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giovedì 21 maggio 2009

Saviano: ora non abbassare la guardia

«Lo Stato sta facendo molto ma la camorra non è ancora sconfitta». Così Roberto Saviano, ospite ieri sera del programma «Nightline» condotto da Maria Latella, ha commentato l’operazione di polizia, carabinieri e guardia di finanza che ha portato a 109 arresti eseguiti. A discutere in diretta tv su SkyTg24, insieme con l’autore di Gomorra c’erano il maggiore Lorenzo D'Aloia, comandante del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli e il tenente colonnello Giancarlo Scafuri, comandante del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri. «Prendere Amato, che è un capo militare - ha detto Saviano - è stato un grande risultato ma non bisogna abbassare la guardia. Si deve arrivare al più presto alla cattura dei capi del clan dei Casalesi, Michele Zagaria e Antonio Iovine». E ancora sull’arresto di Amato, Saviano ha detto: «La sua cattura ripara la figuraccia fatta nei confronti della Spagna, quando, dopo il primo arresto, il boss fu scarcerato dal Tribunale del Riesame per decorrenza dei termini». Determinante per Saviano la collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e spagnole. «Gli inquirenti sapevano che la Spagna era nel mirino dei clan - ha aggiunto - Quando ero a Barcellona mi dicevano che si sapeva persino quali locali frequentasse. Approfittava del fatto che mancava ancora l’ultimo segmento per il suo arresto. Comunque - ha concluso Saviano - i risultati sono arrivati adesso perché i riflettori mediatici, anche in Spagna, sono stati costantemente accesi e lo Stato è stato quasi costretto a intervenire». (Il Mattino)

giovedì 26 marzo 2009

Il monologo di Saviano in tv

"Non sono solo in questa battaglia"

Un monologo quasi teatrale, una rassegna stampa del Corriere di Caserta che chiama "infame" il pentito in un titolo, che elegge a eroi i boss locali, amici dei politici. Le foto dei ragazzini ammazzati, quelli degli innocenti coperti da un lenzuolo, il sorriso di un carabiniere ventenne trucidato per vendetta. Il titolo diffamante: "Don Diana a letto con due donne". Don Diana, il prete dell'impegno ucciso quindici anni fa. "Che tipo di paese se permette tutto questo?". "Il silenzio è colpevole anche perché non lascia capire". E' stata la serata di Roberto Saviano, ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa". "Si pensa che l'essere minacciato sia una corona data dalla camorra per un merito ma non è un merito. Non è un merito, cercano di colpire me perchè con altri non riescono". Lo scrittore ha parlato anche delle minacce della camorra. "Non immaginavo che sarebbe andata così - ha detto -. Pensavo che sarebbe durata poco, sono tre anni ed è pesantissimo". E nel ringraziare "tutte le persone che mi scrivono, nel ringraziare tutti per quello che è stato fatto per me", cita le parole di Kennedy quando diceva "perdonare sempre dimenticare mai". "Io - ha detto Saviano - non dimenticherò mai quello che di bene mi è stato fatto". Ha ringraziato i paesi che lo hanno ospitato, "la Spagna, Parigi, Israele ma non ringrazio chi mi ha rifiutato la casa, gli amici che hanno liquidato la mia causa come se me la fossi cercata". "Mi dà fastidio l'accusa di essermi arricchito. Sono i lettori che mi danno la possibilità di vivere e pagare gli avvocati". E ha citato una frase di Biagi: "Sei arrivato davvero quando fanno un falso del tuo libro e ti accusano di plagio' e io ce li ho tutti e due". "Questa battaglia non è la mia battaglia ma la battaglia di molti e va anche bene se per una volta succede il miracolo che grandi interessi economici si fondano con l'interesse del paese, che grandi editori di libri, televisivi, si uniscano per combattere la camorra". (Repubblica.it)

Non sei solo in questa battaglia
Le denunce di uno scrittore straordinario come
Roberto Saviano sono necessarie per sconfiggere la camorra, che non si vince nel silenzio e nella rimozione. Da tempo non si parla più di camorra, eppure a pochi chilometri da noi si ammazza. La politica non affronta l’argomento. "Nell'ultima campagna elettorale - ha sottolineato Saviano - da qualsiasi parte non si è parlato di mafia perchè c'era l'impressione che la gran parte della gente non fosse interessata. La politica è molto complicata - ha aggiunto Saviano - e la cosa più grave che può fare è far scendere il silenzio su queste vicende così come la cosa più grave che possano fare gli elettori è il silenzio su queste storie". Di fronte ad episodi del genere bisogna reagire con forza e bisogna chiedere una maggiore presenza dello Stato e un più forte impegno delle istituzioni. Ma bisogna anche allontanare tutti quelli che indossano "l'abito buono", frequentano le assemblee politiche, la vita culturale, insomma cercano di darsi una dignità all’esterno, per poi darsela a gambe quando la posta in gioco diventa alta. Malgrado ciò queste persone vivono di fianco a noi, e Saviano bisogna difenderlo non solo dalla camorra, ma anche da loro.

venerdì 2 gennaio 2009

Saviano: sogno tornare nella mia terra e continuare resistere

"Pensavo di andar via per continuare a lavorare, in realtà era una dimensione per me necessaria per tornare a lavorare nella realtà, quindi rotolandomi nel fango del quotidiano. Detto questo, il mio sogno è quello di tornare alla mia terra, di continuare a resistere al mio Paese, quindi se dovessi andare via sarà per una questione operativa piuttosto che una scelta di esilio. Quello che io auguro è che le persone siano in grado di capire come funzionano i meccanismi, come funziona l'economia, il potere politico come sta agendo su di loro, capire credo che sia il vero antidoto per trasformare il vaccino per resistere". Così lo scrittore Roberto Saviano a Studio Aperto, il tg di Italia Uno, commentando anche il risultato del sondaggio tra i telespettatori: è stato eletto personaggio dell'anno. Ai telespettatori di Studio Aperto era stato chiesto di votare sul sito del tg il personaggio dell'anno e la scelta e' caduta su Saviano, il ragazzo di provincia che con il suo libro "Gomorra" ha fatto conoscere in tutto il mondo aspetti ancora oscuri della camorra. E ieri, nell'edizione delle 18.30, lo scrittore ha commentato la scelta del pubblico del tg di Italia 1: "Ovviamente ringrazio per avermi votato e in qualche modo per aver mostrato una vicinanza in tutto questo periodo. Le persone che mi sono state vicine sono state la mia vera protezione. In qualche modo sento che la mia parola e' amplificata da questa solidarietà. Credo che per uno scrittore sia un enorme privilegio che le proprie parole diventino le parole di molti". E "l'augurio che faccio a me stesso e' in qualche modo di cercar in tutto questo gran caos, qualche forma di felicità. Tutto qui". (Agi)

sabato 20 dicembre 2008

Veltroni: "Saviano alla scuola del Pd"

E lui: "Ma vanno cacciati i dirigenti collusi"

Alla Direzione, Veltroni ha annunciato che Roberto Saviano parteciperà alla scuola di legalità del Pd. 'Ieri ho incontrato una persona che e' anche critica con noi" ha detto. "Ho parlato a lungo con Roberto e mi ha detto che aderirà al progetto della Scuola per il Mezzogiorno''. In serata, una precisazione dello scrittore: "Sarò lieto di tenere una lezione alla scuola di formazione nel Mezzogiorno a condizione che il Pd si impegni a portare avanti un doveroso percorso di azzeramento della classe dirigente (meridionale e non solo) collusa e compromessa, che negli anni ha purtroppo dimostrato di essere fortemente inadeguata alla realtà territoriale. Solo così tali iniziative potranno finalmente avere un impatto positivo sul territorio e si dimostreranno effettive volate al cambiamento. Io sono uno scrittore e non un politico, quindi ho il privilegio di poter parlare a tutti, dagli studenti di ogni colore politico alle scuole di partito, alle accademie, perché prima di ogni differenza o divisione c'è la legalità che è la premessa assoluta e non la conseguenza della dialettica democratica. Non dimentichiamo che le mafie sono unite, è tempo che lo sia anche chi vuole contrastarle". (La Repubblica)

lunedì 3 novembre 2008

Lo scrittore: «Sono in gabbia lascerò l’Italia al più presto»

Lascerà l’Italia «il più presto possibile». Lo ha detto ieri Roberto Saviano, in un’intervista al quotidiano britannico «Guardian». Saviano vive da tempo - da troppo tempo dice lui - sotto scorta: «Un enorme, gigantesco peso che non posso più sopportare facilmente e che mi sta distruggendo come scrittore». Il «Guardian» ricostruisce la vicenda di Saviano, che da due anni e mezzo vive in «isolamento e persecuzione», e la sua vita che, a parte i viaggi all’estero per i suoi libri, trascorre tra gli alloggi dei carabinieri e le procure. Esistono però alcune difficoltà logistiche sulla strada verso l’esilio di Saviano, che lui spera che possano essere risolte con l’anno nuovo. Perché - aggiunge - la fatica comincia a farsi sentire: «Vivere come un animale in gabbia ti trasforma in una bestia - continua Saviano - Diventi diffidente, pensi che tutti ti vogliano ingannare. Invidi gli altri che vivono liberi. Tu hai avuto la forza, o la stupidità, di denunciare, gli altri sono rimasti zitti». E conclude: «Mi piacerebbe che la mia storia non fosse considerata solo come quella di un meridionale italiano, che vive in un paese di sottosviluppo con uomini violenti. Io, ed altri che scriviamo di queste vicende, parliamo di una delle più potenti forze economiche dell’Ue. Ciò che riguarda me, riguarda anche chi vive a Londra, Berlino e Madrid. Tutte le organizzazioni criminali investono a Londra, tra le cinque città dove il consumo di cocaina è più alto».

venerdì 24 ottobre 2008

Bagarre al consiglio regionale solidarietà dopo tre ore di liti

Regione Campania - Bagarre in Consiglio regionale dopo la proposta di solidarietà a Roberto Saviano minacciato dalla camorra, e di una seduta del Consiglio regionale da tenere nel Casertano. Il documento, proposto dal consigliere Michele Caiazzo (Pd), e sottoscritto da tutti i gruppi consiliari è passato all’unanimità ma ha prima innescato una lunga discussione durata circa tre ore con accenti polemici diffusi. Una proposta del consigliere verde Michele Ragosta («Saviano assessore alla Legalità»), è stata bollata come «roba da cinema» dal capogruppo di An, Enzo Rivellini. E il consigliere di An, Angelo Polverino: «Qui pensavo di fare cose concrete e invece...». La proposta di solidarietà allo scrittore esprime «piena solidarietà e forte vicinanza a Saviano», ma anche «alla magistratura, alle forze dell’ordine, agli amministratori locali, tutti a vario titolo impegnati nella battaglia per la legalità», e chiede alla giunta di convocare entro novembre una seduta monotematica su iniziative di contrasto alla criminalità.

mercoledì 22 ottobre 2008

«Nastrino fucsia per Roberto»

La Camorra si contrasta con gli appelli dei premi Nobel da firmare sui quotidiani online o con campagne nate dalle istituzioni locali e da diffondere sul territorio? Certo, un mezzo non esclude l’altro, risposte secche non ce ne sono. Meno appelli, per favore, e più campagne sul territorio. Indossare un nastrino fucsia ogni giorno per testimoniare la vicinanza a Roberto Saviano e a quanti decidono di dire no alla camorra. Fucsia come i coltelli di Gomorra. L'idea dell’«anticamorra scritta addosso» è stata lanciata in una lettera-appello dall’Associazione studenti napoletani contro la camorra e dalla Rete N.a.c.o. (Nuova anti camorra organizzata) sul sito www.studenticontrolacamorra.org e con un gruppo tematico su Facebook e culminerà con un evento pubblico il prossimo 27 a Napoli (ore 18) in Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli. «Vogliamo porre l'attenzione sui tanti Saviano che ogni giorno rischiano la propria vita nell'anonimato e nel silenzio generale» spiegano gli studenti.

Leggo Saviano
Napoli - La lettura collettiva di Gomorra è stata fissata per Venerdì 24, dalle 16 alle 20 al Pan.

Chiunque voglia dare il suo contributo e partecipare alla lettura, può scrivere a http://leggosaviano.wordpress.com. E’ il blog aperto per l’occasione.

domenica 19 ottobre 2008

Contro Roberto Saviano

Su Roberto Saviano sono stato “mal intrepretato”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni precisando le sue dichiarazioni rilasciate ieri sull’autore del libro “Gomorra”, definendolo “un simbolo e non il simbolo” della lotta alla camorra. ”Su Saviano sono stato mal interpretato - ha detto a margine di un convegno in corso a Saint Vincent -: ho voluto invece fargli un favore, dirgli che lo Stato gli è vicino e che gli garantiamo il massimo livello di sicurezza. Ma ho voluto anche precisare che non spetta solo a lui farsi carico della lotta alla criminalità”. ”Conosco Saviano, è un ragazzo molto coraggioso - ha aggiunto - ma non è un bene per lui caricargli addosso tutte queste responsabilità, perchè non lo fanno vivere bene, non può essere lui da solo a farsi carico nell’immaginario collettivo della lotta alla criminalità. E’ una semplificazione che non va bene per lui e non fa onore alle migliaia di persone, magistrati, poliziotti e carabinieri, che tutti i giorni combattono contro la criminalità”.

Bobbio: Saviano? Non credo agli eroi

Le interviste raccolte a Casal di Principe da Giulia Santerini per Repubblica.it fuori dal Liceo Scientifico di San Cipriano su Saviano.

martedì 14 ottobre 2008

I Casalesi …

Il 9 ottobre, alcuni ignoti sono entrati a casa di Rosaria Capacchione, una giornalista del Mattino che si occupa da tempo di camorra, e che vive sotto scorta per le minacce ricevute dal clan dei Casalesi. Gli ignoti hanno portato via — simbolicamente — solo la targa ricevuta dalla giornalista in un premio intitolato a Enzo Biagi. Ora Rosaria è tra i sei vincitori del Premio Napoli 2008, “per il lavoro testardo, coraggioso e quotidiano di tracciare e aggiornare la mappa dei clan camorristici dell’hinterland”. Il nuovo premio le verrà consegnato giovedì 16 ottobre alle ore 21 nella chiesa di S.Caterina da Siena a Napoli.

Poi ci sono le notizie che riguardano Roberto Saviano. I Casalesi avevano progettato un agguato “all’unanimità dalle famiglie che aderiscono al cartello” e programmato per Natale. L’idea — in linea con una “svolta stragista” del clan — è “un attentato spettacolare sull’autostrada Roma-Napoli”, nel quale uccidere, se necessario, anche gli uomini della scorta.

Il leader del Partito democratico Walter Veltroni interviene sulle minacce di attentato a Roberto Saviano. «Non si possono considerare una cosa normale - argomenta - quelle minacce vogliono dire che una parte del paese è fuori dal presidio della legalità e dalle istituzioni che lì vanno ripristinate. Per questo il 15 novembre organizzeremo a Casal di Principe gli Stati Generali della legalità».

giovedì 9 ottobre 2008

Saviano: "Adoro la boxe"

Il pugilato come momento di relax in una vita fatta di spostamenti repentini, scorte e momenti di tensione. Roberto Saviano, autore di Gomorra e che da quasi due anni vive blindato dopo ripetute minacce di morte, ha parlato della sua pasisone per la nobile arte nel corso di un'intervista rilasciata a "Il mattino". "I l primo giorno di allenamento ", racconta lo scrittore " è stato traumatico, pensavo di lasciare. E invece la boxe mi salva, con tutto quello che accade: la vita blindata, gli affetti negati, le minacce e i continui spostamenti. Già da ragazzino avevo questa passione. Quando abitavo ai Quartieri Spagnoli nella mia stanza sistemavo i pochi mobili che avevo in modo da ricreare il perimetro del ring. Come scriveva Jack London ". "Scriverò di boxe ", rivela Saviano, amico di Clemente Russo, medaglia d'argento alle Olimpiadi di Pechino nella categoria pesi massimi, " Il pugilato è un' ancora di salvezza in territori in cui la vita offre poche alternative. Lo sport è uno strumento educativo importantissimo per i giovani. Nella lotta per la legalità, che i giovani riescano a crescere rispettando le regole del gioco e dello sport, diventa un contributo fondamentale di civiltà ".

martedì 1 luglio 2008

Saviano ti odio. Anzi no, chiedo scusa

Criticare e subito dopo scusarsi. Questo sembra ormai essere diventato “lo sport” preferito degli intellettuali italiani, come ha sottolineato anche il quotidiano il Riformista. Critiche e scuse indirizzate a Roberto Saviano e al suo Gomorra. Strali rivolti unicamente al libro e da cui invece esce indenne il film realizzato da Matteo Garrone. E l’ultimo in ordine di tempo ad aver puntato il dito contro l’autore partenopeo e ad aver fatto marcia indietro è Roberto D’Agostino. D’Agostino, dal sito Dagospia, aveva rilanciato la teoria secondo cui Gomorra non è stato il frutto della penna di Saviano, ma soltanto una sapiente riscrittura di fatti noti ad opera di un editor. Tanto clamore seguito dalle immancabili scuse come “moda” vuole. E infatti, prima di D’Agostino, a criticare e scusarsi era stato Giuliano Ferrara (ma il pezzo "denigratorio" l'aveva scritto una sua redattrice). L’ultimo attacco alla scrittura di Saviano è venuto da Alessandro Baricco, di cui per ora non c’è notizia del dietro front come moda vuole. (Sarah Ricca il Corriere del Mezzogiorno)

mercoledì 4 giugno 2008

Saviano, dopo Gomorra inchiesta sui tumori

Dopo il successo mondiale di Gomorra, una domanda circola da tempo negli ambienti editoriali. E cioè: cosa scriverà ora Roberto Saviano? A che cosa sarà dedicato il suo secondo libro? A questo interrogativo ha provato a dare una risposta ieri il sito di indiscrezioni e gossip «Dagospia», rivelando che lo scrittore napoletano sarebbe al lavoro sul rapporto tra rifiuti tossici e incidenza dei tumori nel casertano. Una sorta di seguito di Gomorra, dunque, centrato però sul tema più scottante di questi tempi, cioè quello dell'immondizia e delle conseguenze sanitarie dell'emergenza in Campania. In particolare, Saviano starebbe indagando nell'area di Caserta, già esplorata nel suo best seller nonché sua terra di origine, e avrebbe percorso in lungo e in largo le corsie degli ospedali locali per raccogliere dati sulle patologie tumorali e sugli aborti spontanei che si presumono provocati dalle tonnellate di rifiuti tossici sversati (spesso illegalmente) da anni in queste zone. Quella del secondo libro per Saviano è una questione non da poco: anche nel caso di un capolavoro, sarebbe probabilmente difficile eguagliare il travolgente boom di Gomorra, che è stato un vero e proprio «caso», letterario e non solo. Proprio per questo lo scrittore ha dichiarato di frequente, in pubblico e in privato, le sue intenzioni di cambiare completamente materia e campo d'indagine, tanto che per un periodo era trapelata l'idea di un reportage da infiltrato nei territori «caldi » come Afganistan e Iraq. Altra traccia di cui si è parlato era quella del commercio di cocaina: tema già trattato in chiave locale nelle pagine di Gomorra, ma da ampliare e seguire lungo le piste dei narcotraffici internazionali. Ora, dunque, la nuova indiscrezione. Ma a quanto pare abbastanza fuorviante. Dalla Mondadori infatti arriva una rapida smentita: il nuovo progetto editoriale di Saviano — che effettivamente è in cantiere — per ora è top secret. Dagli ambienti vicini allo scrittore, invece, proviene la conferma che Saviano aveva realmente in animo di lavorare sul cancro, per firmare un breve pamphlet in prospettiva non localistica ma globale. La malattia, insomma, come problema sociale (nei suoi risvolti economici ed affaristici) e diffusa a livello mondiale. Del resto Saviano ha avuto diversi contatti con Umberto Veronesi, che è suo grande fan, e dall'oncologo ha attinto molte informazioni sull'argomento. Negli ultimi tempi, però, il progetto è stato in parte abbandonato e in parte trasformato — lavorare su questo tema non ha dato i risultati sperati — e solo qualche traccia confluirà nel nuovo lavoro, che peraltro non si annuncia imminente. (Mirella Armiero da il Corriere del Mezzogiorno)

In Campania 500 mila tir carichi di veleni
Napolionline - la citta vista da dentro - mercoledì 04 giugno 2008

giovedì 22 maggio 2008

Una casa per Saviano

Una casa in Sicilia allo scrittore Roberto Saviano dopo il diniego da parte dei cittadini del quartiere Vomero a Napoli di concedergli un appartamento in affitto. Ad offrirgliela l'Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della Mafia che definisce ''sconcertante'' il fatto che ''una delle penne più nobili d'Italia che ha accettato di mettere a repentaglio la propria incolumità e di diventare bersaglio dei clan camorristici per aver avuto il coraggio di raccontare la verità, si veda respinto da una parte della propria comunità ''. ''Dalle storie personali dei componenti della nostra associazione, sappiamo quanto l'isolamento sociale sia odioso e pericoloso. Ed è per questo - chiarisce l'Associazione vittime della mafia - che la nostra doverosa offerta non vuole essere una provocazione ma una sincera proposta per poter dimostrare la nostra stima e vicinanza a Roberto''.

Pasquale Squitieri fulmina Saviano: «Con la scorta al festival di Cannes per fare un po' di show»

Vomero: Subito una casa per lo scrittore Saviano

Sono rimasto, a dir poco, amareggiato e deluso quando ho letto la notizia che riguardava le difficoltà incontrate dallo scrittore Roberto Saviano per trovare casa al Vomero. Sono nato e vivo in questo quartiere da sempre e non mi riconosco affatto in alcuni, fortunatamente pochi, miei concittadini per gli atteggiamenti assunti nei confronti di un uomo che deve invece godere di tutto il nostro rispetto per le battaglie condotte contro la camorra. Non ho una casa da affittare, ma se l´avessi la concederei volentieri in locazione all´autore di " Gomorra ". Anzi se ne ha piacere m´impegnerò insieme a lui a trovare una nuova abitazione nel quartiere, consona alle sue esigenze, ritenendomi onorato dall´avere una persona come Saviano tra i residenti del Vomero, dove la malavita, organizzata e non, come testimonia quotidianamente la cronaca giudiziaria, ha stabilito da tempo uno dei suoi quartieri generali, anche a ragione della presenza di tante attività del terziario commerciale e dell´imprenditoria. A dimostrazione, invito sin d´ora Saviano a venire a pranzo o a cena a casa mia, proprio al Vomero, in modo da mettere a punto un´azione comune per trovare la sua nuova residenza nel quartiere. Invito anche i tanti vomeresi che, sono sicuro, la pensano come me ad esprimere la propria solidarietà allo scrittore, manifestando la stessa mia disponibilità. Noi non abbiamo paura della camorra. Anzi lottiamo da sempre per estirpare questo cancro dal tessuto sociale da Napoli e dalla Campania. E di certo non sarà uno sparuto gruppo di persone che, con il suo atteggiamento per nulla condiviso, potrà oscurare le ben note tradizioni di ospitalità e di cordialità da sempre patrimonio dei vomeresi e dei napoletani, più in generale. Sappia Saviano che non è stato, non è e non sarà mai solo nella sua quotidiana battaglia contro la criminalità organizzata. (Gennaro Capodanno - Presidente Comitato Valori collinari – Napoli)

