In occasione del secondo anno di mandato, i consiglieri comunali di IN Movimento per Vico hanno rilasciato un' intervista a tutto campo sulla situazione amministrativa e politica locale Vico Equense - Avvocato Starace, si avvicina il giro di boa del secondo mandato del Sindaco. Qual è il suo giudizio sullo stato dell’amministrazione?
STARACE – Cerco di essere obiettivo e di non farmi condizionare dalla passione politica e dal ruolo del Movimento, ma posso affermare che il bilancio di mezzo mandato del Sindaco è drammaticamente negativo. A parte i soliti lavoretti e la sua imbarazzante presenza sui cantieri…Perchè imbarazzante, avvocato? La gente dimostra di apprezzare questo modo di fare e la popolarità di Cinque si fonda proprio su questo.
STARACE – Imbarazzante è dir poco, specie se a questo comportamento demagogico si accompagna una totale assenza nelle istituzioni. Con gravissimo deficit democratico. Il suo ruolo è improprio. È, per dirlo senza mezzi termini, contro legge. Il Sindaco non può dirigere lavori. È un compito non suo . E poi, non è un tecnico. E i risultati si vedono. Lavori approssimativi, non ultimati o che durano anni. Che la gente,come dice Lei, è contenta, è un problema culturale. Mi dicono che alcuni cittadini di S. Maria del Castello abbiano organizzato una festa di ringraziamento per il Sindaco per i lavori eseguiti alla strada. Si chiedono i cittadini quanti e come sono stati spesi i soldi pubblici, cioè i nostri, oppure quanto sono durati i lavori? Pensi che la delibera per la metanizzazione risale al 1999 ed oggi, a distanza di quasi 15 anni, il servizio non è stato ancora erogato nemmeno a Vico Centro, oltre al fatto che in larga parte del territorio i lavori non sono ancora iniziati. Intanto, abbiamo accolto i turisti con strade dissestate. Via Murrano per le spiagge di Seiano, pericolosa e al limite dell’agibilità, è un percorso di guerra, con ferri al posto dei muretti,. Le strade del Centro sono piene di buche, rattoppi, avvallamenti. Per non parlare dell’abbandono delle antiche strade per le spiagge, che abbiamo voluto denunciare con la nostra iniziativa a via Marina d’Equa, o della loro totale chiusura da anni, vedi il cosiddetto “Varraturo”. Ma non è di questo che voglio parlare. Ci sono altri problemi molto seri e complessi: nessuna grande opera è stata pensata o programmata. Le casse comunali sono allo stremo. I concorsi sono sotto la lente degli investigatori. La Procura ha aperto un fascicolo sull’appalto della raccolta dei rifiuti. Il bilancio di previsione del 2013 a tutt’oggi non è stato approvato. Gli otto milioni di debiti fuori bilancio stanno sempre lì, e manca qualsiasi idea di come pagarli. La crisi economica attanaglia gli operatori economici. Gli alberghi ed i campeggi sono debitori di centinaia di migliaia di euro per la tassa della spazzatura. Proprio in queste ore i residenti e gli operatori economici del Faito hanno lanciato un doloroso allarme sulla morte di quei luoghi incantevoli, la cui tutela il Sindaco si era fatto vanto, evidentemente solo a parole! Insomma, una situazione grave che non viene governata.
Sulla attualissima questione dell’organizzazione dei servizi sociali qual è la vostra posizione, avvocato Starace?
STARACE – Riteniamo gravissimo ed ingiustificabile l ‘ennesimo rifiuto del Sindaco a rientrare nel Piano Socilale di Zona, di cui fanno parte tutti i comuni della penisola. Perché questo isolamento che comporta la perdita dei finanziamenti regionali? La verità è una sola : si vuole continuare a gestire da solo le poche risorse comunali per favorire in maniera clientelare gli operatori amici con il sistema del voucher. É mai possibile che tutti i Sindaci della Penisola siano stupidi e che il solo Gennaro Cinque sia l’intelligente ed autentico difensore dei nostri concittadini in difficoltà? E l’assessore Cioffi condivide questa posizione che sicuramente comporta danni per i cittadini più deboli per i quali si perderanno risorse preziose? Chiederemo spiegazioni in consiglio comunale e manderemo tutto alla Corte dei Conti per sapere se hanno ragione i Sindaci di Sorrento, Meta, S.Agnello, Piano e Massalubrense, oppure la Cioffi e Gennaro Cinque? Un quadro nero, dunque. In questo senso, Lei dr. Maresca negli ultimi mesi ha parlato spesso di dissesto democratico. Ci spiega cosa intende con questa espressione?
