vogliamo lavorare seriamente? Io comincio a progettare una prima iniziativa per prendere concretamente in mano la città e gestirla, anche senza (non contro) le istituzioni. Voi ditemi che cosa ne pensate. E tenetevi pronti. (Dal blog di Claudio Velardi, assessore al Turismo della Regione Campania)

Risponde Marco Demarco (Corriere del Mezzogiorno)

Bravo Velardi, così si fa. Basta con questo piagnisteo napoletano, basta con questo statalismo assistenziale per cui a tutto provvedono le istituzioni pubbliche, e benvenuto sia il suo rinnovato credo kennediano: è finito il tempo in cui ci si chiedeva cosa il Paese fa per noi, ora dobbiamo tutti chiederci cosa noi possiamo fare per il Paese. O, nel nostro caso, per Napoli. Riprendiamoci dunque la città, autogoverniamoci, autodiscipliniamoci. Trasformiamoci in cittadini modello, in esempi di civismo. Autonomia, libertà di iniziativa, creatività di massa: massì, possibile che nessuno ci abbia pensato prima? Bravo Velardi, allora, e chi se ne frega se a Napoli ci sono un'amministrazione che fa acqua da tutte le parti e una sindaca, voluta da Bassolino, che dopo aver polemizzato con i piripacchi fa una giunta di piripacchi. Velardi ha ragione: addio recriminazioni, addio polemiche. Le cose basta volerle. Del resto, non è bastato dire «Mondezza a chi?» per ripulire le strade di Napoli? Allora avanzo una controproposta. Anzi, una integrazione alla proposta velardiana. Insieme con Napoli, perché non ci riprendiamo anche la Regione Campania? In fondo, non è che lì le cose vadano tanto bene. C'è un Bassolino pro-discariche e un assessore come Gabriele, comunista rifondato, che invece partecipa alle barricate anti-discariche. C'è un impegno a collaborare con il governo e un altro assessore, Ganapini, che si affretta a dire che Bertolaso non capisce niente di rifiuti. C'è il responsabile dell'Industria, Cozzolino, che si vanta per un piano, il Paser, che razionalizza l'uso dei fondi europei e il suo collega, il professor D'Antonio, certo invece che quel piano sia tanto farraginoso quanto ingestibile. E via elencando. Prima di partire alla conquista di Napoli, forse Velardi potrebbe buttare un occhio anche alle stanze dei colleghi. Così, tanto per dare un senso di marcia all'autogestione regionale.

Nessun commento: