venerdì 9 agosto 2013

I prigionieri della montagna fantasma: “Lasciati soli senza navette e funivia”

Antonio Di Martino
L’assessore Di Martino: “Dobbiamo assumerne la gestione diretta” 

“Avere una casa al Faito costa quanto essere proprietari a Capri”. La signora Maria ha acquistato casa in montagna qualche anno fa, la sua scelta l’ha portata nel tempo a diventare proprietaria di un bene di lusso. “ E chi lo dice allo Stato che qui per arrivare non c’è più un pullman, non c’è più la Funivia, la strada è chiusa e abbiamo una sola via di accesso e fuga? Questo sarebbe un bene di lusso?”. Sono quasi un centinaio le persone che anche durante l’inverno vivono sul Faito. Alfonso e Tatiana sono saliti cinque anni fa ed oggi che l’investimento è stato fatto si sentono quasi prigionieri di una montagna fantasma. “Se sapesse come siamo costretti a fare la differenziata qui su. Per non parlare dell’illuminazione pubblica. Di notte è buoi pesto, dobbiamo solo chiuderci in casa”. Disservizi per i quali il comune di Vico si è già impegnato a risolvere. L’assessore Antonio Di Martino ha partecipato ad un incontro con residenti e operatori turistici proprio sul Monte Faito, al quale erano stati invitati, ma assenti, rappresentanti comunali stabiesi, provinciali e regionali: “la battaglia è quella di assumere la gestione diretta del comparto del Faito da parte dei comuni territorialmente coinvolti e di avere la possibilità quindi di creare attrattori turistici nuovi e gestiti da privati in convenzione, cose che solo un ente di gestione come comune può fare. Ci serve una mano sopratutto da Castellammare”. Ma intanto che le istituzioni riescano ad accordarsi c’è chi invece il Faito non l’ha mai abbandonato e continua con enormi sforzi ad offrire un servizio. Danilo gestisce assieme alla moglie uno dei pochi alberghi aperti. “Viviamo un momento storico triste ma noi più di quanto facciamo davvero non possiamo. Qui manca l’attenzione da parte delle istituzioni, mancano i proprietari della montagna che potrebbero fare piccole cose per rilanciare il Faito. Ormai nemmeno più i turisti amanti del trekking arrivano, è una desolazione anche in piena estate”. La signora Lucia invece rappresenta l’unico baluardo sul piazzale della Funivia e quando le chiediamo come si lavora sul Faito scoppia in una risata amara: “Siamo qui dal primo aprile, sono due domeniche che abbiamo cominciato a lavorare ma anche i pochi che salgano sembrano fantasmi.” Ne avrebbe tante da dire, ma la questione più calda è legata alla difficoltà nel raggiungere il Faito. “Perché non hanno messo delle navette che dalla stazione portano i turisti su. Senza la Funivia, senza la strada da Castellammare se succede un incendio sul lato di Vico noi facciamo la morte dei topi”. E se l’attenzione si accende sul Faito con piccole o grandi iniziative lo si deve soprattutto alle associazioni ambientaliste, tra le più antiche c’è la Pro Natura. Giovanni Calogero conosce ogni aspetto delle criticità legate al Faito. “A settembre vorremmo realizzare una tavola rotonda con tutte le istituzioni interessate in questa vicenda. Bisogna fare qualcosa perché il Faito sta morendo e noi non possiamo restare a guardare” (Fonte: fida da Metropolis)

1 commento:

Unknown ha detto...

La ns. Associazione Pro Faito Onlus insiste da oltre trent'anni sul territorio, da sempre impegnata nella promozione sociale e turistica nonché della tutela ambientale di questa montagna. Da anni cerchiamo interlocutori seri per risolvere problematiche grandi e piccole. Tutto inutilmente! Da quando il Faito è passato in mani pubbliche la sordità ed il declino verticale sono protagonisti! Senza i servizi essenziali quali acqua, presidio sanitario, sicurezza, reti telefoniche cellulari e fisse funzionanti, senza pulizia delle strade e del bosco, senza prevenzione fitosanitaria, senza trasporti pubblici, con un randagismo di cani e cavalli sempre crescente, di quale civiltà parliamo? Come associazione abbiamo scritto decine di lettere a tutti gli enti interessati per segnalare il dissesto idrogeologico, zone di pericolo per l'incolumità pubblica, per il taglio indiscriminato di faggi e castagni, per la tassazione esorbitante che grava su immobili di scarsissimo valore economico. Tutto nel silenzio assordante delle istituzioni! Tutti noi saremmo ben felici di pagare tasse e balzelli se il Faito godesse dell'interesse al rilancio economico e turistico, dei proprietari Regione e Provincia.