MARESCA – È abbastanza semplice. In questo Comune ormai si sono sconvolte le regole della convivenza democratica e del funzionamento delle istituzioni. Il Consiglio Comunale è stato svuotato dei suoi poteri di indirizzo. Viene convocato solo per ratificare decisioni prese altrove e solo quando c’è una scadenza di Legge. Mancano persino le Commissioni Consiliari permanenti che dovrebbero discutere ed approfondire temi specifici della vita sociale, economica ed amministrativa della Città. In oltre 2 anni di consiliatura non è stato approvato un solo atto di indirizzo, ad eccezione di alcuni proposti dal nostro gruppo come quello sulle Pari Opportunità o sulla SS.Trinità. Sotto questi aspetti, secondo Lei negli ultimi mesi le cose sono migliorate?
MARESCA – Nient’ affatto! Anzi, la crisi grave della maggioranza di Centro Destra che è culminata nell’elezione di Maurizio Cinque, ha peggiorato, se possibile, ancora di più questa condizione di inagibilità democratica. Siamo arrivati al paradosso che il Sindaco non è venuto in aula a difendere il suo operato in sede di discussione del rendiconto finanziario. Una cosa inaudita! Mai accaduta in nessun Consiglio Comunale. Solo in seguito alla nostra ferma presa di posizione alla fine è stato costretto a venire in aula, con i consiglieri che gli sono rimasti fedeli, a votare quell’atto. Questa situazione ha conseguenze pratiche sulla vita dei cittadini?
MARESCA – Certo! Vede, quello che è accaduto questa estate sulle spiagge è proprio la conseguenza diretta di questa situazione. Le spiagge sono un bene pubblico. Di tutta la Comunità. La loro gestione deve seguire dei criteri e degli indirizzi che solo il Consiglio Comunale può indicare. Invece, nonostante noi chiediamo da mesi una discussione in Consiglio per varare i piani urbanistici attuativi per le spiagge e per elaborare un regolamento per la gestione delle spiagge libere attrezzate, il Consiglio Comunale non è stato messo in condizioni di discutere su questo tema, nonostante il Sindaco si fosse impegnato con noi nella primavera dell’anno scorso ad avviare questo percorso. La conseguenza è stata che, in assenza di indirizzi, gli Uffici si sono visti costretti ad elaborare una gara per l’affidamento sulla base del solo criterio dell’offerta più alta. Un sistema che favorisce inevitabilmente gli operatori economicamente più forti (vedi De Rosa). Ed invece cosa si doveva fare?
MARESCA - Semplice. Bisognava approvare un piano spiagge che indicasse gli obiettivi da perseguire nell’interesse della collettività. Ad esempio, dare la priorità al lavoro giovanile, magari in forma cooperativa. Oppure identificare tratti di arenile da destinare alla gestione diretta del Comune. Oppure, ancora, identificare dei servizi aggiuntivi da richiedere, quali la fruizione notturna delle spiagge attualmente chiuse da vergognosi cancelli. Insomma, degli indirizzi generali che avessero due obiettivi: 1) fornire occupazione; 2) dare servizi aggiuntivi ai bagnanti. Sulle spiagge avete altre idee?