mercoledì 21 maggio 2008

Saviano cerca casa al Vomero e non la trova

Ha cercato casa a Napoli per oltre un mese, lo scrittore Roberto Saviano, probabilmente desideroso di tornare in città dopo l'esperienza non felicissima ai Quartieri spagnoli, dove alloggiava oltre 2 anni fa. Ha cercato un'abitazione nel quartiere Vomero tramite una agenzia immobiliare, ma non c'è stato niente da fare: un gruppo di proprietari si è opposto alla volontà dello scrittore di prendere in fitto un appartamento. Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, le trattative sono andate avanti per un mese, poi lo scrittore finito nel mirino dei Casalesi è stato definito non gradito. Roberto aveva visionato sei appartamenti. Alla fine non se ne è fatto niente, sia perchè l’abitazione non era ritenuta soddisfacente ma soprattutto per il rifiuto che sarebbe stato opposto dai proprietari quando hanno saputo il nome di chi voleva affittare l’abitazione. In particolare, una delle proprietarie ha affermato che gli inquilini e i vicini dello stabile l'hanno messa in guardia: «Se fitti la casa a Saviano (un bivani in viale Raffaello, ndr), perdiamo la pace». A causa di tali pressioni l'autore del bestseller «Gomorra» avrebbe definitivamente rinunciato all'idea. Dal quartiere emerge una voce solidale. «Questa storia mi amareggia e delude - afferma Gennaro Capodanno del Comitato valori collinari - . Sono nato e vivo in questo quartiere da sempre e non mi riconosco affatto in alcuni, fortunatamente pochi, miei concittadini per gli atteggiamenti assunti nei confronti di un uomo che deve invece godere di tutto il nostro rispetto per le battaglie condotte contro la camorra». «Non ho una casa da affittare, ma se l’avessi gliela concederei volentieri in locazione. Anzi - conclude Capodanno - se ne ha piacere m’impegnerò insieme a lui a trovare una nuova abitazione nel quartiere». (al ch. Corriere del Mezzogiorno)

lunedì 19 maggio 2008

Saviano a Cannes: "C'e' grande fame di storie come Gomorra"

"In Italia, e penso non solo in Italia, c'è una grande fame di queste storie": Roberto Saviano, in un'affollata conferenza stampa a Cannes, spiega uno dei motivi del successo di "Gomorra", di cui oggi è stato presentato il film diretto da Matteo Garrone. "Siamo stanchi di folcloristiche storie di crimine", ha detto il 28enne napoletano, autore del bestseller, che è stato a lungo applaudito dai giornalisti italiani. Saviano ha anche respinto le accuse di aver diffamato l'immagine dell'Italia all'estero e di aver raccontato soltanto il marcio della società: "Raccontare è un'operazione di verità. Penso che in realtà il silenzio assoluto, che è spesso nella tradizione del nostro Paese, sia un modo per svilirlo - ha detto - Non ci siamo mai posti il problema di denunciare o di urlare, ma solo di raccontare una storia". Insomma, ha aggiunto, "stiamo parlando di un'economia di quasi 150 miliardi di euro l'anno, stiamo parlando di un'organizzazione - ha concluso - che in meno di 30 anni ha ucciso 10 mila persone". Lo scrittore, che da anni vive da anni sotto scorta per le minacce della camorra non ha sfilato alla Montees des Marches di oggi pomeriggio alla Croisette che ha visto invece gran parte del cast (compreso Toni Servillo), regista e sceneggiatori al gran completo. "Rinuncio volentieri alla Montees de Marches, non è questa la cosa importante. Io sono un caso solo perché scrivo, ma ci sono molti come me sotto scorta nel mio paese e il mio pensiero adesso va anche a loro". Così Roberto Saviano ha chiuso la conferenza stampa ufficiale, che era strapiena ed è stata molto applaudita.

Gomorra oltre Gomorra. Il potere di un film
Napolionline - la citta vista da dentro - lunedì 19 maggio 2008

