La proposta di Massimo D’Alema di ufficializzare l’esistenza di componenti (non chiamatele correnti, per carità) nel PD non fa una grinza. La democrazia interna di un partito a vocazione maggioritaria, per di più con le caratteristiche del “contenitore”, può articolarsi compiutamente solo con l’immersione di una forte dialettica tra le varie anime che lo compongono. I due, è risaputo non sono esattamente compagni di merende, hanno alle spalle anni di lotte, di battaglie e di scontri. Come quando, nel 1994, D'Alema strappò a sorpresa la segreteria del PDS al favoritissimo Walter. Sono rivali da 30 anni, una continua gara a chi piace di più. Nel partito e nel Paese. Piaccia o meno, la sinistra uscita dal crollo del Muro di Berlino e dalla dissoluzione della Prima Repubblica resta impiccata a questa dicotomia irrisolta, peraltro lontana anni luce dagli epici duelli tra Amendola e Ingrao. In quel caso, cozzavano in maniera evidente due visioni differenti del mondo. Ora, sarà cambiato il mondo, saranno cambiati gli uomini, ma il contrasto è guerra di posizione. Meglio sarebbe dire, anzi, di posizionamento.
mercoledì 14 maggio 2008
Dalemiani e Veltroniani
La proposta di Massimo D’Alema di ufficializzare l’esistenza di componenti (non chiamatele correnti, per carità) nel PD non fa una grinza. La democrazia interna di un partito a vocazione maggioritaria, per di più con le caratteristiche del “contenitore”, può articolarsi compiutamente solo con l’immersione di una forte dialettica tra le varie anime che lo compongono. I due, è risaputo non sono esattamente compagni di merende, hanno alle spalle anni di lotte, di battaglie e di scontri. Come quando, nel 1994, D'Alema strappò a sorpresa la segreteria del PDS al favoritissimo Walter. Sono rivali da 30 anni, una continua gara a chi piace di più. Nel partito e nel Paese. Piaccia o meno, la sinistra uscita dal crollo del Muro di Berlino e dalla dissoluzione della Prima Repubblica resta impiccata a questa dicotomia irrisolta, peraltro lontana anni luce dagli epici duelli tra Amendola e Ingrao. In quel caso, cozzavano in maniera evidente due visioni differenti del mondo. Ora, sarà cambiato il mondo, saranno cambiati gli uomini, ma il contrasto è guerra di posizione. Meglio sarebbe dire, anzi, di posizionamento.
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