MARESCA – In primavera abbiamo presentato un nostro Piano Urbanistico per le spiagge. E’ una bozza che va rivista e migliorata, ma che, nelle nostre intenzioni, doveva servire ad aprire la discussione. Noi pensiamo ad una serie di interventi per la riqualificazione turistica che abbiano un obiettivo: proporre un’offerta turistica ecocompatibile e di qualità. Alcune idee: pedonalizzazione di via Arcoleo; riduzione degli attuali parcheggi a raso; potenziamento dei trasporti collettivi rivedendo la concessione dell’Eavbus e sostituendola con minibus con corse non ad orario, ma continue; rivalutazione delle strade pedonali per il mare che debbono essere sistemate e rese più attraenti. Insomma, un’offerta turistica che vada in direzione opposta a quella degli ultimi anni: sempre più macchine alle spiagge fino a pensare di costruire quel mostro del viadotto. Quelle scelte ci hanno portato nella situazione che tutti vediamo e critichiamo, quella dell’uso “mordi e fuggi” delle nostre coste. Questi temi, ma anche altri, che riguardano ad esempio la fruizione delle spiagge libere, il destino e lo sviluppo dei borghi marinari, il recupero di tratti di costa, ecc. richiedono atti di indirizzo degli organi elettivi che sono latitanti. Come vede, l’assenza di una direzione politica ha delle ripercussioni gravi sullo sviluppo della Città e sulla vita della gente, la quale magari oggi si entusiasma a vedere il Sindaco per strada a dirigere i lavori pubblici, ma ogni giorno paga le conseguenze di questo modo di intendere la gestione della cosa pubblica e di questo passo si rischia tutti di fare la fine della rana nella pentola, che morì bollita senza neanche accorgersene. A cosa si riferisce?
MARESCA - Al famoso esperimento della rana messa in una pentola con acqua fredda. Se si accende un fuoco la rana nuota beata in quell’acqua tiepida finché, nel momento in cui si accorge che è diventata troppo calda, non ha più le energie per saltare fuori dalla pentola e muore bollita senza reagire. Ecco noi rischiamo di abituarci a questa situazione e di non avere più le energie per reagire. Sul tema dell’ambiente il vostro Movimento ha indetto una consultazione popolare sulla demolizione del viadotto di Seiano, quello che avete chiamato “Equamostro”. Quali iniziative consiliari avete in animo, avvocato Starace?
STARACE – Intanto, bisogna dire che il 98% dei cittadini che si sono espressi hanno chiesto la demolizione di quell’obbrobrio. Abbiamo presentato una mozione in Consiglio Comunale con la quale si chiede al Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray di annullare l’autorizzazione ambientale ed al Presidente della giunta regionale on. Caldoro di dare indirizzi agli uffici per l’annullamento dei decreti di approvazione dell’opera. Intanto bisogna dire che il viadotto non è il solo scempio. A tal proposito, chiedo pubblicamente al vice sindaco ed assessore all’urbanistica, avvocato Miglaccio, che cosa ha fatto, al di là del pomposo, inutile e dispendioso convegno, per la tutela del territorio? Si è mai accorto degli abusi edilizi che continuano a deturpare, ad esempio, il vallone del rivo d’Arco? Ha dato indicazioni all’ufficio urbanistica? Sul tema dei parcheggi gli chiedo: ha dato disposizioni di verificare le destinazioni effettive dei box interrati ed ha verificato se siano stati venduti nei termini di legge con il vincolo di pertinezialità? Consigliere Scaramellino quali altri temi hanno interessato IN Movimento per Vico?
SCARAMELLINO – Le antenne di telefonia mobile. Nonostante le attese di molti cittadini, non è stato ancora formalizzato il piano per la zonizzazione delle antenne di telefonia mobile sul territorio comunale. Ma è evidente che anche in questo campo prevale la scelta dell’Amministrazione di allungare i tempi. Infatti entrambe le delibere di Consiglio Comunale, nate sull’onda di movimenti cittadini, l’una a seguito dell’altra, la seconda come emendamento e completamento della prima, prevedevano la formazione di una Commissione di tecnici. Tuttavia la Commissione, che avrebbe dovuto insediarsi e fornire risultati già nel giro di quattro mesi dal primo deliberato del dicembre 2011, si è insediata solo nell’autunno del 2012 e poi mai più riunita. Vari i solleciti di IN Movimento per Vico, prima perché si insediasse il tavolo dei tecnici e poi perché venissero ufficialmente conferiti gli incarichi con chiare mansioni ai tecnici , che sono due ingegneri e un medico oncologo. In ultimo ancora solleciti perché si facciano i rilievi per l’inquinamento elettromagnetico su tutto il territorio comunale ( richiesti dalla Commissione), visto che la seconda delibera n.32 del 2012 prevede di individuare uno o più siti alternativi per la ricollocazione delle antenne nel territorio di Vico centro, Massaquano Sant’Andrea e San Salvatore. Argomento spinoso per la maggioranza, che riportò in quel consiglio comunale la prima visibile lacerazione interna. Ma allo stato siamo ancora in attesa dei pronunciamenti degli esperti e fuori tempo massimo previsto dai deliberati del consiglio comunale. La commissione per le Pari Opportunità?
