Rino Piscitello, ex deputato del Pd e prima della Margherita, lascia il Partito Democratico in polemica con la “logica coloniale”. La critica riguarda sia la formazione delle liste sia il ruolo marginale della Sicilia nel governo ombra. Dopo la sconfitta, “quello che doveva essere il partito del rinnovamento -lamenta Piscitello- si comporta come il più classico dei vecchi partiti, con un gruppo dirigente chiuso, litigioso e arroccato nella difesa del proprio interesse”.
La
Sinistra giovanile ha deciso di uscire dal coordinamento nazionale del Pd perchè insoddisfatti dalla piega che sta prendendo il confronto interno troppo legato alle logiche correntizie, delusi per non essere stati neppure consultati nella scelta del ministro-ombra delle Politiche Giovanili.
Vico Equense - Dopo aver trasformato il Pd in un partito fantasma, sembra quasi inutile domandarsi di cosa mai si dovrà discutere, nella riunione del martedì? Il risultato delle ultime elezioni amministrative e politiche consegna al centrodestra una maggioranza schiacciante. Smaltita l’ubriacatura di una cattiva propaganda, è dunque venuto il momento di tornare alla realtà. Non serve certo uno studio comparato sull’analisi dei flussi per capire che si tratta di una sconfitta che chiama in causa l’intero gruppo dirigente. Il problema è che l’onnipotenza degli ex diessini ha prodotto l’impazzimento dell’intero dibattito dentro e attorno al Partito democratico. Ovunque dopo un risultato simile si aprirebbe un confronto sincero, profondo. E si rimescolerebbero le energie.
1 commento:
Veltroni dovrebbe ricordarsi della Sicilia quando pensa ad accordi con l'UDC, il partito che ha ospitato e eletto tale Totò Cuffaro, che mi pare essere stato condannato in primo grado per aver "aiutato" un singolo Mafioso (sic!), la domanda e': Se Veltroni ha Napoli ci ha detto "Camorra, Mafia e 'ndrangheta votino per chi vogliono ma non per il PD", chiedere e ottenere il voto al Senato di Cuffaro non è come chiedere i voti alla Mafia?
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