Vico Equense - Due suicidi, lasciandosi cadere nel vuoto, in poco più di un mese. Un volo di oltre cinquanta metri: due vite spezzate , due uomini residenti a Sant'Agnello e Sant'Antonio Abate che hanno drammaticamente scelto di porre alla loro esistenza. Al centro di queste tragedie c’è il ponte di Seiano, ottocentesca struttura edificata tra il 1834 e il 1835, in contemporanea alla costruzione della statale sorrentina. Ora, contro questa escalation pericolosa che rischia di fare proseliti è sceso in campo il Comune di Vico Equense. Con una lettera firmata sia dal sindaco Gennaro Cinque, sia da Antonio Parlato, assessore ai trasporti, si è chiesto alla direzione compartimentale dell'Anas un «intervento urgente ed indifferibile alle strutture protettive del ponte volte a impedire lo scavalcamento delle ringhiere». Nella comunicazione si evidenzia come «i nefasti accadimenti si stanno reiterando nel tempo» con negative ripercussioni sull'immagine della città di Vico Equense e di Seiano. Lascia senza parole la lucidità delle azioni con cui un trentanovenne di Sant’Antonio Abate è andato incontro alla sua morte. Come seguendo le fasi prefissate di un rito ha parcheggiato la propria auto sul ponte, ha finanche acceso le luci di emergenza; è uscito dall'abitacolo e si è diretto al parapetto, ha scavalcato facilmente la ringhiera in ghisa (quella originale del 1835) che non ha una sufficiente altezza tale da impedire lo scavalcamento e si è lasciato andare nel vuoto, senza nemmeno un attimo di ripensamento. Una sequenza che si è snodata anche sotto gli occhi dei bambini della colonia estiva organizzata dal Comune di Vico: «È stata una scena impressionante - afferma l'autista del minibus - stavamo risalendo dalla marina d'Equa quando i bambini hanno visto l'uomo cadere nel vuoto. Ho cercato di rassicurarli dicendo che si erano sbagliati e che si trattava di un lancio un corposo sacco di rifiuti da parte di un automobilista». Negli ultimi anni sono state almeno dieci le persone che hanno scelto quel ponte per porre fine alla loro esistenza. macabro, una scelta dettata anche dalla considerazione che nonostante i soccorsi siano sempre scattati con repentinità (l'ospedale di Vico attraverso via Cavottole dista trecento metri dal vallone del rivo d'Arco) non abbiano mai portato alla salvezza o al ricovero ancora in vita. In passato anche il vicino e più alto ponte della Circumvesuviana è diventato meta del macabro rituale del suicidio. La richiesta di intervento di messa in sicurezza determinò l'installazione di reti dissuasive che hanno avuto l’effetto sperato. Niente però è stato fatto per il ponte sulla sorrentina, e di questo si è discusso anche nel consiglio comunale dell'altra sera. «Crediamo che interventi rapidi siano ormai da adottare al più presto - afferma l'assessore Antonio Parlato - perché con la difficile situazione sociale in atto sono sempre più le persone che scelgono di porre fine alla loro esistenza in un modo così tragico. Vico Equense vuol balzare agli onori della cronaca per altri motivi positivi e non per un triste record non imputabile ai suoi cittadini». (Umberto Celentano il Mattino)
martedì 8 luglio 2008
«Troppi suicidi dal ponte di Seiano: mettete le reti»
Vico Equense - Due suicidi, lasciandosi cadere nel vuoto, in poco più di un mese. Un volo di oltre cinquanta metri: due vite spezzate , due uomini residenti a Sant'Agnello e Sant'Antonio Abate che hanno drammaticamente scelto di porre alla loro esistenza. Al centro di queste tragedie c’è il ponte di Seiano, ottocentesca struttura edificata tra il 1834 e il 1835, in contemporanea alla costruzione della statale sorrentina. Ora, contro questa escalation pericolosa che rischia di fare proseliti è sceso in campo il Comune di Vico Equense. Con una lettera firmata sia dal sindaco Gennaro Cinque, sia da Antonio Parlato, assessore ai trasporti, si è chiesto alla direzione compartimentale dell'Anas un «intervento urgente ed indifferibile alle strutture protettive del ponte volte a impedire lo scavalcamento delle ringhiere». Nella comunicazione si evidenzia come «i nefasti accadimenti si stanno reiterando nel tempo» con negative ripercussioni sull'immagine della città di Vico Equense e di Seiano. Lascia senza parole la lucidità delle azioni con cui un trentanovenne di Sant’Antonio Abate è andato incontro alla sua morte. Come seguendo le fasi prefissate di un rito ha parcheggiato la propria auto sul ponte, ha finanche acceso le luci di emergenza; è uscito dall'abitacolo e si è diretto al parapetto, ha scavalcato facilmente la ringhiera in ghisa (quella originale del 1835) che non ha una sufficiente altezza tale da impedire lo scavalcamento e si è lasciato andare nel vuoto, senza nemmeno un attimo di ripensamento. Una sequenza che si è snodata anche sotto gli occhi dei bambini della colonia estiva organizzata dal Comune di Vico: «È stata una scena impressionante - afferma l'autista del minibus - stavamo risalendo dalla marina d'Equa quando i bambini hanno visto l'uomo cadere nel vuoto. Ho cercato di rassicurarli dicendo che si erano sbagliati e che si trattava di un lancio un corposo sacco di rifiuti da parte di un automobilista». Negli ultimi anni sono state almeno dieci le persone che hanno scelto quel ponte per porre fine alla loro esistenza. macabro, una scelta dettata anche dalla considerazione che nonostante i soccorsi siano sempre scattati con repentinità (l'ospedale di Vico attraverso via Cavottole dista trecento metri dal vallone del rivo d'Arco) non abbiano mai portato alla salvezza o al ricovero ancora in vita. In passato anche il vicino e più alto ponte della Circumvesuviana è diventato meta del macabro rituale del suicidio. La richiesta di intervento di messa in sicurezza determinò l'installazione di reti dissuasive che hanno avuto l’effetto sperato. Niente però è stato fatto per il ponte sulla sorrentina, e di questo si è discusso anche nel consiglio comunale dell'altra sera. «Crediamo che interventi rapidi siano ormai da adottare al più presto - afferma l'assessore Antonio Parlato - perché con la difficile situazione sociale in atto sono sempre più le persone che scelgono di porre fine alla loro esistenza in un modo così tragico. Vico Equense vuol balzare agli onori della cronaca per altri motivi positivi e non per un triste record non imputabile ai suoi cittadini». (Umberto Celentano il Mattino)
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1 commento:
Non entro assolutamente nel merito dei Gesti che sono stati fatti. A Loro solo una Preghiera, sincera.
Ma sul " come " intervenire mi preoccupo... sono di così cattivo gusto e "miopi" ultimamente sul " comune " che mi aspetto un muro di cemento armato al posto della ringhiera, o innalzamento della stessa saldandoci " inferriate " o chiamando il fabbro genio ( o ditta non so ) che ha " disegnato" la splendida ringhiera alla spiaggia.Tremo.Fate un concorso pubblico... magari qualche bambino vi darà una giusta idea!
Un grande complimento all'autista che ha responsabilmente sminuito, agli occhi dei bambini, il Gesto che li avrebbe traumatizzati.
Vicino alle famiglie,
saluti
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