La società consortile della penisola, che gestiva le risorse idriche, mette all’asta una serie di appartamenti Fonte: Salvatore Dare da Metropolis
Sorrento - Bisogna fare cassa mettendo in vendita quel che si può per dare una gran bella boccata d’ossigeno al bilancio della società. Ecco perché l’Arips - l’azienda speciale consorziale dei Comuni della penisola sorrentina - ha deciso di mettere all’asta tre immobili del proprio «patrimonio». Presieduta da Francesco Gambardella, l’ex società che - fino a qualche anno fa - gestiva il servizio idrico fino all’approdo della Gori, conta di poter racimolare un milione e 300mila euro circa. In vendita ben tre lotti. L’Arips, che oltre ad un proprio consiglio d’amministrazione può contare anche sull’assemblea dei sindaci della penisola sorrentina il cui presidente è il primo cittadino di Meta, Paolo Trapani, ha pubblicato un avviso che sta facendo il giro degli albi pretori. Una «manovra» sancita negli ultimi giorni dalla società che, stando a quanto deliberato nel lontano 2006 dal consiglio comunale di Sorrento, doveva essere messa in liquidazione. In vendita c’è innanzitutto una struttura di proprietà dell’Arips, situata a via Rubinacci, a Sorrento: si tratta di un vero e proprio appartamento di tipo civile, locato, composto da due piani «fuori terra».
Il prezzo a base d’asta è di 529mila 170 euro. Gli altri due lotti riguardano proprietà della società situate a Vico Equense. Il primo immobile si trova a via Macello, nei pressi della traversa di via Raffaele Bosco: è una struttura composta da ben 5 vani, dal valore stimato di 343mila euro. All’asta anche un appartamento, che si trova a corso Caulino, in località Seiano, dotato di terrazzo con esposizione sulla strada principale. Base d’asta 373mila 520 euro. In totale un milione e 245mila e 690 euro. Un gran bel tesoretto, da racimolare, per la società Arips. Che se dovesse riuscire a piazzare sul mercato gli immobili messi all’asta, potrebbe rimpinguare le proprie casse. Al di là delle polemiche di alcuni mesi fa quando il consigliere comunale del Partito democratico, Alessandro Schisano, attualmente all’opposizione, presentò un’urgente interrogazione proprio sulle condizioni in cui versa la società. «I bilanci dell’Arips sono in rosso, dal 2003 al 2010 le perdite ammontano a 2 milioni e 600mila euro ma i sindaci della penisola continuano a volerla tenere in vita. Perché?» fu uno dei quesiti con cui Schisano incalzò l’amministrazione comunale. Finora, però, quell’interrogazione non è stata discussa in consiglio comunale. Per non parlare del dibattito successivo all’approvazione da parte dell’Arips dell’incarico da conferire ad alcuni tecnici degli Utc dei Comuni di Massa Lubrense e Sant’Agnello per la stesura dello studio di fattibilità per l’eventuale realizzazione dell’ospedale unico della penisola sorrentina che, secondo le previsioni, costerà almeno 105 milioni di euro. Progetto seguito in prima linea da Vincenzo Iaccarino, vicesindaco di Piano di Sorrento.
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