sabato 10 maggio 2008

Cittadinanza onoraria

Casal di Principe - «Diamo la cittadinanza onoraria per meriti straordinari, acquisiti nella lotta contro la criminalità, a Roberto Saviano». La proposta di Renato Natale, da anni protagonista della lotta anticamorra e presidente dell'associazione Jerry Essan Masslo, accelera la voglia di riscatto dei casalesi. «I cittadini onesti - dichiara Natale - devono scegliere dalla parte di chi stare: di chi, con coraggio lotta per liberare queste terre dalla presenza oppressiva e soffocante della camorra o di chi, spietato quanto vile, intreccia rapporti collusivi e di affari». Una decisione sulla quale il sindaco Cipriano Cristiano non ha nessun dubbio. «A Saviano - dice - non solo concederemo la cittadinanza onoraria, se è possibile già in occasione della festa della polizia del 18 maggio, ma vorremmo anche organizzare un consiglio comunale aperto per dimostrargli che il paese vuole davvero riscattarsi e non con le parole ma con i fatti». A partire dal riutilizzo dei beni confiscati: la casa Don Diana, le 12 aule scolastiche che saranno realizzate nell’ex proprietà del camorrista Giuseppe Natale, cognato di Francesco Schiavone alias Sandokan, il Parco della Legalità di 4mila metri quadrati, realizzato con poco meno di 500mila euro su un terreno confiscato a Sandokan. «E la Regione - aggiunge l’assessore Corrado Gabriele - concederà ulteriori trecentomila euro di finanziamento per progetti di animazione sociale, presentati da associazioni e parrocchie». (Tina Cioffo il Mattino)

sabato 26 aprile 2008

«Questa città è contro la camorra»

Castellammare di Stabia - «Questa città è contro la camorra». Recita così il nuovo logo che caratterizza, da qualche giorno, le carte per i giovani distribuite gratuitamente nella città stabiese dal Comune. Quasi tremila le card già in circolazione, utili per le offerte e le agevolazioni in oltre cinquanta fra esercizi commerciali, palestre e cinema del territorio cittadino nonchè per usufruire dei vari servizi comunali. Un progetto ormai collaudato, rivolto ai ragazzi dai 16 ai 30 anni di età, non solo della città delle acque, che dopo il lancio sperimentale, dell’anno scorso, ormai annovera sempre più fan nel comprensorio stabiese-sorrentino.

«Solidarietà a Saviano, al pm Cantone e alla cronista Capacchione»

Caserta - Una manifestazione simbolo in una data simbolo. Nel giorno in cui il Paese celebra la sua Liberazione, una catena umana si è stretta ieri davanti alla redazione casertana del «Mattino» «per liberarsi dalla camorra e dalla prepotenza dei boss». L’iniziativa è stata promossa dai giovani della diocesi in segno di solidarietà nei confronti della giornalista Rosaria Capacchione, del magistrato Raffaele Cantone e dello scrittore Roberto Saviano, minacciati in un’aula di giustizia il 13 marzo scorso durante un’udienza del processo di appello Spartacus contro il clan camorristico dei Casalesi. Tanta gente comune, famiglie, anziani, giovani in bicicletta, immigrati, esponenti delle associazioni (sono in tutto 130 le firme di adesione fatte pervenire dal mondo associativo provinciale) per un’iniziativa che il vescovo di Caserta, monsignor Raffaele Nogaro ha definito “un concreto segnale di solidarietà e di speranza per una città che vuole e deve risorgere”.

Due pm esonerati da ogni altro incarico: impegnati a tempo pieno sull’esame dei fascicoli

giovedì 24 aprile 2008

Cappotto di legno

“La mafia è la grande assente di questa campagna elettorale”. Roberto Saviano, autore del celebre libro “Gomorra”, con queste parole rifiutò la proposta di candidarsi alle recenti elezioni. Lo scrittore sarà ospite di Annozero, il programma di Michele Santoro in onda su Raidue alle 21.05 e intitolato“Ritorno a Gomorra”. In Campania la camorra sfoggia una inedita capacità imprenditoriale, spingendo i suoi affari anche al nord. Il reportage di Sandro Ruotolo e Luca Bertazzoni è un viaggio nelle terre assediate dai clan campani, in particolare a Casal di Principe dove la famiglia dei Casalesi ha tessuto una rete che imbriglia il tessuto sociale. Ma la lotta alla mafia è ancora nell’agenda della politica? In studio, con Roberto Saviano, ci sarà il procuratore aggiunto della distrettuale antimafia di Napoli Franco Roberti, e Lucariello, la voce degli Alma Megretta, autore di Cappotto di legno, rap sulla morte (immaginaria) di Roberto Saviano (che ha collaborato alla scrittura). E lì si incontrerà per la prima volta con l’autore di Gomorra.

«Caro prefetto, la camorra è più organizzata del suo Stato»
Napolionline - la citta vista da dentro - giovedì 24 aprile 2008