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giovedì 13 agosto 2009

Amendola: il Pdl è schiavo della Lega Nord di Bossi

Il Partito democratico agita lo spauracchio leghista per cercare di recuperare consenso al Sud. «Spero che Nicola Cosentino sia in vacanza senza cellulare e dove non arrivano i quotidiani, perché è evidente a tutti che in Italia ed in Campania il suo partito è schiavo della Lega Nord», a dirlo Enzo Amendola, candidato alla segreteria regionale del Partito democratico. «La politica della maggioranza di governo – spiega -è sempre più schiava dei ricatti di Bossi e dei suoi uomini, che nelle ultime ore hanno addirittura proposto le gabbie salariali anche per i dipendenti statali». A giudizio di Amendola «Cosentino, sottosegretario all’Economia, ed il Pdl campano sperano che con il silenzio si riescano a nascondere i danni ormai irreparabili che il Governo sta arrecando al Sud. Fortunatamente Salvatore Ronghi, esponente dell’Mpa, e Pasquale Giuditta, responsabile Mezzogiorno dell’Udc, hanno posto delle questioni giuste ed alternative alla linea del governo sul Meridione. Noi del Partito democratico non ci tireremo indietro e siamo disponibili a discutere con chi pensa che sia necessaria una piattaforma comune sul Mezzogiorno per rimediare anche agli errori del passato e dare centralità ad una nuova idea di sviluppo e di difesa dell’unità nazionale». (da il Roma)

Bassolino: no al partito del Sud e stop all’Agenzia

martedì 4 agosto 2009

Pd, corsa alle primarie. Ecco le nuove alleanze

Via agli accordi trasversali. Polemica tra gli schieramenti

Con Dario Franceschini per la segreteria nazionale; con Enzo Amendola, candidato dell’area Bersani, in Campania. Succede nel Pd dove nel nome del partito a struttura federale si vanno profilando alleanze trasversali per le primarie del 25 ottobre. Amendola ieri ha incassato il sostegno dei deputati franceschiniani Salvatore Piccolo e Donato Mosella, firmatari di un documento che ha raccolto le adesioni anche dei sindaci di Caserta (Nicodemo Petteruti), Portici (Enzo Cuomo), Ischia (Giosi Ferrandino), Villaricca (Lello Topo), Frattamaggiore (Antonio Russo). «La mia – spiega Amendola – è una candidatura aperta. Ascolterò tutti, presenterò il mio programma e chi vorrà sostenerlo sarà libero di farlo. Altrimenti amici come prima». Amendola ha già coniato lo slogan, «dieci dieci», ovvero dieci idee per le regionali del 2010. Ieri ne ha parlato con Piccolo, Mosella e i sindaci. «La nostra intesa è sui progetti», chiarisce il candidato alla segreteria. Piccolo e Mosella concordano. E motivano con «la forma federalista del partito» la scelta di sostenere Amendola in Campania e Franceschini a Roma. I congressi regionali, dicono, sono «la cartina dì tornasole per verificare la capacità della classe dirigente di saper privilegiare gli interessi e le esigenze dei territori che non possono essere sottomessi o piegati a logiche di schieramento congressuale nazionale». Per Piccolo e Mosella «non serve una rissa numerica tra le componenti del partito» e in questo senso la candidatura di Amendola è quella che fa registrare «una larga convergenza» che è la condizione necessaria per avere «un segretario non ricattabile da nessuna corrente». «Amendola – dice Mosella – è un segretario fortemente rappresentativo delle diverse aree e culture del partito». Al contrario evidentemente di Leonardo Impegno, candidato dell’area Franceschini. «La sua candidatura è nata nel dissenso», sostiene Piccolo, che non lesina critiche al segretario uscente Tino Iannuzzi («ci sono state evidenti carenze di direzione politica») e a chi «in questi ha avuto la guida dei governi di centrosinistra e dovrebbe chiedere scusa per gli errori». Chi nell’area Franceschini non ha deciso se sostenere Impegno o Amendola è la componente di Pasquale Sommese. Il consigliere regionale scioglierà la riserva entro domani mà già di per sé il dubbio denota una sofferenza. Amendola non chiude la porta. «Ho cercato di mettere in campo quello che fosse più utile per il Pd – spiega l’ultimo segretario regionale dei Ds – cioè unire e far convergere sulla mia piattaforma tutti quelli convinti che gli steccati che ci hanno diviso fossero solo legati al passato. E arrivato il momento di aprire una fase nuova e costituire una rinnovata classe dirigente con un programma largamente condiviso che ci porti a vincere le regionali del 2010». Un programma intorno al quale costruire un’alleanza. Anche con De Mita? «Perchè no. Il recente appello di Casini – risponde – mi sembra interessante. Un punto deve essere chiaro: siamo contrari a coalizioni strabiche». Ma l’area Franceschini non sta a guardare e replica. «La mozione Franceschini è più coerente rispetto al progetto del Pd, a partire dalla vocazione maggioritaria che non significa – dice senatore Enzo De Luca – andare da soli mia costruire alleanze che consentano di governare. Sbaglia chi pensa che non debba esserci una coerenza tra Roma e i livelli locali. Noto poi contraddizioni nella candidatura di Amendola: è sostenuto da Bassolino ma ne prende le distanze invocando la discontinuità; è presidente di Red e dunque è ben caratterizzato». Critica anche Teresa Armato. «Le contraddizioni sono chiarissime. Evidente – osserva la senatrice – che a livello nazionale si confrontano due diverse posizioni e la candidatura di Amendola è perfettamente inserita nella mozione Bersani. Ed è singolare che chi ha concorso a mettere in campo mia candidatura oggi sceglie di sostenerne un’altra». (di Paolo Mainiero da il Mattino)

