domenica 10 febbraio 2013

Batteremo Berlusconi per l'Italia e per l'Europa

Nella giornata dedicata al progetto progressista dell'Europa, organizzato daItalianieuropei a Torino, davanti ad una platea composta dai principali leader progressisti, tra i quali Massimo D’Alema, Hannes Swoboda, Martin Schulz,Gerhard Schröder, Pier Luigi Bersani ha raccolto il sostegno dei progressisti europei. "Batteremo Berlusconi un po' per me e un po' per tutti noi. Smacchieremo il giaguaro" - ha esordito Pierluigi Bersani entrando nel vivo dei temi politici degli ultimi giorni." In questa campagna elettorale si sta riscrivendo la storia, dobbiamo archiviare il passato e guardare avanti". "Vogliamo vincere perché l'Italia sia all'altezza dell'Europa che avremo, oggi abbiamo visto che non siamo soli e che abbiamo una responsabilità che va oltre noi stessi". In queste due settimane gireremo per l'Italia cercando di risvegliare il popolo delle primarie, sappiamo che la destra esiste ma noi la batteremo". Bersani ironizza anche sulla proposta del candidato della Lega alla Presidenza della Regione Lombardia: "Ho letto oggi che Roberto Maroni non esclude di battere una nuova moneta in Lombardia, io gli suggerisco di chiamarla marone", così avremo "un 'marone', dieci 'maroni', cento 'maroni'".

"Il nostro orizzonte sono gli Stati Uniti d'Europa, una vera unione politica e democratica, coloro che sostengono un'Europa federale e politica non devono tacere ma alzarsi e combattere, non è possibile che sul tema Europa si facciano sentire solo gli euroscettici". E sull'esito del vertice sul bilancio futuro dell'UE, Pier Luigi Bersani coglie una differenza netta con le proposte progressiste e l'accordo raggiunto. "Quella discussione sul bilancio europeo non ha mostrato la consapevolezza" dei problemi che ci sono e "l'esito del vertice ci dice una cosa chiara che il problema regressione e ripiegamento europeo è ancora in corso". "L'esito del vertice di ieri dice che la regressione del disegno europeo, del suo ripiegamento è ancora in corso. L'Italia - aggiunge Bersani - vince davvero se vince l'Europa. E se l'Europa perde, l'Italia non può vincere. Per cui, se alla fine di una riunione del genere a festeggiare è Cameron, vuol dire che tutte le altre sono vittorie di Pirro. Quel ripiegamento non ci ha postato niente di buono". "La serietà e la credibilità recuperate con il governo Monti sono per noi un punto di non ritorno, ma ora non basta, bisogna mettere anche un po' di equità e di lavoro". "Berlusconi firmò l'impegno per il pareggio di bilancio perché non aveva niente da dire, in quel periodo si parlava soltanto di Ruby, e per l'Italia é stata 'una cosuccia da 90 miliardi in due anni'". "Il governo tecnico - ha proseguito - ha dovuto caricarsi del compito di corrispondere a quegli impegni che nessuno avrebbe potuto pensare che potessero essere esauditi se lasciati nelle mani di Berlusconi". "Per quello che riguarda l'Italia noi siamo gli unici che possono collegare un sistema politico italiano a un sistema politico europeo, non siamo soli e sappiamo dove sederci precisamente in Europa e sappiamo di essere accettati dove ci sediamo". "Chiedo agli altri dove intendono sedersi in Europa, Berlusconi e Monti - ha aggiunto Bersani - dove si siedono, e saranno accettati? E Ingroia e Grillo? Loro sono figli di un sistema politico organizzato sulle persone, un sistema sconosciuto in Europa, dopo Bersani c'é il Pd, dopo Berlusconi, dopo Monti, dopo Grillo, dopo Ingroia cosa c'é? Noi siamo europei e loro no, noi non abbiamo il nome del leader sul simbolo".

Nessun commento: