giovedì 17 febbraio 2022

Balneari, le spiagge vanno a gara nel 2024

Stop ai rinnovi automatici. Costi delle licenze e dei servizi offerti agli utenti rapportati agli investimenti effettuati e rendicontati. Clausole di salvaguardia per tutelare le famiglie che vivono solo con il reddito di uno stabilimento balneare. Un freno al fenomeno del caro-ombrellone e accessi garantiti per le spiagge libere. Arriva la svolta sulle concessioni, fortemente voluta dal premier Mario Draghi. Dal primo gennaio 2024 le concessioni balneari saranno assegnate tramite gara. Mentre i balneari promettono battaglia, Legambiente, che nel suo annuale rapporto Spiagge passa in rassegna tutte le criticità dell’attuale sistema delle concessioni, promuove l’emendamento varato martedì all’unanimità dal consiglio dei ministri. «Una buona proposta che permette finalmente di ragionare del futuro delle spiagge italiane per puntare su qualità, sostenibilità e accessibilità per tutti». Questo il commento di Legambiente e Touring Club Italiano. Oggi, dell’argomento se ne parla su tutti i quotidiani. “Campania regno dei lidi privati” titola Repubblica Napoli, “Spiagge senza regole da trent`anni” quello del Corriere del Mezzogiorno, il Mattino, invece, apre nella sezione primo piano così: “Dalle Costiere alle isole ecco tutti gli affari”. Circa 650 le imprese censite in Campania. «La verità - spiega Riccardo Scarselli, (foto) patron del Bikini di Vico Equense e presidente onorario del Sib, sindacato italiano balneari ad Antonio Pane del Mattino - è che l'Europa sta facendo con la Bolkestein una forzatura incredibile. In tutto il continente ci sono solo 6/7 Paesi che adottano il sistema delle concessioni balneari. Questo significa che un tedesco può concorrere ad un'asta in Italia; un italiano non può fare la stessa cosa in Germania. E che dire poi delle false attese sui prezzi. Un imprenditore serio che investe diecimila euro all'anno in attrezzature deve rientrare del proprio capitale. Prezzi più bassi? Le aspettative saranno vane. È facile dire che lo Stato intasca poco, le tasse che pagano i gestori non vanno forse a rimpinguare le casse dello Stato?».

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