Paragona l´Italia a Willy Coyote, il personaggio dei fumetti che sta «sul baratro senza rendersene conto», un Paese «in fallimento». Beppe Grillo presenta a Napoli, nella galleria Umberto I, la lista per le regionali del “Movimento a cinque stelle Campania”. «Nessuno rappresenta più i cittadini: sono i cittadini a rappresentarsi da soli», spiega il comico genovese. Affida l´esordio a una raffica di battute, davanti a una nutrita platea di “grillini”. «Buongiorno a tutti, ho avuto una conversione religiosa: sono Spatuzza», dell´economia italiana dice che «è crollata, ostaggio di una oligarchia di capitalisti di Stato», attacca Pierluigi Bersani «leader di un camposanto che è il Pd. Un necroforo», e chiama in causa i parlamentari alla settima legislatura, «liberiamoci delle zecche di Stato», esorta. Grillo ufficializza il candidato alla presidenza della Regione, Roberto Fico, 35enne partenopeo già fondatore del “meetup” di Napoli degli “Amici di Beppe Grillo”, e 26 candidati: laureati, specialisti e studenti, dal mondo della scuola, sanità, associazionismo, età media intorno ai trent´anni, «incensurati e non iscritti a partiti politici», precisa l´attore. Le proposte: acqua pubblica, gestione dei rifiuti e riciclo sul recupero dei materiali, trasparenza degli atti del Consiglio regionale attraverso la loro pubblicazione su un sito internet. «Chi lavora sul territorio sopravviverà», dice Grillo e incassa un “Santo subito!”. Le idee. Gli obiettivi: «Far entrare grazie al vostro voto una persona in Consiglio regionale. Ne basta una eletta dal popolo, con una webcam filma il Consiglio, vi garantisco che il Consiglio cambia da così a così». Una campagna elettorale sulla rete internet, con l´uso dei social network e del sito www. movimentocampania. it. «Obama è nato dalla rete – incalza Grillo – prima di firmare una legge la mette in rete per dieci giorni, i cittadini se la guardano, poi se va bene la firma». Grillo attacca destra e sinistra. «Siamo un movimento senza tesoriere – spiega – né sezioni e capibastone. Vogliamo candidare gente il cui nome non finisce con “ino”: Bassolino, Iervolino, non hanno la capacità e lo dimostrano tutti i giorni. Hanno fatto i croupier, non hanno amministrato i soldi pubblici e per ripagare i debiti svendono il territorio. I rifiuti sono stati un´emergenza creata ad arte». Salva Di Pietro, «è una persona perbene, integerrimo, l´unico che fa opposizione sulla sua pelle da anni, un istintivo, può piacere o no, ma è leale». Grillo leader? «No, io sono il pagliaccio, il comico, cerco di dare visibilità, ma vedo nei vostri occhi un desiderio: dai, fai qualcosa. Io penso che dobbiamo fare qualcosa tutti. Vogliono privatizzare l´acqua. Chi è il privato? Non si sa. Dicono: facciamo partnership, danno l´acqua a Veolia perché ha esperienza, e mentre gliela danno, il sindaco di Parigi se la riprende l´acqua pubblica e manda a quel paese Veolia». Farete alleanze, è la domanda dal pubblico: «No, andremo da soli», è la risposta, «non siamo un partito, questa è la nostra forza, spero che diventeremo milioni». Indica i candidati raccolti attorno a lui: «Guardate queste facce, è come togliersi le scarpe strette quando si torna a casa». (di Patrizia Capua da la Repubblica Napoli)
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