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| Claudia Scaramellino |
Essi, oggi, pensano con devota ammirazione ai piccoli sacerdoti vittime o perseguitati dalle mafie, a quelli che sono vicini ai minori tra gli ultimi. Sua Santità, ci ha edotto la cronaca dei mesi passati, ha sentito anche la pesantezza di vivere in una “corte”piena di tensioni e occhi attenti, fin oltre le pareti divisorie ( E qui davvero la vicenda di Benedetto XVI ricorda quella di Celestino V!); ha soprattutto avvertito l'avanzare degli anni e degli acciacchi, che non gli avrebbero permesso di dare vita a cambiamenti dai tempi lunghi, mentre egli avverte breve il tempo che gli resta da vivere. Papa Ratzinger ha avuto consapevolezza che solo chi è più giovane può avere maggiore conoscenza anche empatica dei nuovi tempi e su questa costruire nuovi progetti. Affermare pubblicamente, con la serenità di chi ha fatto il proprio dovere fin in fondo, di non farcela più nel fisico è un grande atto di umiltà, ma anche di fede. Per i credenti è Grazia. Ci auguriamo che, dopo Papa Ratzinger, non esca dal Conclave un pontefice che sia l’espressione dei conservatori, perchè chi ricorda il dettato del Concilio Vaticano Secondo, l’energia di Papa Wojtyla e, nel contempo, avverte l’urgenza di profondi cambiamenti non comprenderebbe, e nemmeno la maggioranza di credenti, che vive la fede in una realtà quotidiana piena di nuovi incontri, nuovi legami, nuovi eventi, a cui va data serena e autorevole risposta.”
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