SCARAMELLINO – Siamo a più di un anno dalla delibera del marzo 2012, che istituiva la commissione per le Pari opportunità nel nostro comune, ma l’argomento nomina dei componenti, più volte nei consigli successivi all’ordine del giorno, , è stato rimandato dalla maggioranza. Vico resta una Città, che esprime anche in questo modo il dissesto democratico, perché è evidente che ci sia un problema politico più che dell’ interpretazione di un articolo della statuto come si vorrebbe far intendere. D’altra parte nemmeno le commissioni consiliari si sono mai insediate, in questa seconda consiliatura Cinque. .Ad ogni modo, nel prossimo consiglio comunale, abbiamo riproposto il tema della nomina dei componenti la Commissione Pari Opportunità. Non ci spero molto, benché la condizione femminile a Vico riveli criticità di salute e lavoro, difficoltà del ruolo genitoriale e altro, problemi a cui andrebbe data voce e attenzione con uno studio più attento e un dialogo aperto delle istituzioni con le donne. Ma ci sono ancora altre priorità poste da voi all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale?
SCARAMELLINO – Che le priorità di quest’Amministrazione siano altre e che per alcuni consiglieri le pari opportunità siano cose “poco serie”,come mi fu detto da un consigliere di maggioranza durante una riunione dei capigruppo, è prova l fatto che non si sia ancora nemmeno provveduto all’adeguamento dello Statuto comunale secondo la legge 215/2012 – Modificazione statuto e regolamenti, la quale prevede la pari opportunità di genere nelle elezioni comunali, per cui l’elettore può esprimere due preferenze una per un uomo e un’altra per una donna, come è già per la nostra legge regionale. Sul bilancio preventivo? SCARAMELLINO – Il bilancio è un atto politico, prima che economico, perché stabilisce una distribuzione della spesa, secondo le priorità dell’amministrazione. Nei bilanci passati sono mancati fondi adeguati alla cultura come alla biblioteca e al restauro, conservazione e mantenimento del patrimonio artistico e archeologico del nostro comune, ma anche dei luoghi e strade caratteristici. In tal modo si tratta di fare un investimento sul turismo, su futuri i di lavoro per i giovani. Ad oggi un grande progetto turistico, che inglobi tutti i piccoli progetti locali, manca. In conclusione, avvocato Starace lei, la prof.ssa Scaramellino ed il dottor Maresca avete formulato critiche alla maggioranza. Ma voi come giudicate la vostra opposizione a metà mandato?
STARACE – Non spetta a noi valutare il nostro operato. Posso dire che abbiamo lavorato molto. Certo, con qualche errore. Ma sicuramente con determinazione e passione. Sicuramente abbiamo sempre cercato di lavorare nell’interesse della Città. In questi giorni abbiamo distribuito quello che abbiamo chiamato “Bilancio di (quasi) metà mandato” in cui sono elencate le nostre iniziative, non solo istituzionale, ma anche nel campo sociale e culturale. Mi piace ricordare, tra le altre iniziative, quella che abbiamo denominato “Vicani Vicini” con il sostegno scolastico gratuito ai ragazzi in difficoltà, oppure lo sportello delle Federconsumatori o, ancora il Centro Ascolto Donne. Ovviamente, intensa è stata l’iniziativa istituzionale con decine di interrogazioni, di mozioni e di proposte di deliberazione. Sicuramente, il Movimento è diventato un punto di riferimento per tanti cittadini. Mi piace pensare di aver contribuito a far nascere come sta accadendo in questi mesi, al Centro e nelle Frazioni, tante nuove aggregazioni di cittadini, riunitasi in comitati, gruppi di lavoro, associazioni che hanno in comune l’Amore per questa Città e la voglia di impegnarsi per una Vico migliore. Noi daremo il nostro contributo affinché si crei una rete fra questi gruppi per poter lavorare insieme per il futuro di questa nostra bella Città.
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