venerdì 31 luglio 2009

Pd Campania, Amendola: Confronto con Piccolo e Mosella

“Colgo con sincero apprezzamento l’appello e l’invito di Salvatore Piccolo e Donato Mosella (e di quanti hanno sottoscritto il documento) e mi dichiaro disponibile ad incontrarli già nelle prossime ore per un confronto programmatico”. Così Enzo Amendola, candidato alla segreteria regionale del Pd, accetta la proposta dei due parlamentari democratici: “Ho letto con molta attenzione il loro appello, rispetto le loro posizioni e penso che sia stato recepito in pieno il senso della mia candidatura, che innanzitutto ha l'obiettivo di unire ripartendo dai contenuti”. Amendola continua: “Viviamo una stagione drammatica per il Mezzogiorno: il Fondo Fas è stato divorato e il Sud è stato completamente cancellato dall’agenda politica nazionale – spiega –. A ciò si aggiungono ritardi nello sviluppo economico e sociale della regione che descrivono una "Campania reale" in difficoltà. Tutto avviene mentre la data delle prossime elezioni regionali si avvicina velocemente. Per questo è necessario, anche nel congresso del Pd, che tutte le storie personali, le esperienze degli amministratori locali e di chi è fiero della propria cultura e ispirazione, lavorino per un’unità politico-programmatica il più avanzata possibile: solo confrontandoci sui contenuti e mettendo insieme analisi differenti potremo ridare al PD credibilità e autorevolezza per costruire un vero rinnovamento e, in pochi mesi, una Campaniaideale”. (Il Velino Campania)

giovedì 26 marzo 2009

Segreteria Pd, Amendola in pole

Provincia di Napoli - Dopo la guerra, nel Pd si avvicina una “Yalta”. Il sangue dei vinti (per ora) non c’è, e le fazioni lavorano all’intesa. Un accordo salvatutti. Con l’investitura di Nicolais alle Provinciali, si premia l’ala “nuovista”. Ricomposta la frattura di gennaio, esplosa con le dimissioni del segretario provinciale. Da allora, è sceso in campo un ”peso massimo”, come D’Alema, mosso da un duplice obiettivo: evitare l’implosione del partito napoletano, mettere la bandierina in un’area strategica, nella geografia di potere Pd. Maestro di tattica, l’ex premier ha replicato uno dei suoi pezzi forti: l’approccio “libanese”. Un piano inclusivo, dove tutto si tiene (a fatica): amici, nemici, talebani e riformatori. Nel guazzabuglio Pd, D’Alema ha arginato il revanscismo bassoliniano, emerso alla sconfitta di Veltroni. Max ha “blindato” il commissario Morando, “anatra zoppa” dopo l’addio di “Uolter”, che lo spedì a Napoli a gennaio. Nessun patto “della crostata”, stavolta. Ma una “torta” c’è, eccome. E immagina proprio un dalemiano alla segreteria provinciale. L’identikit è quello di Enzo Amendola, giovane e stimato coordinatore di Red, il think thank dell’ex ministro degli Esteri. La designazione potrebbe esserci, a larga maggioranza, prima dell’election day. «Ma ora chiudiamo le liste, spero entro Pasqua», frena Morando. Il terzo corno del dilemma è la Regione. Qui, Bassolino vorrebbe imporre una “legge salica”. In rampa di lancio c’è Cascetta, fedelissimo del governatore, ma corazzato davanti alle prevedibili accuse di “continuismo”: nei trasporti, il quindicennio bassoliniano si dice inattaccabile. Certo, alla Regione si vota tra un anno.E in 12 mesi, equilibri fragili, retti su una tregua, possono frantumarsi. Specie se sottoposti a primarie competitive e non “confermative”. Ma il disegno può compiersi. Perché poi nel Pd è passata la linea dura sulle Europee, quella taglia-“cacicchi”. Bassolino non andrà a Strasburgo. Realistico uno scenario che, tra un anno, pensioni in blocco “il partito del governatore”? (Tratto da il Roma)