
"In Italia, e penso non solo in Italia, c'è una grande fame di queste storie":
Roberto Saviano, in un'affollata conferenza stampa a Cannes, spiega uno dei motivi del successo di "Gomorra", di cui oggi è stato presentato il film diretto da Matteo Garrone. "Siamo stanchi di folcloristiche storie di crimine", ha detto il 28enne napoletano, autore del bestseller, che è stato a lungo applaudito dai giornalisti italiani. Saviano ha anche respinto le accuse di aver diffamato l'immagine dell'Italia all'estero e di aver raccontato soltanto il marcio della società: "Raccontare è un'operazione di verità. Penso che in realtà il silenzio assoluto, che è spesso nella tradizione del nostro Paese, sia un modo per svilirlo - ha detto - Non ci siamo mai posti il problema di denunciare o di urlare, ma solo di raccontare una storia". Insomma, ha aggiunto, "stiamo parlando di un'economia di quasi 150 miliardi di euro l'anno, stiamo parlando di un'organizzazione - ha concluso - che in meno di 30 anni ha ucciso 10 mila persone". Lo scrittore, che da anni vive da anni sotto scorta per le minacce della camorra non ha sfilato alla Montees des Marches di oggi pomeriggio alla Croisette che ha visto invece gran parte del cast (compreso Toni Servillo), regista e sceneggiatori al gran completo. "Rinuncio volentieri alla Montees de Marches, non è questa la cosa importante. Io sono un caso solo perché scrivo, ma ci sono molti come me sotto scorta nel mio paese e il mio pensiero adesso va anche a loro". Così Roberto Saviano ha chiuso la conferenza stampa ufficiale, che era strapiena ed è stata molto applaudita.
3 commenti:
bello il film!
Gomorra è un pugno nello stomaco, sono rimasto colpito
da rivedere e gli attori sono veramente bravi.
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