mercoledì 15 giugno 2011

Acqua, Gennaro Cinque: “I privati hanno fallito”

Vico Equense – “L’acqua è un bene importantissimo che appartiene a tutti. E’ necessario quindi garantire sempre, ai cittadini, la sua disponibilità ad un prezzo giusto.” Queste le prime parole del Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque, sugli effetti del referendum sull’acqua che ha abrogato le norme del decreto Ronchi-Fitto. “Ho sempre sostenuto – rileva Cinque – che la privatizzazione ha fallito. Non ha risolto i problemi del settore idrico, ha complicato la vita dell’ente locale e si è rivelata per quello che era: un affare per pochi a danno di molti. L’acqua, come tutti i beni comuni, deve essere gestita in modo corretto, anche attraverso processi tecnologici e industriali, ma senza diventare un bene economico per la competizione del mercato. Negli ultimi anni, in costiera, si è passati da una gestione pubblica caratterizzata da bilanci in attivo e attenzione alle problematiche del territorio, a una gestione privata che non ha mai garantito la stessa efficienza. A Vico Equense – continua il Sindaco – il livello di efficienza si è notevolmente ridotto a causa della soppressione dello storico ufficio-sportello dell’Arips e del ridimensionamento della squadra operativa locale addetta alla gestione del territorio comunale. Meno costi, più servizi. – aggiunge – Questo ci avevano promesso. Invece i servizi sono peggiorati e i costi aumentati. Le bollette dell’acqua addirittura triplicate. A cosa è servita questa privatizzazione che ha portato alla nascita di Gori?"

1 commento:

Natale Maresca ha detto...

Straordinario questo Sindaco! Dichiara di essere contrario alla privatizzazione dell'acqua. E questo non può che far piacere. Ma lui stesso ha usato quella Legge per la cui abrogazione hanno votato 26 milioni di Italiani e che lui stesso ha dichiarato di voler abrogare. Infatti il quesito referendario chiedeva di abrogare l'art.23bis della Legge 112/2008 che, tra l'altro, recitava: " il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica". Sulla base di questa disposizione, l'Amministrazione Comunale, con straordinaria solerzia, ha affidato ad un privato (tra l'altro pare che avesse partecipato alla gara una sola ditta) il servizio pubblico locale di raccolta dei rifiuti solidi urbani, togliendo il servizio ad una società pubblica, la Terra delle Sirene, che aveva fatto benissimo e che aveva avviato, tra lo scetticismo dell'Amministrazione, la raccolta differenziata e ci ha salvati dalla crisi dei rifiuti. Quando bisogna saltare sul carro dei vincitori, ci si dimentica della coerenza.