sabato 6 febbraio 2010

Bassolino: «Sosterrò il candidato che sarà scelto»

Antonio Bassolino si sottopone al fuoco di fila di domande dell’editorialista del Corriere della sera, Massimo Franco, e di Lilli Gruber, conduttrice su La7 di Otto e mezzo, di cui, ieri sera, è stato ospite il governatore della Campania. La spinosa questione di Vincenzo De Luca candidato del Pd è quella che tiene banco, al di là del bilancio dei sedici anni e mezzo di governo a Napoli e in Regione Campania, passando dai fasti del G7 ai foschi giorni dell’emergenza rifiuti. Ma il governatore non sfugge all’obbligo della risposta, sebbene vorrebbe guarnirla di argomentazioni complesse e di ragioni articolate: «Certo», conferma, «sono rimasto sconcertato e ho considerato politicamente incomprensibile come non si siano promossi gli sforzi necessari per trovare una coalizione larga e un candidato proveniente dalla società civile. Alcuni candidati, come il forte assessore Cascetta, hanno fatto esponsabilmente un passo indietro. De Luca, invece, ha ritenuto di non farlo. Mi chiamo Bassolino, vengo da una lunga scuola politica, esprimo le mie opinioni, penso che il Pd e le altre forze della coalizione debbano riflettere su una soluzione più ampia che ci consenta di avere più chances di vittoria. L’Idv deciderà alla fine del congresso, nelle prossime ore. Sinistra e libertà deciderà cosa fare mercoledì prossimo. Non butto alle ortiche tanti anni di militanza. Nel 2005 non volevo candidarmi emi sono fatto carico delle mille contraddizioni de l’Unione. Certo, sarò pronto a dare una mano al candidato che sarà scelto. Offrirò il mio sostegno. Sebbene penso che sarebbe stato più giusto trovare una soluzione unitaria». L’addio alle armi di Bassolino si colora di amarezza quando cita «l’ingratitudine» di chi ha collaborato, con me, in tante esperienze amministrative e «poi ha scelto altre strade. Un’ingratitudine», sottolinea il presidente della Regione, «che non ha riguardato soltanto esponenti locali, ma anche nazionali». Nessuna personalizzazione. Nessuna accusa circostanziata. Ma tanta delusione. Quella che il suo ex consulente economico ed editorialista del Corriere del Mezzogiorno, Isaia Sales, ha descritto con un’icastica rappresentazione: una solitudine dettata dalla incapacità di costruire intorno a sé una nuova classe dirigente e dalla ingratitudine dei tanti che, senza di lui, oggi non esisterebbero. «Io sono rimasto coerente con me stesso», rilancia Bassolino, «avevo detto, mesi fa, a Bersani, di non volermi ricandidare e di voler contribuire ad aprire una fase di rinnovamento, anche generazionale». Non è vero, come ha sentenziato il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che il progetto del Pd sia fallito: «È ancora tutto da costruire. Non soltanto con Di Pietro, ma cercando nuove alleanze. A cominciare dall’Udc». Ma cosa farà, dal 29 marzo prossimo, Antonio Bassolino? Non certo il pensionato di lusso. «Sostengo la fondazione Sudd, scriverò un libro, mi dedicherò alla militanza e al volontariato», confessa il leader incontrastato, fino a ieri, del centrosinistra campano, «e se ce la farò, il maratoneta». Macinando chilometri e continuando a sudare camicie. (di A.A. da il Corriere del Mezzogiorno)

Nessun commento: